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Accertamento Incidentale

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72 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Liquidazione giudiziale: basta un credito non certo
Una società immobiliare, posta in liquidazione giudiziale su istanza di una promissaria acquirente, ha contestato la richiesta sostenendo l'inesistenza del credito. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che per avviare una procedura di liquidazione giudiziale non è necessario un accertamento definitivo del credito. È sufficiente una valutazione sommaria e incidentale da parte del giudice, finalizzata a verificare la legittimità del creditore a presentare l'istanza. Nel caso specifico, la pretesa creditoria derivava dalla necessità di restituire acconti eccessivi trattenuti come penale in un contratto preliminare di compravendita immobiliare non concluso.
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Giurisdizione contributi pubblico impiego: la Cassazione
L'ente previdenziale ha richiesto il pagamento di contributi per rapporti di lavoro con enti pubblici cessati prima del 1998. La Cassazione, confermando le decisioni precedenti, ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che la giurisdizione sui contributi del pubblico impiego in questi casi spetta al giudice amministrativo, poiché è necessario accertare la natura del rapporto di lavoro, una questione devoluta a tale giurisdizione per il periodo in esame.
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Procura speciale falsa: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per appropriazione indebita, stabilendo che il giudice di merito aveva erroneamente rigettato l'eccezione di nullità del processo basato su una procura speciale falsa. Secondo la Corte, il giudice penale ha il dovere di verificare in via incidentale l'autenticità della firma sulla procura per l'accesso al rito abbreviato, senza che sia necessaria la proposizione di una formale querela di falso. La sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo giudizio.
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Revisione processo: registrazioni manipolate e nuove prove
Un politico, condannato per corruzione elettorale basata sulla testimonianza di un elettore e su registrazioni audio, ha richiesto la revisione del processo. Ha presentato nuove testimonianze e una perizia che attestava la manipolazione delle registrazioni. La Corte di Cassazione ha stabilito che, mentre le nuove testimonianze volte a una mera rivalutazione delle prove non sono ammissibili, la Corte d'Appello ha il dovere di esaminare l'accusa di manipolazione delle registrazioni. Questo vale anche se il reato di falso è prescritto, annullando così la decisione precedente e rinviando il caso per una nuova valutazione su questo specifico punto.
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Revisione per falsa testimonianza: quando è ammissibile?
Un soggetto, condannato per appropriazione indebita sulla base di una testimonianza, ha richiesto la revisione del processo sostenendo la falsità di tale deposizione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Anche se il reato di falsa testimonianza è prescritto, la richiesta di revisione per falsa testimonianza non può basarsi su mere allegazioni, ma richiede la presentazione di elementi di prova concreti, anche solo iniziali, che dimostrino la falsità, elementi che nel caso di specie mancavano del tutto.
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Liquidazione giudiziale: si apre anche con credito conteso
Una società cessionaria di un credito milionario ha richiesto la liquidazione giudiziale di un'impresa alberghiera. Quest'ultima contestava il debito, sostenendo fosse una donazione. La Corte d'Appello ha accolto la richiesta, ritenendo sufficienti le prove per un accertamento incidentale del credito e ha dichiarato lo stato di insolvenza della società, incapace di far fronte a un'esposizione debitoria così ingente e non riportata negli ultimi bilanci.
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Prova dei debiti nel fallimento: il bilancio basta?
Una società in liquidazione viene dichiarata fallita sulla base del proprio bilancio, che indicava debiti superiori alla soglia di legge. La società si oppone, sostenendo che tali debiti fossero contestati. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha respinto il ricorso, stabilendo che la prova dei debiti può essere fornita dal bilancio regolarmente approvato, che costituisce una confessione stragiudiziale, anche se le singole poste sono oggetto di contenzioso. L'accertamento del giudice ai fini fallimentari è di natura incidentale e non richiede una sentenza definitiva su ogni credito.
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Ricorso per cassazione: inammissibilità e onere prova
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per cassazione di una società fallita. La decisione si fonda sulla genericità e confusione dei motivi di appello, che mescolavano vizi procedurali e sostanziali senza rispettare i requisiti di specificità. La Corte ribadisce che, per la dichiarazione di fallimento, non è necessario un accertamento definitivo del credito, ma è sufficiente una valutazione incidentale del giudice. Inoltre, l'onere della prova riguardo al mancato superamento dei limiti di fallibilità grava sul debitore.
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Accertamento del credito: basta la verifica del passivo
Una società in liquidazione, dichiarata fallita su istanza dell'Agente della Riscossione, ha impugnato la decisione sostenendo la mancanza di un accertamento del credito definitivo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per la dichiarazione di fallimento è sufficiente un accertamento incidentale del credito. La Corte ha inoltre precisato che le risultanze della verifica dello stato passivo costituiscono un valido elemento probatorio per dimostrare la legittimazione del creditore istante.
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Clausola di manleva: come interpretarla correttamente
In un caso di cessione di quote societarie, la Cassazione ha stabilito che la clausola di manleva obbliga i venditori a rimborsare un debito fiscale sorto prima della cessione e pagato dagli acquirenti, senza che sia necessario accertarne nuovamente la fondatezza. L'interpretazione deve basarsi sul tenore letterale dell'accordo.
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Giurisdizione giudice contabile: l’erede è una qualità
Una cittadina si opponeva alla richiesta di un ente previdenziale di restituire una pensione indebitamente percepita dalla defunta madre, sostenendo che solo il giudice ordinario potesse accertare la sua qualità di erede. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che rientra nella giurisdizione del giudice contabile accertare in via incidentale la qualità di erede, in quanto non si tratta di uno 'stato della persona' ma di una 'qualità' necessaria per decidere la controversia pensionistica.
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Fondo di Garanzia TFR: quando non serve il fallimento
La Corte di Cassazione interviene sul tema del Fondo di Garanzia TFR, gestito dall'ente previdenziale. Un'ex dipendente aveva ottenuto il pagamento del TFR dal Fondo dopo un pignoramento infruttuoso verso il datore di lavoro. La Corte d'Appello aveva confermato il suo diritto, ritenendo che si potesse accertare in via incidentale la non fallibilità del datore, il cui debito verso la sola lavoratrice era inferiore alla soglia legale. La Cassazione, pur confermando la possibilità di un accertamento incidentale, ha cassato la sentenza per un errore di valutazione: ai fini della fallibilità, non si deve considerare il singolo credito del lavoratore, ma l'ammontare complessivo dei debiti scaduti dell'impresa. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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