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Esenzione IVA massoterapisti: la Cassazione attende l’Europa

La Corte di Cassazione affronta il caso di una società che si occupa di massoterapia, la quale aveva ricevuto un avviso di accertamento fiscale. L’Agenzia delle Entrate negava il diritto all’esenzione IVA per le prestazioni fornite, sostenendo che l’iscrizione dei professionisti in un albo speciale ‘ad esaurimento’ non fosse sufficiente a qualificarle come sanitarie. Riconoscendo che la questione tocca principi del diritto dell’Unione Europea, e che un caso simile è già pendente davanti ai giudici europei, la Corte ha deciso di sospendere il giudizio. La decisione finale sull’esenzione IVA massoterapisti è quindi rimandata, in attesa del verdetto della giustizia UE.

Riferimento:
Ordinanza interlocutoria di Cassazione Civile Sez. 5 Num. 12530 Anno 2026
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Pubblicato il 17 maggio 2026 in Giurisprudenza Tributaria

Esenzione IVA Massoterapisti: la Cassazione si ferma e attende l’Europa

La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha messo in pausa una delicata questione fiscale che riguarda molti professionisti del settore benessere. Il caso analizzato verteva sul diritto all’esenzione IVA massoterapisti, un tema che contrappone le interpretazioni dell’Agenzia delle Entrate a quelle dei contribuenti. La vicenda nasce da un avviso di accertamento notificato a una società di massoterapia, la quale si era vista negare il regime di esenzione IVA per le sue prestazioni.

I fatti: una società di massoterapia contro il Fisco

Una società, gestita da un socio massoterapista, offriva servizi di massoterapia. L’azienda applicava alle sue prestazioni il regime di esenzione IVA, ritenendo che rientrassero a pieno titolo tra le prestazioni sanitarie. Questa interpretazione si basava sul fatto che i professionisti che operavano per la società erano regolarmente iscritti in un apposito elenco speciale ad esaurimento, istituito da una legge del 2018.

L’Agenzia delle Entrate, tuttavia, non era dello stesso avviso. Secondo l’amministrazione finanziaria, l’iscrizione in quell’elenco non era sufficiente per garantire l’esenzione. Di conseguenza, ha emesso un avviso di accertamento per recuperare l’IVA non versata, dando il via a un contenzioso legale che è arrivato fino alla Corte di Cassazione.

Il nodo legale: l’esenzione IVA massoterapisti e il diritto europeo

Il cuore del problema è l’interpretazione dell’articolo 10 del Decreto IVA. Questa norma prevede un’esenzione per le ‘prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione della persona rese nell’esercizio delle professioni e arti sanitarie soggette a vigilanza’. Il dubbio sollevato dal Fisco riguardava proprio la qualifica di ‘professione sanitaria’ per i massoterapisti iscritti in elenchi speciali dopo una certa data.

La Corte di Cassazione ha riconosciuto che la questione non è di facile soluzione. Anzi, ha evidenziato come la decisione finale dipenda strettamente dall’interpretazione delle norme europee in materia di IVA. Un’interpretazione restrittiva della norma nazionale potrebbe infatti entrare in conflitto con i principi stabiliti a livello comunitario.

Le motivazioni: perché la Corte ha sospeso il giudizio?

La ragione della sospensione è puramente procedurale e strategica. I giudici della Cassazione si sono resi conto che una questione molto simile era già stata sollevata da un altro tribunale italiano davanti alla giustizia europea. In pratica, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea è già stata chiamata a decidere se negare l’esenzione IVA massoterapisti iscritti in questi elenchi speciali sia compatibile o meno con il diritto dell’Unione.

Per evitare sentenze contrastanti e per rispettare il primato del diritto europeo, la Corte ha saggiamente deciso di attendere. Ha quindi disposto il ‘rinvio a nuovo ruolo’, che in parole semplici significa mettere in pausa il processo italiano. La causa sarà ripresa e decisa solo dopo che i giudici europei avranno chiarito la corretta interpretazione delle norme comunitarie.

Le conclusioni: un verdetto in attesa dell’Europa

In conclusione, la Corte di Cassazione non ha dato né torto né ragione a nessuna delle due parti. Ha semplicemente congelato la situazione. L’esito finale della controversia per la società e per tutti i professionisti in situazioni simili dipenderà interamente dalla futura sentenza della Corte di Giustizia UE. Questa decisione creerà un precedente vincolante che guiderà i giudici italiani nella risoluzione del caso. Al momento, quindi, non c’è un vincitore, ma solo un’attesa carica di aspettative per un settore professionale importante.

Perché l’Agenzia delle Entrate ha contestato l’esenzione IVA alla società di massoterapia?
Perché riteneva che l’iscrizione dei massoterapisti in un albo speciale ‘ad esaurimento’ non fosse un requisito sufficiente per qualificare le loro prestazioni come sanitarie e quindi esenti da IVA.

La Corte di Cassazione ha deciso chi ha ragione?
No, la Corte non ha emesso una decisione finale. Ha sospeso il processo per attendere una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea su un caso molto simile.

Cosa succede ora al contribuente?
Il suo caso è temporaneamente fermo. L’esito finale dipenderà da come si pronunceranno prima i giudici europei e, di conseguenza, la Corte di Cassazione italiana.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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