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Tassazione dividendi: rimborso per società UE

Una società madre con sede nei Paesi Bassi ha richiesto il rimborso delle ritenute subite in Italia sui dividendi distribuiti dalla sua controllata italiana. La controversia riguarda la corretta tassazione dividendi transfrontaliera e il diritto al rimborso del surplus fiscale versato rispetto a quanto pagherebbe una società residente. La Corte di Cassazione ha stabilito che, per garantire la libera circolazione dei capitali e il principio di non discriminazione, la società estera ha diritto al rimborso se dimostra di non poter recuperare l’imposta italiana nel proprio Stato di residenza.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Civile Sez. 5 Num. 2365 Anno 2023
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Pubblicato il 15 aprile 2026 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Tassazione dividendi: il diritto al rimborso per le società UE

La gestione della tassazione dividendi tra società appartenenti a diversi Stati membri dell’Unione Europea rappresenta un pilastro fondamentale per la libera circolazione dei capitali. Recentemente, la Suprema Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi su un caso di rilievo riguardante il rimborso delle ritenute operate in Italia nei confronti di una società madre olandese.

Il cuore della vicenda risiede nel contrasto tra la normativa nazionale e i principi comunitari, in particolare per quanto riguarda il trattamento fiscale dei dividendi in uscita verso l’estero rispetto a quelli distribuiti a società residenti in Italia.

Il caso del rimborso negato alla società madre

Una società di diritto olandese, titolare di una partecipazione rilevante in una banca italiana, aveva subito una ritenuta del 10% sui dividendi percepiti. Tale aliquota, seppur ridotta rispetto a quella ordinaria grazie alla Convenzione bilaterale contro le doppie imposizioni, risultava comunque superiore al carico fiscale gravante sulle società italiane.

In Italia, infatti, i dividendi distribuiti tra società residenti godono di un’esenzione del 95%, venendo tassati solo sul restante 5%. La società olandese ha quindi richiesto il rimborso del surplus di tassazione per allineare il proprio trattamento a quello delle società domestiche, vedendosi inizialmente opporre un rifiuto dall’amministrazione finanziaria.

La normativa sulla tassazione dividendi transfrontalieri

La Direttiva “Madre-Figlia” mira a eliminare la doppia imposizione economica degli utili distribuiti all’interno dei gruppi societari europei. Tuttavia, l’applicazione pratica dell’art. 27-bis del d.P.R. 600/1973 e delle convenzioni internazionali può generare disparità se non correttamente coordinata con i principi del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea.

La questione centrale riguarda l’onere della prova: spetta alla società estera dimostrare che l’imposta pagata in Italia non è recuperabile nel proprio Paese di residenza tramite crediti d’imposta o detrazioni.

La decisione della Cassazione sul surplus fiscale

La Suprema Corte ha accolto le ragioni della società ricorrente, evidenziando come il diniego automatico del rimborso possa costituire una discriminazione vietata. Se una società italiana paga meno tasse sugli stessi dividendi, la società UE deve essere messa in condizione di ottenere la parità di trattamento.

Il giudice di legittimità ha chiarito che il requisito del beneficiario effettivo, pur rilevante in ambito convenzionale, non deve diventare un ostacolo procedurale insormontabile quando si invoca la tutela dei principi comunitari di non discriminazione.

Le motivazioni

Le motivazioni della sentenza si fondano sulla necessità di verificare se la società estera abbia effettivamente subito un danno economico definitivo. La Corte ha rilevato che la Commissione Tributaria Regionale non aveva adeguatamente valutato la documentazione prodotta dalla società olandese relativa alla propria capienza fiscale.

Se lo Stato di residenza (in questo caso i Paesi Bassi) non consente di detrarre integralmente la ritenuta subita in Italia, si verifica una violazione della libertà di circolazione dei capitali. Il rimborso del surplus è dunque lo strumento necessario per ripristinare l’equilibrio fiscale tra investitori residenti e non residenti.

Le conclusioni

In conclusione, la Cassazione ha cassato la sentenza impugnata, rinviando il caso a un nuovo giudizio di merito. Il nuovo collegio dovrà accertare se la società madre abbia effettivamente pagato imposte in Olanda tali da non permettere il recupero della ritenuta italiana.

Questa pronuncia conferma un orientamento pro-europeo che tutela le imprese operanti nel mercato unico, impedendo agli Stati membri di trattenere quote di imposta che generano una tassazione complessiva superiore per i soggetti non residenti.

Quando una società estera può richiedere il rimborso delle ritenute sui dividendi?
La richiesta è legittima quando la tassazione subita in Italia è superiore a quella applicata alle società residenti e tale eccedenza non è recuperabile nello Stato di residenza della società madre.

Cosa si intende per surplus di tassazione in ambito europeo?
Rappresenta la differenza tra la ritenuta d’imposta applicata al socio estero e il minor carico fiscale che graverebbe su un socio residente in Italia per la medesima operazione.

Quale prova deve fornire la società per ottenere il rimborso?
Deve dimostrare che le modalità di imposizione nel proprio Paese non consentono di operare la detrazione dell’imposta versata in Italia, rendendo il prelievo fiscale italiano un costo definitivo.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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