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Plusvalenze calciatori: la tassazione IRAP

La Corte di Cassazione ha chiarito che il trasferimento di un atleta professionista prima della scadenza naturale del contratto configura una cessione di contratto rilevante ai fini fiscali. Tale operazione genera plusvalenze calciatori che devono essere assoggettate a tassazione IRAP. La Corte ha respinto la tesi secondo cui il trasferimento sarebbe una mera risoluzione contrattuale seguita da un nuovo accordo, qualificando invece il diritto alle prestazioni come un bene immateriale strumentale all’esercizio dell’impresa sportiva.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 5 Num. 2375 Anno 2023
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Pubblicato il 15 aprile 2026 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Plusvalenze calciatori: la Cassazione conferma la tassazione IRAP

Il tema delle plusvalenze calciatori rappresenta da anni uno dei punti più dibattuti nel diritto tributario sportivo. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha messo un punto fermo sulla questione, stabilendo che i proventi derivanti dal trasferimento degli atleti professionisti prima della scadenza del contratto sono pienamente soggetti all’Imposta Regionale sulle Attività Produttive (IRAP).

La controversia nasceva dal rifiuto dell’Amministrazione Finanziaria di rimborsare somme versate da una società sportiva, la quale sosteneva che tali operazioni non generassero plusvalenze tassabili, bensì fossero il frutto di semplici risoluzioni contrattuali anticipate.

Il trasferimento dell’atleta come operazione economica

Secondo l’orientamento consolidato dai giudici di legittimità, il diritto all’utilizzo esclusivo delle prestazioni di un atleta non è un semplice rapporto di lavoro, ma un bene dotato di autonoma utilità economica. Questo diritto è iscritto in bilancio tra le immobilizzazioni immateriali e concorre alla formazione del valore della società.

Quando una società cede questo diritto a un’altra dietro corrispettivo, non sta semplicemente risolvendo un contratto, ma sta compiendo una vera e propria cessione di un bene strumentale. Di conseguenza, l’eventuale guadagno realizzato rispetto al valore contabile del diritto costituisce una plusvalenza rilevante.

Cessione del contratto o risoluzione anticipata

La difesa della società contribuente puntava a dimostrare che il trasferimento avvenisse tramite la risoluzione del vecchio contratto e la stipula di uno nuovo tra l’atleta e la società acquirente. Tuttavia, la Cassazione ha chiarito che tale scomposizione è artificiosa e finalizzata unicamente a evitare il prelievo fiscale.

L’operazione deve essere considerata unitaria: il consenso dell’atleta e le eventuali modifiche ai termini economici del nuovo contratto non mutano la sostanza della cessione. Il diritto a contrarre con l’atleta ha un valore di mercato che la società cedente monetizza attraverso il trasferimento.

Le motivazioni

La Suprema Corte ha fondato la propria decisione sulla natura di bene immateriale strumentale del diritto alle prestazioni sportive. L’articolo 5 della Legge 91/1981 prevede espressamente la possibilità di cedere il contratto a titolo oneroso prima della scadenza. Dal punto di vista fiscale, l’articolo 11 del D.Lgs. 446/1997 stabilisce che le plusvalenze relative a beni strumentali concorrono alla determinazione della base imponibile IRAP.

Inoltre, i giudici hanno evidenziato come la tesi della risoluzione renderebbe privo di causa il pagamento del corrispettivo tra le due società. Se il contratto fosse semplicemente risolto, non vi sarebbe motivo per la società subentrante di versare somme alla società di provenienza.

Le conclusioni

In conclusione, le società sportive devono considerare i proventi da cessione dei contratti degli atleti come componenti positivi di reddito soggetti a IRAP. La qualificazione del diritto alle prestazioni come bene immateriale strumentale impedisce di sottrarre tali operazioni alla tassazione, garantendo uniformità di trattamento rispetto ad altri settori imprenditoriali. Questa decisione rafforza il principio di trasparenza e coerenza del sistema tributario applicato allo sport professionistico.

Il trasferimento di un calciatore genera sempre plusvalenze tassabili?
Sì, se il trasferimento avviene dietro corrispettivo prima della scadenza del contratto e il valore ottenuto supera il valore contabile residuo del diritto.

Perché il diritto alle prestazioni è considerato un bene immateriale?
Perché rappresenta un asset con utilità economica pluriennale, capace di produrre reddito per la società sportiva e suscettibile di valutazione economica.

Qual è la differenza fiscale tra cessione e risoluzione del contratto?
La cessione è un trasferimento di un asset che genera plusvalenza tassabile, mentre la risoluzione estingue il rapporto senza necessariamente configurare una vendita di un bene strumentale.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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