L'Agenzia delle Entrate ha notificato tre avvisi a un contribuente, contestando maggiori imponibili non dichiarati tramite il possesso di vari beni, inclusa una vecchia autovettura d'epoca degli anni Settanta. I giudici di merito hanno annullato le pretese relative al veicolo, ritenendo l'auto troppo vecchia per generare costi o dimostrare ricchezza. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione, accogliendo il ricorso dell'amministrazione finanziaria. La Suprema Corte ha chiarito che il possesso di auto storiche rientra pienamente negli indici di spesa del redditometro, perché la manutenzione e il collezionismo di veicoli fuori produzione richiedono esborsi notevoli. Per contrastare l'accertamento sintetico del reddito, il contribuente deve fornire la prova documentale precisa che le spese derivano da somme esenti o già tassate.
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