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Abitualità A Delinquere

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30 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Continuazione in executivis: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di una richiesta di continuazione in executivis presentata da un condannato. Il ricorso è stato respinto poiché il richiedente non ha assolto l'onere di allegazione, limitandosi a richiami generici senza dimostrare un unico disegno criminoso per reati compiuti in un arco di ben 25 anni.
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Reato continuato: no se è stile di vita criminale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto che chiedeva il riconoscimento del reato continuato per due condanne per detenzione di stupefacenti. La Corte ha confermato la decisione del Tribunale, ritenendo che la distanza temporale tra i fatti (maggio 2018 e novembre 2019) e l'assenza di prova di un piano unitario iniziale escludessero tale istituto, configurando piuttosto un'abitualità a delinquere.
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Disegno criminoso: quando i reati non sono uniti
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di non applicare il vincolo della continuazione tra reati di estorsione e un episodio di rapina. La sentenza sottolinea che, per riconoscere un unico disegno criminoso, è necessaria la prova che i reati successivi fossero programmati fin dall'inizio. La diversità delle modalità esecutive e delle vittime ha portato a qualificare la rapina come un atto estemporaneo, escludendo l'esistenza di un progetto unitario e configurando piuttosto un'abitualità a delinquere.
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Continuazione tra reati: quando non è applicabile
La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di applicazione della disciplina della continuazione tra reati per un condannato per traffico di stupefacenti e associazione criminale. La Corte ha stabilito che, per il riconoscimento del vincolo della continuazione, non è sufficiente la somiglianza dei reati o la vicinanza temporale. È necessario dimostrare l'esistenza di un unico disegno criminoso iniziale, cosa che non sussisteva nel caso di specie, dati i lunghi intervalli di tempo, la diversità di complici e sostanze, indicando piuttosto una propensione a delinquere.
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Abitualità del reato: Cassazione nega 131-bis
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato, confermando che l'abitualità del reato, desumibile da un consistente casellario giudiziale, osta all'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto prevista dall'art. 131-bis del codice penale. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Reato continuato: la prova del disegno criminoso
Un soggetto condannato per due reati di spaccio, commessi a distanza di tre anni, ha richiesto l'applicazione del 'reato continuato'. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che la notevole distanza temporale e la mancanza di prove concrete di un unico e premeditato disegno criminoso impediscono il riconoscimento del beneficio. La mera ripetizione di condotte illecite, secondo la Corte, non basta a configurare un reato continuato, potendo indicare una semplice abitualità a delinquere.
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Reato continuato: quando si applica? Guida pratica
Un imprenditore, condannato per undici reati sulla sicurezza sul lavoro in dieci anni, ha chiesto l'applicazione del reato continuato per unificare le pene. La Cassazione ha confermato il diniego, specificando che la ripetizione di reati simili non basta. È necessaria la prova di un unico disegno criminoso iniziale, assente in questo caso, dove le violazioni erano espressione di un'abitualità a delinquere e non di un piano unitario.
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Reato continuato: onere della prova e limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva l'applicazione del reato continuato per una serie di delitti legati al traffico di stupefacenti, commessi a distanza di anni. La Corte ha ribadito che l'onere di provare l'esistenza di un unico disegno criminoso grava sul richiedente e che un lungo lasso di tempo, unito a periodi di detenzione, interrompe la continuità del piano, rendendo i reati successivi episodi autonomi.
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Reato continuato: abitualità vs disegno criminoso
La Corte di Cassazione ha esaminato i ricorsi di due imputati condannati per furto aggravato in abitazione. La Corte ha rigettato la richiesta di riconoscimento del reato continuato per uno degli imputati, chiarendo che la ripetizione di illeciti a breve distanza temporale configura un'abitualità a delinquere e non un unico disegno criminoso. Ha inoltre confermato il diniego delle attenuanti generiche per entrambi, ritenendo irrilevante un risarcimento del danno di importo irrisorio a fronte della gravità della condotta e della pericolosa fuga.
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Vincolo della continuazione: onere della prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento del vincolo della continuazione tra più reati di spaccio. La Corte ha ribadito che l'onere di provare l'esistenza di un unico disegno criminoso, specialmente in presenza di un notevole lasso temporale tra i fatti, grava interamente sul richiedente. La semplice reiterazione di condotte illecite non è sufficiente a configurare la continuazione.
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