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Accertamento Induttivo — Anno 2024

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188 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Accertamento Induttivo

Provvedimenti

Accertamento induttivo: costi indeducibili
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società edile contro un accertamento induttivo. La Corte ha confermato che i costi non pagati possono essere considerati indeducibili perché non adeguatamente documentati. Inoltre, ha ritenuto legittima la deduzione parziale dei costi di un ufficio usato per più attività, qualificandola come valutazione di fatto non sindacabile in sede di legittimità.
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Accertamento induttivo e ricavi: la Cassazione decide
Una società è stata oggetto di un accertamento induttivo dopo che l'Agenzia Fiscale ha ritenuto fittizi alcuni versamenti dei soci, riqualificandoli come ricavi non dichiarati. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, confermando la validità dell'accertamento. La Corte ha sottolineato che i motivi di ricorso erano inammissibili perché miravano a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, e che la contestazione sulla motivazione della sentenza d'appello non rientrava nei limiti previsti dalla legge.
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Litisconsorzio necessario in accertamenti fiscali
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza relativa a un accertamento fiscale nei confronti di una società in accomandita semplice, riaffermando il principio del litisconsorzio necessario. Poiché l'accertamento del reddito societario incide direttamente sui singoli soci, tutti devono obbligatoriamente partecipare al processo. La mancata partecipazione di un socio ha reso invalido il giudizio, che dovrà essere celebrato nuovamente con l'integrazione del contraddittorio.
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Deduzione forfettaria costi: sì anche per professionisti
In un caso di accertamento per compensi non fatturati a un professionista, la Corte di Cassazione ha stabilito un importante principio. Anche quando il Fisco rettifica una dichiarazione presentata, ricostruendo maggiori redditi, è dovuta una deduzione forfettaria dei costi. Questo principio, già noto per i redditi d'impresa, viene esteso per logica ai lavoratori autonomi e ai professionisti, poiché anche la loro attività economica genera necessariamente dei costi. La sentenza ha quindi respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate e accolto quello del contribuente, rinviando il caso per una nuova valutazione che tenga conto di questo e di altri aspetti, come la corretta applicazione delle sanzioni.
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Accertamento INPS: valido anche con lite fiscale chiusa
La Cassazione chiarisce che un accertamento INPS basato su una verifica fiscale rimane efficace anche se il contribuente conclude la controversia tributaria con una definizione agevolata. L'accordo con il Fisco ha solo finalità fiscali e non invalida la pretesa contributiva, a meno che il contribuente non fornisca prove contrarie per superare le risultanze dell'accertamento originario. Il ricorso del contribuente è stato respinto.
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Trasparenza per presunzione: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un socio di una società a ristretta base sociale. Il socio contestava un accertamento fiscale fondato sulla trasparenza per presunzione, sostenendo che il giudice di merito avesse omesso di esaminare fatti decisivi relativi al calcolo induttivo dei ricavi. La Corte ha chiarito che il giudice aveva valutato i fatti, sebbene in senso sfavorevole al ricorrente, e che la valutazione delle prove non è sindacabile in sede di legittimità.
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Motivazione apparente: Cassazione annulla sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale per motivazione apparente. L'organo di secondo grado aveva confermato un accertamento fiscale senza spiegare in modo comprensibile le ragioni della sua decisione, violando il diritto del contribuente a un giusto processo. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame che dovrà basarsi su un'argomentazione logica e tracciabile.
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Accertamento studi di settore: onere della prova
Una società ha impugnato un avviso di accertamento basato sugli studi di settore. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 31383/2024, ha rigettato quasi tutti i motivi di ricorso, confermando che l'accertamento studi di settore è legittimo se preceduto da un contraddittorio. La Corte ha ribadito che spetta al contribuente l'onere di provare le circostanze specifiche che giustificano lo scostamento dai dati standard, non essendo sufficiente una generica contestazione. È stato accolto solo il motivo relativo all'errata applicazione del contributo unificato.
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