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TOSAP cavalcavia autostradali: la Società paga, non lo Stato

Una società concessionaria di un’autostrada si opponeva al pagamento della TOSAP richiesta da un Comune per l’occupazione dello spazio aereo con i propri viadotti. La società sosteneva di non dover pagare, poiché l’opera è di proprietà dello Stato e di interesse nazionale. La Corte di Cassazione ha respinto questa tesi. Ha stabilito che il soggetto tenuto al pagamento della TOSAP cavalcavia autostradali è proprio la società concessionaria. Questo perché è lei a gestire l’opera, a sfruttarla economicamente e a trarne un beneficio diretto. La proprietà statale del bene non è rilevante ai fini del tributo. L’azienda ha quindi perso la causa.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 6 Num. 4116 Anno 2023
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Pubblicato il 19 aprile 2026 in Giurisprudenza Tributaria

TOSAP cavalcavia autostradali: chi paga il conto?

La questione del pagamento della TOSAP cavalcavia autostradali è un tema che contrappone spesso le società di gestione e gli enti locali. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha fornito un chiarimento decisivo, stabilendo con precisione chi sia il soggetto obbligato a versare il tributo quando un viadotto sovrasta il suolo pubblico comunale. La decisione sottolinea un principio fondamentale: non conta chi sia il proprietario dell’infrastruttura, ma chi la gestisce e ne trae un vantaggio economico. Questo caso specifico offre spunti importanti per comprendere la logica dietro l’applicazione dei tributi locali a grandi opere di interesse nazionale.

Il caso: un viadotto, un Comune e una tassa da pagare

La vicenda nasce da un avviso di intimazione inviato da un Comune a una nota Società Concessionaria che gestisce un tratto autostradale. L’ente locale chiedeva il pagamento della Tassa per l’Occupazione di Spazi ed Aree Pubbliche (TOSAP) per diverse annualità. L’oggetto della tassazione era l’occupazione dello spazio aereo sopra il territorio comunale da parte di alcuni cavalcavia dell’autostrada. La Società Concessionaria si è opposta fermamente alla richiesta, dando il via a un contenzioso legale. Secondo l’azienda, quel tributo non era dovuto, innescando una disputa legale che è arrivata fino all’ultimo grado di giudizio.

La difesa della Società Concessionaria

La linea difensiva della Società Concessionaria si basava su due argomenti principali. In primo luogo, sosteneva che i viadotti autostradali fanno parte del demanio dello Stato. Essendo beni di proprietà pubblica e destinati a un servizio di interesse nazionale, la loro occupazione non poteva essere tassata dal Comune. Secondo questa visione, il potere impositivo del Comune era stato ‘sottratto’ da una determinazione statale. In secondo luogo, l’azienda affermava che il vero occupante, se mai ce ne fosse stato uno, era lo Stato stesso, in quanto proprietario dell’infrastruttura. Di conseguenza, la Società Concessionaria si riteneva un soggetto estraneo al presupposto impositivo della TOSAP.

Il principio sulla TOSAP per i cavalcavia autostradali

La Corte di Cassazione ha rigettato completamente le argomentazioni della società. I giudici hanno ribadito un principio consolidato: l’occupazione di suolo pubblico (o dello spazio aereo soprastante) tramite impianti di servizi pubblici, come i viadotti, è soggetta a TOSAP. Non esistono esenzioni specifiche per queste casistiche. Il soggetto passivo del tributo, ovvero colui che deve pagare, è l’ente concessionario. La Corte ha chiarito che la società concessionaria non è un mero sostituto dello Stato, ma un’entità autonoma che agisce per un proprio tornaconto economico. È l’azienda, infatti, a progettare, realizzare e, soprattutto, gestire l’opera per tutta la durata della concessione, sfruttandola economicamente.

Le motivazioni: la gestione economica prevale sulla proprietà

La Corte ha spiegato in modo chiaro perché la TOSAP cavalcavia autostradali spetta alla società di gestione. Il punto centrale non è la proprietà formale del bene, che rimane dello Stato, ma il beneficio economico che il concessionario ritrae dall’occupazione. La società utilizza quello spazio pubblico, seppur aereo, per realizzare e mantenere un’infrastruttura da cui ricava un profitto attraverso i pedaggi. È proprio questo sfruttamento economico a costituire il presupposto della tassa. La concessione trasferisce alla società non solo gli oneri di gestione, ma anche i diritti di sfruttamento economico. Di conseguenza, è la società, e non lo Stato, a trarre un vantaggio diretto e concreto dall’occupazione dello spazio, ed è quindi giusto che sia lei a pagare il relativo tributo al Comune.

Le conclusioni: la Società Concessionaria deve pagare

L’esito finale della vicenda è stato sfavorevole per la Società Concessionaria. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile. Questa decisione ha reso definitiva la pretesa del Comune. In termini pratici, la Società Concessionaria è stata condannata a pagare non solo la TOSAP richiesta per tutte le annualità contestate, ma anche le spese legali sostenute dal Comune per difendersi in giudizio. La sentenza conferma che le società che gestiscono servizi pubblici in concessione non possono sottrarsi ai tributi locali legati all’utilizzo del territorio, consolidando il potere impositivo dei Comuni anche nei confronti di grandi infrastrutture nazionali.

Chi deve pagare la tassa per l’occupazione di suolo pubblico con un cavalcavia autostradale?
La società concessionaria che gestisce l’autostrada e ne trae un beneficio economico, non lo Stato che ne è formalmente proprietario.

L’occupazione dello spazio aereo sopra una strada comunale è soggetta a tassazione?
Sì, l’occupazione dello spazio soprastante il suolo pubblico, ad esempio con un viadotto, è soggetta al pagamento della TOSAP, la tassa sull’occupazione di suolo pubblico.

Essere concessionario di un servizio pubblico esonera dal pagamento dei tributi locali?
No. Come chiarito dalla Cassazione, la gestione di un’opera pubblica in concessione implica anche l’obbligo di pagare i tributi locali dovuti, come la TOSAP, legati all’utilizzo del territorio.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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