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Accessione Invertita

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56 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Prescrizione risarcimento: quando inizia a decorrere?
Una società chiede il risarcimento danni alla Pubblica Amministrazione per aver fatto affidamento su titoli edilizi poi annullati. La Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, rigettando la richiesta in quanto tardiva. La Corte stabilisce un principio chiave sulla prescrizione risarcimento: il termine quinquennale inizia a decorrere non dalla fine di tutte le vicende giudiziarie, ma dal momento in cui il danno si manifesta ed è oggettivamente percepibile dal danneggiato, ovvero dalla data di annullamento dei titoli edilizi.
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Tassa occupazione suolo pubblico: chi paga per i viadotti
Una società concessionaria per la gestione di autostrade ha impugnato un avviso di accertamento per la tassa sull'occupazione di suolo pubblico (TOSAP), relativa a un viadotto che sovrastava strade comunali. La società sosteneva di non dover pagare il tributo in quanto concessionaria statale e gestore di un'opera pubblica. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la tassa è dovuta. La Corte ha chiarito che il concessionario è un soggetto giuridico distinto dallo Stato, che opera in autonomia e con fini di lucro. L'occupazione sottrae di fatto uno spazio all'ente locale proprietario della strada, e l'esenzione prevista per lo Stato non si estende automaticamente al concessionario, anche se gestisce un servizio di pubblica utilità.
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Risarcimento occupazione illegittima: la Cassazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di risarcimento per occupazione illegittima di un terreno da parte di un Comune, iniziato nel 1978. La sentenza chiarisce importanti principi: l'inapplicabilità della procedura di 'acquisizione sanante' (art. 42-bis) ai procedimenti avviati prima dell'entrata in vigore del Testo Unico sull'Espropriazione. La Corte ha rigettato il ricorso principale del Comune, confermando l'obbligo risarcitorio, e ha parzialmente accolto il ricorso incidentale del privato, specificando le corrette modalità di calcolo del danno e di detrazione di un acconto versato in passato. La decisione sottolinea che la richiesta di risarcimento non comporta un automatico trasferimento della proprietà.
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Confisca estesa: i limiti del giudice dell’esecuzione
La Corte di Cassazione annulla un decreto che estendeva una confisca patrimoniale a nuovi terreni. La sentenza chiarisce che il giudice dell'esecuzione può correggere un provvedimento definitivo solo per specificare beni già inclusi nella decisione, non per ampliare l'oggetto della confisca. Il caso riguarda una confisca estesa a particelle catastali non menzionate nel dispositivo originario, sollevando questioni sui poteri del giudice e la tutela della proprietà.
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Muro di confine: appello inammissibile, le ragioni
Un proprietario ha impugnato in Cassazione la decisione sulla proprietà di un muro di confine, sollevando nuove tesi legali. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile a causa della regola della "doppia conforme" e della tardiva introduzione degli argomenti, condannando il ricorrente a sanzioni per lite temeraria. La sentenza evidenzia l'importanza di definire tutte le strategie difensive fin dal primo grado di giudizio.
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Prescrizione accessione invertita: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si pronuncia sulla prescrizione accessione invertita, stabilendo che l'occupazione di una porzione di fondo altrui con una costruzione costituisce un illecito istantaneo ad effetti permanenti. Di conseguenza, il termine di prescrizione decennale per richiedere l'indennità decorre dal momento in cui l'opera è stata ultimata, e non dall'inizio dell'occupazione. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente qualificato l'illecito come permanente, rinviando la causa per un nuovo esame sulla data di completamento della costruzione.
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Accessione invertita: la prova rigorosa della buona fede
Un privato cittadino ha rivendicato la proprietà di un terreno demaniale su cui aveva parzialmente costruito, invocando l'istituto dell'accessione invertita. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: nell'accessione invertita, la buona fede del costruttore non si presume mai, ma deve essere provata in modo rigoroso. La mancanza di tale prova rende la domanda infondata, a prescindere da altre questioni come la prescrizione del diritto.
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Giudicato sulla giurisdizione: i limiti del riesame
La Corte di Cassazione ha stabilito che il giudicato sulla giurisdizione formatosi su un'ordinanza che decide la competenza del giudice ordinario si estende anche ai presupposti di fatto e di diritto che ne costituiscono il fondamento. Nel caso di specie, una precedente ordinanza non impugnata aveva escluso l'esistenza di un'espropriazione, rendendo tale circostanza non più riesaminabile nelle fasi successive del giudizio. La Corte ha inoltre ribadito che l'azione legale per la tutela di un bene ereditario costituisce accettazione tacita dell'eredità.
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TOSAP concessionaria autostradale: niente esenzione
Una società concessionaria di autostrade ha impugnato un avviso di accertamento per il mancato pagamento della TOSAP, relativa all'occupazione del soprassuolo di strade comunali con viadotti. La società sosteneva di non essere tenuta al pagamento, rivendicando un'esenzione fiscale e argomentando che la proprietà delle aree fosse di fatto trasferita allo Stato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la costruzione di un'opera pubblica in concessione non trasferisce la proprietà del suolo comunale sottostante. Inoltre, ha chiarito che la società concessionaria, agendo come un'impresa privata con scopo di lucro, non può beneficiare delle esenzioni previste per gli enti pubblici. Di conseguenza, è tenuta al pagamento della TOSAP per l'occupazione del suolo pubblico.
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TOSAP concessionario autostradale: si paga sempre
La Corte di Cassazione ha stabilito che il TOSAP concessionario autostradale è dovuto per l'occupazione del soprassuolo comunale tramite cavalcavia. La Corte ha chiarito che la società concessionaria, pur gestendo un bene di proprietà statale, agisce come un'entità economica autonoma e non può beneficiare dell'esenzione fiscale prevista per lo Stato. L'obbligo di pagamento sorge dal fatto materiale dell'occupazione, che sottrae lo spazio all'uso pubblico, indipendentemente dalla titolarità del manufatto.
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TOSAP viadotti: la Cassazione chiarisce il pagamento
Una società concessionaria autostradale ha contestato un avviso di pagamento per la TOSAP relativo a un viadotto che sovrasta una strada comunale. La Corte di Cassazione ha stabilito che il tributo è dovuto. La sentenza chiarisce che esiste una presunzione di proprietà pubblica (demanialità) del suolo comunale, che il privato deve vincere con una prova di proprietà. L'occupazione dello spazio aereo da parte della struttura integra il presupposto impositivo dei TOSAP viadotti, che resta a carico del concessionario.
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Occupazione sine titulo: restituzione del terreno
Un proprietario ha citato in giudizio un Condominio e un Comune per l'occupazione sine titulo di un suo terreno. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'autorizzazione a costruire del Comune non giustifica la violazione della proprietà privata e che il Condominio è tenuto alla restituzione della porzione di suolo illecitamente occupata, indipendentemente da un precedente risarcimento ottenuto dal proprietario nei confronti del Comune per un'altra opera.
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Accessione invertita: requisiti per l’applicazione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello che aveva applicato l'istituto dell'accessione invertita senza verificare i presupposti essenziali: la buona fede del costruttore e la mancata opposizione del proprietario del suolo entro tre mesi. Il caso riguardava l'occupazione di una piccola porzione di giardino durante la ricostruzione di un edificio. La Corte ha stabilito che non si può liquidare una semplice indennità, tipica dell'accessione invertita, se mancano i suoi requisiti fondamentali; in tal caso, l'occupazione resta un illecito e dà diritto al pieno risarcimento del danno.
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Motivazione Apparente: Cassazione annulla confisca
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio un decreto di confisca di un immobile, ritenendo la motivazione della Corte d'Appello meramente apparente. La decisione era fondata su un errore di fatto decisivo circa la provenienza del terreno (donato da zii e non da genitori), che viziava l'intero percorso logico sulla sproporzione reddituale e sulla riconducibilità dell'investimento al soggetto proposto. La Suprema Corte ha inoltre censurato l'omessa risposta a un punto cruciale sollevato dalla difesa, ovvero l'assenza di un reale incremento patrimoniale data la natura abusiva e non sanabile dell'edificio, destinato alla demolizione.
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Regolamento dei confini: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20737/2025, ha stabilito i criteri per distinguere l'azione di regolamento dei confini da quella di rivendicazione. Il caso riguardava una disputa tra vicini per uno sconfinamento con costruzione di un manufatto. La Corte ha qualificato l'azione come regolamento dei confini, poiché l'incertezza verteva sulla linea di demarcazione e non sulla titolarità del diritto di proprietà, confermando la condanna alla demolizione.
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Litisconsorzio necessario: effetti sulla usucapione
In una causa per usucapione iniziata nel 1982, la Corte di Cassazione chiarisce un punto cruciale del litisconsorzio necessario. La Corte ha stabilito che l'integrazione successiva di un litisconsorte necessario, inizialmente non citato in giudizio, ha un effetto sanante retroattivo. Questo significa che l'interruzione del termine per l'usucapione si estende anche al soggetto integrato, a partire dalla data della notifica originaria, impedendo così il compimento della stessa.
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