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Scissione: Trasferimento perdite fiscali legittimo, Fisco battuto

Una società nata da una scissione parziale chiedeva il rimborso delle imposte IRES, non avendo potuto utilizzare le perdite fiscali della società originaria. Quest’ultima faceva parte di un consolidato fiscale. L’Agenzia delle Entrate negava il diritto, sostenendo che le perdite non fossero trasferibili. La Corte di Cassazione ha dato ragione all’azienda, stabilendo un principio fondamentale sul trasferimento perdite fiscali scissione. Le perdite si trasferiscono alla nuova società in proporzione al patrimonio netto ricevuto, senza che sia necessario provare la loro origine specifica. Questa regola vale anche se l’operazione avviene all’interno di un consolidato fiscale.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 5 Num. 3591 Anno 2023
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Pubblicato il 17 aprile 2026 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Scissione societaria: le perdite fiscali si trasferiscono sempre

Le operazioni di riorganizzazione aziendale, come le scissioni, presentano numerose complessità, soprattutto dal punto di vista fiscale. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale: il trasferimento perdite fiscali scissione è un diritto della nuova società, anche quando l’azienda originaria partecipa a un consolidato fiscale. Questa decisione rafforza la certezza del diritto per le imprese che affrontano processi di ristrutturazione, stabilendo che le perdite seguono il patrimonio in modo proporzionale.

Il caso: una nuova società e le perdite della ‘madre’

La vicenda nasce dalla richiesta di rimborso di un’azienda. Questa società era stata creata attraverso una scissione parziale da un’altra impresa più grande. La società ‘madre’ (scissa) faceva parte di un consolidato fiscale nazionale, un regime che permette a un gruppo di aziende di calcolare le tasse come un’unica entità. Negli anni precedenti alla scissione, la società madre aveva accumulato significative perdite fiscali.

La nuova società (beneficiaria) riteneva di avere il diritto di utilizzare una parte di quelle perdite per ridurre le proprie tasse. Di conseguenza, ha chiesto all’Agenzia delle Entrate il rimborso delle maggiori imposte versate. L’Agenzia ha respinto la richiesta. Secondo il Fisco, la nuova società avrebbe dovuto dimostrare che le perdite erano state generate specificamente dal ramo d’azienda che le era stato trasferito. Inoltre, la presenza del consolidato fiscale rendeva, a suo avviso, le perdite non disponibili per la nuova entità.

La regola generale del trasferimento perdite fiscali scissione

La legge fiscale (in particolare l’articolo 173 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi) stabilisce una regola generale per le scissioni. Le posizioni soggettive, come crediti d’imposta e perdite fiscali, si trasferiscono dalla società che si scinde alla nuova società. Il criterio per questa ripartizione è la proporzione del patrimonio netto trasferito.

Esiste un’eccezione: se una perdita è specificamente e direttamente collegata a un certo bene o ramo d’azienda, essa segue quel bene. Tuttavia, le perdite fiscali generali, derivando da una contrapposizione di costi e ricavi dell’intera gestione aziendale, non hanno questo legame specifico. Per questo motivo, la Cassazione ha chiarito che per esse si applica sempre il criterio proporzionale. Pretendere una prova della loro origine specifica, come faceva l’Agenzia, è un errore.

L’impatto del consolidato fiscale sul trasferimento delle perdite

Il punto più controverso era l’impatto del consolidato fiscale. L’Agenzia delle Entrate sosteneva che, finché il gruppo esiste, le perdite sono nella disponibilità della ‘fiscal unit’ e non delle singole società. La Cassazione ha respinto anche questa tesi. La normativa sul consolidato prevede espressamente che operazioni come la scissione non interrompono il regime.

Se la scissione non interrompe il consolidato, allora le regole ordinarie sulla scissione devono applicarsi. Le perdite generate dalla società scissa, anche se maturate durante il consolidato, sono ripartibili con la società beneficiaria. Negare questo diritto violerebbe il principio di capacità contributiva. La nuova società si troverebbe a pagare tasse su un reddito che non tiene conto delle perdite economiche legate al patrimonio che ha ricevuto.

Le motivazioni della Cassazione: il trasferimento delle perdite fiscali nella scissione

La Corte ha accolto il ricorso dell’azienda basandosi su due pilastri. Primo, il criterio di ripartizione delle perdite fiscali pregresse in una scissione è quello proporzionale al patrimonio netto. Non è richiesto al contribuente di dimostrare un collegamento diretto tra le perdite e il ramo d’azienda trasferito. Le perdite sono una grandezza generale che si riferisce all’intero patrimonio della società scissa.

Secondo, la partecipazione al consolidato fiscale non cambia questa regola. Le norme sulla scissione e quelle sul consolidato coesistono. La scissione di una società del gruppo non impedisce che le perdite da essa generate vengano trasferite alla nuova società beneficiaria. La Corte ha sottolineato che le perdite prodotte dalla gestione patrimoniale della società scissa le appartengono e, di conseguenza, possono essere trasferite. Diversamente, si creerebbe un’imposizione ingiusta, contraria all’articolo 53 della Costituzione.

Conclusioni: chi vince e perché

L’azienda ha vinto la causa. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza precedente e ha rinviato il caso alla Corte di giustizia tributaria per una nuova decisione, che dovrà seguire i principi stabiliti. Vince il principio di neutralità fiscale delle operazioni straordinarie: la riorganizzazione di un’impresa non deve generare oneri fiscali impropri. La sentenza afferma che il trasferimento perdite fiscali scissione è un meccanismo logico e legale, che garantisce la continuità dei valori fiscali tra la vecchia e la nuova realtà aziendale, anche all’interno di un gruppo.

Se una nuova società nasce da una scissione, può usare le perdite fiscali della società originaria?
Sì, la Cassazione ha stabilito che le perdite fiscali si trasferiscono alla nuova società in proporzione al patrimonio netto che ha ricevuto.

Questo principio vale anche se la società originaria era in un consolidato fiscale?
Sì, il principio si applica anche in caso di consolidato fiscale. L’operazione di scissione non interrompe il regime e le perdite generate dalla società scissa sono ripartibili.

Devo dimostrare che le perdite derivano proprio dal ramo d’azienda che ho ricevuto?
No, la Corte ha chiarito che non è necessario fornire questa prova. Si applica un criterio proporzionale basato sul patrimonio netto trasferito, poiché le perdite sono una grandezza indistinta.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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