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Responsabilità dello spedizioniere doganale: dazi sì, IVA no

Lo Spedizioniere, agendo come rappresentante indiretto di una società importatrice, ha registrato merci dalla Cina con un valore inferiore a quello reale. L’Agenzia delle Dogane ha richiesto dazi, IVA all’importazione e sanzioni per 60.000 euro. La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti della responsabilità dello spedizioniere doganale. Sebbene lo spedizioniere risponda in solido con l’importatore per i dazi doganali a causa della mancata diligenza professionale nella verifica dei dati, egli non è responsabile per il pagamento dell’IVA all’importazione. Di conseguenza, la Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso, annullando la responsabilità per l’IVA e disponendo che i giudici di merito riducano la sanzione pecuniaria, che deve essere proporzionata all’infrazione effettiva.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 5 Num. 22292 Anno 2023
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Pubblicato il 19 luglio 2026 in Giurisprudenza Tributaria

Responsabilità dello spedizioniere doganale: il caso della sottofatturazione

Quando si importano merci da paesi extra-UE, la correttezza dei dati doganali è fondamentale. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha affrontato il tema della responsabilità dello spedizioniere doganale in un caso di sottofatturazione. Lo Spedizioniere ha agito come rappresentante indiretto per conto di una società importatrice. Quest’ultima ha dichiarato un valore delle merci provenienti dalla Cina nettamente inferiore a quello reale. L’Agenzia delle Dogane ha scoperto l’irregolarità e ha emesso avvisi di rettifica. L’ufficio ha richiesto il pagamento dei maggiori dazi, dell’IVA all’importazione e di pesanti sanzioni pecuniarie. La Cassazione ha stabilito i confini precisi entro cui lo spedizioniere risponde degli errori del suo cliente.

I soggetti obbligati al pagamento dei dazi in caso di valore falsificato

La legge stabilisce che lo spedizioniere doganale, quando agisce in rappresentanza indiretta, opera in nome proprio ma per conto dell’importatore. Questo significa che lo spedizioniere firma la dichiarazione doganale e diventa formalmente il debitore principale verso lo Stato. La Corte di Cassazione ha confermato che lo spedizioniere risponde in solido con l’importatore per i dazi doganali non pagati. Questa responsabilità solidale sorge per il semplice fatto di aver presentato la dichiarazione doganale. Lo spedizioniere non può considerarsi un semplice intermediario formale. Egli ha il dovere professionale di verificare con attenzione i documenti ricevuti dal cliente. La diligenza richiesta non si limita a controllare la corrispondenza formale delle carte. Lo spedizioniere deve valutare la congruità del valore dichiarato rispetto alla merce importata. Se non effettua questi controlli con la dovuta perizia, risponde dei dazi doganali evasi.

Perché l’IVA all’importazione non ricade sullo spedizioniere

La vera svolta della sentenza riguarda l’IVA all’importazione. La Cassazione ha accolto la difesa dello Spedizioniere su questo punto specifico. I giudici hanno stabilito che l’IVA all’importazione non fa parte dell’obbligazione doganale in senso stretto. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha chiarito che le norme europee sulla responsabilità solidale dello spedizioniere si applicano solo ai dazi doganali. Gli Stati membri possono decidere di estendere questa responsabilità anche all’IVA, ma devono farlo con una legge nazionale chiara, precisa e inequivocabile. L’ordinamento italiano non contiene alcuna norma esplicita che imponga allo spedizioniere il pagamento dell’IVA all’importazione in solido con l’importatore. Di conseguenza, lo spedizioniere non deve pagare l’IVA evasa dal suo cliente. Di questa imposta risponde esclusivamente il proprietario effettivo della merce importata.

Le motivazioni della decisione sulla responsabilità dello spedizioniere doganale

Le motivazioni della decisione sulla responsabilità dello spedizioniere doganale si fondano sul principio di certezza del diritto e sulla distinzione tra tributi doganali e imposte interne. La Cassazione ha spiegato che lo spedizioniere può evitare la responsabilità per i dazi solo dimostrando di aver agito con la massima diligenza professionale e in buona fede. Nel caso specifico, lo Spedizioniere non ha superato questa prova. La differenza tra il valore dichiarato e quello reale era troppo evidente per non essere notata da un operatore esperto. Tuttavia, per quanto riguarda l’IVA, i giudici hanno motivato l’esclusione della responsabilità evidenziando la mancanza di una norma interna di recepimento della direttiva europea. Senza una legge nazionale chiara, non si può punire un soggetto per un debito d’imposta altrui. Infine, la Corte ha motivato la necessità di ridisegnare le sanzioni amministrative applicate. Le sanzioni originarie di sessantamila euro erano sproporzionate rispetto all’infrazione, soprattutto dopo l’esclusione dell’IVA dal calcolo.

Le conclusioni sul caso e la riduzione delle sanzioni

Le conclusioni sul caso e la riduzione delle sanzioni segnano un punto a favore degli operatori professionali del settore doganale. La Cassazione ha cassato la sentenza d’appello e ha rinviato la causa alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado. I giudici di merito dovranno ricalcolare la sanzione inflitta allo Spedizioniere. Questo ricalcolo dovrà rispettare il principio di proporzionalità sancito dal diritto dell’Unione Europea. La sanzione non può essere eccessiva e deve essere parametrata alla gravità reale della condotta, escludendo l’importo dell’IVA non dovuta. Lo Spedizioniere ottiene così un importante successo pratico: non dovrà pagare l’IVA all’importazione e vedrà ridursi drasticamente la sanzione pecuniaria inizialmente irrogata dall’Agenzia delle Dogane.

Lo spedizioniere doganale risponde sempre dei dazi non pagati dall’importatore?
Sì, se agisce come rappresentante indiretto, lo spedizioniere risponde in solido con l’importatore per i dazi doganali, a meno che non dimostri di aver agito con la massima diligenza professionale e in buona fede.

Lo spedizioniere risponde anche dell’IVA all’importazione non versata?
No, la Corte di Cassazione ha stabilito che l’IVA all’importazione non rientra nell’obbligazione doganale e non esiste una norma nazionale che preveda la responsabilità solidale dello spedizioniere per questa imposta.

Come si calcolano le sanzioni per sottofatturazione doganale?
Le sanzioni devono rispettare il principio di proporzionalità e devono essere ricalcolate escludendo l’importo dell’IVA non dovuta dallo spedizioniere, consentendo al giudice di ridurle in base alle circostanze concrete.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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