La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22430/2025, ha rigettato il ricorso di una S.r.l. contro un avviso di accertamento basato su indagini bancarie estese ai conti correnti dei soci. La Corte ha confermato che, in presenza di società a ristretta base sociale, è legittimo presumere che le movimentazioni sui conti personali dei soci, specie se sproporzionate rispetto ai loro redditi dichiarati (impossidenti), siano riconducibili all'attività d'impresa. Questi accertamenti bancari sono dunque uno strumento valido per ricostruire il reddito non dichiarato della società. La sentenza chiarisce inoltre che non sussiste litisconsorzio necessario tra la società di capitali e i soci nel relativo contenzioso.
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