Iscrizione Ruolo Straordinario: La Cassazione Nega la Sospensione dei Termini
Una recente sentenza della Corte di Cassazione, la n. 14373 del 23 maggio 2024, ha affrontato un tema cruciale per i rapporti tra Fisco e contribuente: l’applicabilità della sospensione dei termini di riscossione in caso di iscrizione ruolo straordinario. La Corte ha chiarito che, quando l’Amministrazione Finanziaria agisce per un fondato pericolo di perdita del credito, come nel caso di fallimento di una società, la procedura di riscossione non si ferma, neanche se è stata presentata un’istanza di accertamento con adesione.
I fatti del caso
La vicenda trae origine da un avviso di accertamento notificato a una società poi dichiarata fallita. L’Agenzia delle Entrate, per tutelare il proprio credito, aveva emesso cartelle di pagamento nei confronti di due società socie, ritenute coobbligate in solido per il debito tributario della fallita. La base di tale azione era l’iscrizione ruolo straordinario, uno strumento che permette al Fisco di agire rapidamente quando c’è il rischio concreto che il debito non venga pagato.
Il curatore fallimentare della società principale aveva presentato un’istanza di accertamento con adesione, una procedura per trovare un accordo con il Fisco. Sia in primo che in secondo grado, i giudici tributari avevano dato ragione ai contribuenti, sostenendo che tale istanza avesse sospeso per 90 giorni i termini per la riscossione per tutti i coobbligati. Di conseguenza, le cartelle di pagamento, emesse durante questo periodo di sospensione, erano state annullate.
La questione giuridica e l’iscrizione ruolo straordinario
Il nodo della questione, portato dinanzi alla Cassazione dall’Agenzia delle Entrate, era stabilire se l’effetto sospensivo previsto dall’art. 12 del D.Lgs. 218/1997 per l’istanza di adesione valga anche per l’iscrizione ruolo straordinario (art. 11, comma 3, D.P.R. 602/1973).
La norma sulla sospensione è pensata per le situazioni ordinarie, in cui la riscossione avviene in pendenza di un giudizio. Il suo scopo è permettere alle parti di negoziare serenamente senza che l’azione esecutiva del Fisco proceda.
L’iscrizione ruolo straordinario, invece, è uno strumento eccezionale. Non presuppone una causa pendente, ma si fonda su un presupposto diverso e più grave: il “fondato pericolo per la riscossione”. Il fallimento di una società è l’esempio tipico di una situazione che giustifica il ricorso a questa misura cautelare.
Le motivazioni della Corte
La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, ribaltando le decisioni dei giudici di merito. Il ragionamento dei giudici di legittimità è stato chiaro e lineare. La sospensione dei termini di riscossione, come descritta dall’art. 12 del D.Lgs. 218/1997, si collega logicamente e testualmente a una riscossione che avviene “in pendenza di giudizio”, come quella dei ruoli provvisori.
L’iscrizione ruolo straordinario ha una natura completamente autonoma e distinta. La sua funzione non è quella di riscuotere un tributo mentre se ne discute la legittimità in tribunale, ma quella di mettere in sicurezza il credito erariale di fronte a un pericolo concreto e imminente di insolvenza. Pertanto, le due procedure non sono assimilabili e le regole previste per l’una non possono essere estese automaticamente all’altra.
Le conclusioni
La Corte ha affermato il seguente principio di diritto: la sospensione del termine di impugnazione (e dei connessi termini di riscossione) derivante dalla presentazione di un’istanza di accertamento con adesione non può avere effetto sull’iscrizione a ruolo straordinario. Quest’ultima trae origine non dalla pendenza di un giudizio, ma unicamente dal fondato pericolo per la riscossione.
Questa sentenza ha importanti implicazioni pratiche. Conferma che l’Amministrazione finanziaria dispone di uno strumento potente per agire con tempestività in situazioni di crisi aziendale, senza essere vincolata dalle sospensioni ordinarie. Per i contribuenti e i soggetti coobbligati, ciò significa che la presentazione di un’istanza di definizione non è sufficiente a bloccare l’azione esecutiva del Fisco quando è stato attivato il ruolo straordinario.
La richiesta di accertamento con adesione sospende sempre i termini per la riscossione del debito tributario?
No. Secondo la sentenza, la sospensione non opera quando il debito è stato oggetto di iscrizione a ruolo straordinario, una procedura attivata in presenza di un fondato pericolo per la riscossione.
Che cos’è l’iscrizione a ruolo straordinario e quando si applica?
È una procedura eccezionale prevista dall’art. 11 del d.P.R. 602/73 che consente all’Amministrazione Finanziaria di procedere alla riscossione immediata del debito. Si applica quando esiste un fondato pericolo che il credito dello Stato non venga soddisfatto, come ad esempio in caso di fallimento della società debitrice.
L’effetto sospensivo generato dall’istanza di adesione di un debitore vale anche per i coobbligati solidali in caso di iscrizione a ruolo straordinario?
No. Poiché la sospensione non si applica affatto all’iscrizione a ruolo straordinario, essa non produce effetti né per il debitore principale né per i coobbligati solidali, i quali possono essere destinatari di cartelle di pagamento anche durante il periodo in cui si discute l’adesione.