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Favor Rei Sanzioni Tributarie: Quando la Legge è più Mite per il Contribuente

L’Agenzia delle Entrate aveva sanzionato un’Azienda Fornitrice per non aver inviato telematicamente i dati delle dichiarazioni d’intento ricevute da un Esportatore Abituale nel 2009. La Commissione Tributaria Regionale aveva annullato le sanzioni, ritenendo la violazione meramente formale e non più punibile per effetto di nuove leggi. La Corte di Cassazione, pur riconoscendo la continuità dell’illecito (non c’è stata una vera e propria *abolitio criminis*), ha stabilito l’applicazione del principio del **Favor Rei Sanzioni Tributarie**. Questo significa che si deve applicare la legge più favorevole al contribuente, che nel caso specifico è la sanzione fissa introdotta dal D.Lgs. n. 158 del 2015, anziché quella proporzionale originaria. La sentenza è stata cassata con rinvio per ricalcolare la sanzione.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Civile Sez. 5 Num. 23695 Anno 2022
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Pubblicato il 4 settembre 2026 in Giurisprudenza Tributaria

Introduzione al Favor Rei Sanzioni Tributarie

Il mondo delle sanzioni tributarie può apparire complesso, specialmente quando le leggi cambiano nel tempo. Una recente sentenza della Cassazione chiarisce un aspetto fondamentale: l’applicazione del principio del Favor Rei Sanzioni Tributarie. Questo principio stabilisce che, in caso di modifiche normative, si deve applicare la legge più favorevole al contribuente, purché il procedimento non sia ancora definitivo. Capire come e quando si applica questo principio è cruciale per chiunque si trovi a fronteggiare contestazioni fiscali.

Il Caso: Omissione della Comunicazione della Dichiarazione d’Intento

La vicenda riguarda un’Azienda Fornitrice che, nel lontano 2009, non aveva inviato telematicamente all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle dichiarazioni d’intento ricevute da un Esportatore Abituale. Queste dichiarazioni sono documenti essenziali che permettono agli esportatori abituali di acquistare beni o servizi senza l’applicazione dell’IVA. L’omissione di questa comunicazione ha portato l’Agenzia delle Entrate a irrogare sanzioni all’Azienda Fornitrice.

La Decisione dei Giudici di Merito e il Primo Appello

Inizialmente, la Commissione Tributaria Provinciale aveva confermato le sanzioni. Tuttavia, la Commissione Tributaria Regionale (il giudice d’appello) ha ribaltato la decisione. Ha ritenuto che la violazione fosse solo formale, cioè non avesse causato un danno effettivo all’erario. Inoltre, ha invocato lo ius superveniens (una legge successiva), sostenendo che le modifiche normative intervenute avrebbero reso la condotta non più punibile per il fornitore, spostando l’obbligo di comunicazione sull’esportatore stesso.

Il Ricorso dell’Agenzia delle Entrate e il Favor Rei Sanzioni Tributarie

L’Agenzia delle Entrate non ha accettato questa interpretazione e ha presentato ricorso in Cassazione. Ha sostenuto che la violazione non era meramente formale e che le nuove leggi non avevano abolito completamente l’illecito, ma solo modificato chi dovesse adempiere. La Corte di Cassazione ha esaminato attentamente la questione, concentrandosi sulla distinzione tra abolitio criminis (quando un fatto non è più illecito) e la semplice successione di norme (quando l’illecito persiste ma cambia la sanzione o le modalità).

Le Motivazioni: Favor Rei Sanzioni Tributarie e Continuità dell’Illecito

La Corte di Cassazione ha chiarito che non c’è stata una vera e propria abolitio criminis per la condotta dell’Azienda Fornitrice. L’illecito di non comunicare i dati delle dichiarazioni d’intento è rimasto tale, sebbene le modalità e il soggetto responsabile siano cambiati nel tempo. Le modifiche legislative hanno riguardato un mutamento di ordine solo quantitativo degli adempimenti richiesti, non una cancellazione dell’illiceità del fatto. Tuttavia, la Corte ha riconosciuto che, in presenza di una successione di norme che modificano le sanzioni, si deve applicare il principio del Favor Rei Sanzioni Tributarie. Questo principio, di derivazione penalistica e applicato anche in materia tributaria, impone di scegliere la legge più favorevole al contribuente, a meno che il provvedimento sanzionatorio non sia già diventato definitivo.

Le Conclusioni: L’Applicazione del Favor Rei

La Cassazione ha stabilito che, per il caso specifico, non si applica la disciplina introdotta dalla prima novella (D.Lgs. n. 175 del 2014) per via di una norma transitoria che ne limitava l’efficacia temporale. Si applica invece il regime sanzionatorio più lieve introdotto dal D.Lgs. n. 158 del 2015. Questo decreto ha previsto una sanzione in misura fissa (tra 250 e 2.000 euro) anziché proporzionale, risultando quindi più favorevole per il contribuente. La Corte ha quindi accolto parzialmente il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, cassando la sentenza della Commissione Tributaria Regionale e rinviando il caso a un nuovo giudice d’appello. Quest’ultimo dovrà ricalcolare la sanzione applicando il principio del Favor Rei Sanzioni Tributarie, individuando la misura fissa prevista dalla legge più mite. Questo garantisce una graduazione proporzionata al fatto, senza eccedere nell’afflittività della sanzione.

Che cos’è il principio del favor rei in materia tributaria?
Il principio del favor rei, o del trattamento più favorevole, è un concetto giuridico che impone di applicare al contribuente la legge più vantaggiosa in caso di modifiche normative che riguardano le sanzioni, purché il procedimento non sia ancora concluso con una decisione definitiva.

Quando una modifica legislativa porta all’abolizione di una sanzione (abolitio criminis)?
L’abolitio criminis si verifica quando una nuova legge elimina completamente un comportamento prima considerato illecito o punibile. Se l’illecito persiste, ma cambiano solo le modalità o l’entità della sanzione, non si ha abolitio, ma una successione di norme, e si applica il principio del favor rei.

Cosa succede se la legge sulle sanzioni cambia mentre è in corso un contenzioso tributario?
Se la legge cambia durante un contenzioso tributario e il provvedimento sanzionatorio non è ancora definitivo, si deve applicare la norma più favorevole al contribuente tra quelle succedutesi nel tempo. Questo può portare a una riduzione o a una diversa quantificazione della sanzione.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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