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Valore in dogana: royalties incluse se la casa madre controlla

L’Amministrazione doganale ha rettificato la dichiarazione di importazione di un Rappresentante Doganale, ritenendo che il valore in dogana delle merci dovesse includere le royalties pagate dall’importatore alla casa madre per l’uso del marchio. I giudici di merito avevano annullato l’atto, escludendo tali diritti dal calcolo. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell’ufficio, stabilendo che le royalties vanno sommate al valore di transazione se il titolare del marchio esercita un controllo di fatto sulla produzione e sui fabbricanti terzi, rendendo il pagamento una vera condizione di vendita. La sentenza è stata cassata con rinvio alla Corte di Giustizia Tributaria regionale per un nuovo esame.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 5 Num. 24780 Anno 2023
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Pubblicato il 18 luglio 2026 in Giurisprudenza Tributaria

Come si calcola il valore in dogana delle merci importate

La determinazione delle tasse sulle merci importate rappresenta un aspetto cruciale per le imprese che operano a livello internazionale. Molto spesso, le autorità doganali e le aziende si scontrano su quali elementi debbano comporre il valore in dogana delle merci. Questo valore non è semplicemente il prezzo scritto sulla fattura di acquisto, ma deve riflettere il valore economico reale del bene. Tra i costi più discussi rientrano le royalties, ovvero i diritti di licenza pagati per l’utilizzo di un marchio famoso. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha chiarito quando questi costi devono essere sommati al prezzo delle merci.

Quando le royalties influenzano il valore in dogana

La vicenda nasce dal controllo effettuato dall’Amministrazione doganale nei confronti di un Rappresentante Doganale. L’ufficio ha contestato la mancata inclusione, nella dichiarazione doganale, delle royalties che la società importatrice italiana versava alla casa madre negli Stati Uniti per poter vendere i prodotti con il celebre marchio. Secondo l’ufficio doganale, queste somme facevano parte integrante del valore economico della merce.

La normativa europea stabilisce che i diritti di licenza si devono aggiungere al prezzo pagato solo se si verificano tre condizioni precise. Prima di tutto, i diritti non devono essere già compresi nel prezzo della merce. In secondo luogo, le royalties devono riferirsi direttamente ai beni importati. Infine, il pagamento deve costituire una vera e propria condizione di vendita. Se manca anche uno solo di questi elementi, le royalties non possono essere tassate alla dogana.

Il ruolo del controllo del licenziante sui produttori

Il punto centrale della discussione riguarda proprio il concetto di condizione di vendita. Per capire se il pagamento delle royalties sia obbligatorio per ottenere la merce, bisogna verificare i rapporti contrattuali tra tutti i soggetti coinvolti. Non basta guardare come avviene il pagamento. Occorre analizzare se il proprietario del marchio esercita un controllo di fatto o di diritto sul produttore straniero o sull’importatore.

Esistono diversi indicatori pratici per dimostrare questo controllo. Ad esempio, il proprietario del marchio sceglie direttamente i fabbricanti e li impone all’importatore. Inoltre, lo stesso soggetto esegue controlli periodici sulla qualità della produzione e vieta ai produttori di fabbricare beni concorrenti. Se il produttore non può vendere i beni senza il consenso del titolare del marchio, allora il pagamento delle royalties è una condizione di vendita essenziale.

Le motivazioni della sentenza sul valore in dogana

I giudici della Corte di Cassazione hanno accolto il ricorso dell’Amministrazione doganale, criticando la decisione dei giudici di secondo grado. La sentenza precedente aveva escluso le royalties dal calcolo semplicemente perché non c’era un ordine di pagamento diretto tra l’esportatore e l’importatore. Questo ragionamento è stato ritenuto errato e superficiale.

La Suprema Corte ha spiegato che i giudici di merito avrebbero dovuto esaminare attentamente i contratti scritti. Dalle carte emergeva chiaramente che la casa madre americana esercitava un potere di controllo totale sui produttori asiatici. La multinazionale forniva i modelli, definiva la qualità dei materiali e imponeva rigide regole di condotta tramite controlli periodici. Di conseguenza, i produttori non erano liberi di vendere la merce a soggetti diversi dall’importatore autorizzato. Questo legame rende il pagamento dei diritti di licenza una condizione di vendita a tutti gli effetti, che deve quindi aumentare il valore imponibile in dogana.

Le conclusioni sul valore in dogana e gli effetti pratici

La Corte di Cassazione ha annullato la decisione favorevole al Rappresentante Doganale e ha ordinato un nuovo giudizio. Il giudice del rinvio dovrà ora applicare i principi stabiliti dalla Cassazione, valutando l’impatto del controllo esercitato dalla casa madre sulla produzione.

Questo verdetto lancia un messaggio chiaro a tutte le imprese che importano merci con marchi registrati. Non è possibile escludere i diritti di licenza dalla base imponibile doganale semplicemente separando i contratti di acquisto dai contratti di licenza. Se il titolare del marchio controlla la filiera produttiva, le royalties devono essere dichiarate in dogana. Le aziende devono quindi analizzare con attenzione i propri accordi di licenza per evitare pesanti sanzioni e richieste di pagamento retroattive da parte delle autorità doganali.

Quando le royalties devono essere incluse nel valore in dogana?
Le royalties vanno incluse se non sono comprese nel prezzo, si riferiscono alle merci importate e il loro pagamento è una condizione di vendita.

Cosa si intende per controllo del licenziante sulla produzione?
Si verifica quando il proprietario del marchio impone i produttori, fornisce i modelli, esegue controlli di qualità e limita la vendita a terzi.

Chi risponde del pagamento dei dazi doganali rettificati?
Il rappresentante doganale che ha effettuato la dichiarazione può rispondere in solido con l’importatore per i dazi non versati.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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