Un'azienda di ristorazione contesta un accertamento analitico-induttivo basato sulla presunzione 'pasti-caffè', secondo cui dal numero di caffè venduti si ricaverebbe il numero di pasti. La controversia arriva fino alla Corte di Cassazione, chiamata a decidere sulla legittimità di un accertamento fondato su una singola presunzione. Tuttavia, la Corte non si pronuncia nel merito. L'azienda, infatti, aderisce a una definizione agevolata ('pace fiscale'), pagando una somma ridotta e chiudendo la lite. Di conseguenza, i giudici dichiarano l'estinzione del processo, ponendo fine alla vicenda senza stabilire un principio di diritto sul caso specifico.
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