\n
LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Notifica cartella di pagamento al portiere: valida anche senza CAN

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente che contestava la validità della notifica di un atto esattoriale. Il contribuente sosteneva che la notifica cartella di pagamento, eseguita direttamente tramite posta e consegnata nelle mani del portiere dello stabile, fosse nulla per mancanza della raccomandata informativa (CAN) e per la mancata produzione in giudizio della copia cartacea della cartella stessa. I giudici hanno chiarito che, ai sensi dell’articolo 26 del D.P.R. 602/1973, la notifica postale diretta si perfeziona con la firma del portiere sull’avviso di ricevimento, senza necessità di ulteriori comunicazioni o di esibire l’intero atto in giudizio, essendo sufficiente la produzione della ricevuta di ritorno. Il contribuente perde la causa e deve pagare le spese processuali.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 6 Num. 2641 Anno 2022
Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 10 luglio 2026 in Giurisprudenza Tributaria

La corretta ricezione degli atti esattoriali rappresenta da sempre un terreno di scontro tra contribuenti e fisco. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione fa chiarezza su un tema caldissimo: la validità della notifica cartella di pagamento quando l’atto viene consegnato direttamente al portiere dello stabile. Molti cittadini ritengono che la consegna a un soggetto diverso dal destinatario richieda formalità aggiuntive o renda l’atto nullo. La Suprema Corte ha invece confermato una linea rigorosa, stabilendo che la firma del portiere sulla ricevuta postale è sufficiente a perfezionare la notifica, senza che l’amministrazione debba inviare ulteriori comunicazioni informative o produrre l’intero documento in tribunale.

Il caso: la contestazione del contribuente sulla ricezione dell’atto

Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento relativo a imposte non versate, sostenendo che la cartella esattoriale non gli fosse mai stata notificata regolarmente. L’atto era stato spedito dall’Agente della Riscossione tramite il servizio postale ordinario e consegnato al portiere del palazzo in cui risiedeva il destinatario. Il contribuente ha basato la sua difesa su tre punti principali. In primo luogo, ha contestato la sufficienza della consegna al portiere dello stabile. In secondo luogo, ha lamentato l’assenza della seconda raccomandata informativa, la cosiddetta comunicazione di avvenuta notifica (CAN), ritenuta indispensabile quando l’atto non viene consegnato direttamente al destinatario. Infine, ha eccepito che l’esattore non avesse depositato in giudizio la copia cartacea della cartella di pagamento, impedendo di verificare la corrispondenza del contenuto.

La raccomandata informativa non è necessaria nella notifica diretta

La disciplina della notificazione diretta degli atti tributari segue regole speciali rispetto alle notifiche civili ordinarie. Quando l’ente creditore si avvale della spedizione postale diretta, si applicano le disposizioni specifiche del settore. La legge prevede espressamente che la notifica si consideri perfezionata alla data indicata sull’avviso di ricevimento sottoscritto dal portiere dello stabile. In questo specifico schema semplificato, non trova applicazione l’obbligo di inviare la seconda raccomandata informativa. Questo scostamento dalle regole ordinarie è stato ritenuto pienamente legittimo anche dalla Corte Costituzionale, poiché garantisce comunque al destinatario una effettiva possibilità di conoscere l’atto depositato presso la portineria del proprio condominio.

Le motivazioni della Cassazione sulla notifica della cartella

I giudici di legittimità hanno respinto tutti i motivi di ricorso presentati dal contribuente, confermando la piena validità della procedura di notifica cartella di pagamento. La Corte ha chiarito che l’articolo 26 del D.P.R. n. 602 del 1973 legittima l’esattore a eseguire la notifica tramite l’invio diretto di una raccomandata con avviso di ricevimento. Se l’avviso viene firmato dal portiere dello stabile, la notifica si considera validamente eseguita in quella data. Inoltre, i magistrati hanno ribadito che l’amministrazione non deve inviare alcuna comunicazione informativa successiva. Per quanto riguarda la prova dell’avvenuta notifica, la produzione in giudizio dell’avviso di ricevimento è interamente sufficiente. L’Agente della Riscossione non ha alcun obbligo di esibire la copia della cartella esattoriale, ma deve solo dimostrare la spedizione e la ricezione del plico chiuso tramite la ricevuta di ritorno.

Le conclusioni: chi vince e cosa cambia

La Corte di Cassazione ha rigettato definitivamente il ricorso del contribuente, confermando la vittoria dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agente della Riscossione. Il contribuente, oltre a dover pagare le imposte pretese dal fisco, è stato condannato al pagamento delle spese di giudizio, quantificate in oltre quattromila euro, e al versamento di un ulteriore contributo unificato. Questa decisione consolida un orientamento penalizzante per i cittadini ma estremamente chiaro. Chi riceve una cartella tramite il portiere non può invocare vizi di forma legati alla mancata ricezione personale o all’assenza di seconde raccomandate. La firma del portiere equivale a tutti gli effetti a una consegna nelle mani del destinatario, facendo decorrere immediatamente i termini per l’impugnazione o per il pagamento.

La notifica della cartella esattoriale consegnata al portiere è valida?
Sì, la notifica è pienamente valida e si considera perfezionata nel momento in cui il portiere dello stabile firma l’avviso di ricevimento della raccomandata.

L’esattore deve inviare una seconda raccomandata se consegna l’atto al portiere?
No, nella notifica postale diretta l’invio della seconda raccomandata informativa non è previsto dalla legge e la sua mancanza non rende nullo l’atto.

Come fa il fisco a dimostrare in tribunale di aver notificato la cartella?
Al fisco basta produrre in giudizio l’avviso di ricevimento della raccomandata firmato dal consegnatario, senza dover presentare la copia della cartella stessa.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati