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Esenzione IMU abitazione principale: vince moglie con marito via

Una contribuente si è vista negare l’esenzione IMU abitazione principale dal suo Comune perché il coniuge, non legalmente separato, risiedeva in un’altra città. Secondo il Comune, per ottenere il beneficio, l’intero nucleo familiare doveva risiedere e dimorare nello stesso immobile. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. Applicando una fondamentale sentenza della Corte Costituzionale (n. 209/2022), ha stabilito che il requisito della residenza congiunta del nucleo familiare è incostituzionale. Il diritto all’esenzione spetta al proprietario che risiede e dimora nell’immobile, a prescindere dalla residenza del coniuge. Di conseguenza, l’avviso di accertamento è stato annullato e la contribuente ha vinto la causa.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 5 Num. 12220 Anno 2026
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Pubblicato il 8 maggio 2026 in Giurisprudenza Tributaria

Esenzione IMU: coniugi con residenze diverse, un diritto confermato

La questione dell’esenzione IMU abitazione principale per i coniugi che vivono in Comuni diversi è stata a lungo fonte di incertezza e contenziosi. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha finalmente consolidato un principio di diritto fondamentale, portando chiarezza e tutelando i diritti dei contribuenti. La vicenda analizzata riguarda una contribuente proprietaria di un immobile, dove aveva residenza anagrafica e dimora abituale. Il Comune le aveva però notificato un avviso di accertamento per il mancato pagamento dell’IMU, negandole il beneficio fiscale. La motivazione? Suo marito risiedeva in un’altra città. Secondo l’ente locale, l’esenzione era legata alla residenza dell’intero nucleo familiare nello stesso immobile.

La regola prima dell’intervento della Corte Costituzionale

In passato, la normativa sull’IMU definiva l’abitazione principale come l’immobile in cui non solo il possessore, ma anche il suo nucleo familiare, doveva avere residenza anagrafica e dimora abituale. Questa interpretazione creava notevoli problemi. Molte coppie, per motivi di lavoro, salute o altre necessità personali, si trovano a vivere in città diverse senza che questo incida sull’unità del loro matrimonio. La vecchia regola, tuttavia, li penalizzava. Se i coniugi avevano residenze separate, di fatto perdevano entrambi il diritto all’esenzione sull’abitazione principale, oppure dovevano scegliere quale delle due case eleggere come ‘principale’ per il nucleo, pagando l’imposta sull’altra. Questa situazione generava una palese disparità di trattamento rispetto, ad esempio, alle coppie di conviventi.

L’intervento decisivo della Corte Costituzionale

Il punto di svolta è arrivato con la sentenza n. 209 del 2022 della Corte Costituzionale. I Giudici delle Leggi hanno dichiarato incostituzionale la parte della norma che legava l’esenzione IMU abitazione principale alla residenza dell’intero nucleo familiare. La Corte ha stabilito che il riferimento al nucleo familiare andava eliminato. La definizione di abitazione principale deve basarsi unicamente su due requisiti, entrambi riferiti al singolo possessore dell’immobile: la residenza anagrafica e la dimora abituale (il luogo dove vive concretamente). Questa decisione ha smantellato il vecchio impianto normativo, riconoscendo che le scelte di vita e le esigenze lavorative dei coniugi non possono diventare un pretesto per imporre un carico fiscale ingiusto.

Le motivazioni della Cassazione: applicare il nuovo principio

La Corte di Cassazione, nel caso specifico, ha semplicemente applicato questo nuovo e fondamentale principio. I giudici hanno accolto il ricorso della contribuente, sottolineando come la decisione del Comune fosse basata su una norma ormai dichiarata illegittima. La residenza del coniuge in un altro Comune è diventata irrilevante. Ciò che conta è che la contribuente avesse effettivamente la sua residenza e la sua dimora abituale nell’immobile per cui chiedeva l’esenzione. Poiché questo fatto non era in discussione, il suo diritto al beneficio fiscale era pieno e incontestabile. La Cassazione ha quindi annullato l’avviso di accertamento senza bisogno di ulteriori indagini.

Conclusioni: cosa cambia per l’esenzione IMU abitazione principale

La decisione della Cassazione, in linea con la Corte Costituzionale, sancisce un principio chiaro: ogni coniuge ha diritto all’esenzione IMU abitazione principale sulla propria casa, a patto che in quell’immobile abbia stabilito la propria residenza anagrafica e dimora abituale. Non è più richiesto che l’intero nucleo familiare viva sotto lo stesso tetto. Questo significa che se due coniugi, per qualsiasi motivo valido, vivono in due case diverse situate in Comuni differenti, entrambi possono beneficiare dell’esenzione, ciascuno per il proprio immobile. La sentenza ha un’efficacia retroattiva, aprendo la strada a possibili rimborsi per chi ha pagato ingiustamente l’imposta negli anni passati, sempre nel rispetto dei termini di prescrizione.

Se io e mio marito abbiamo la residenza in due Comuni diversi, abbiamo entrambi diritto all’esenzione IMU?
Sì. A seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 209/2022, ogni coniuge ha diritto all’esenzione per l’immobile in cui ha stabilito la propria residenza anagrafica e dimora abituale, a prescindere da dove risieda l’altro coniuge.

Cosa si intende oggi per ‘abitazione principale’ ai fini IMU?
Per abitazione principale si intende l’immobile in cui il possessore ha la residenza anagrafica e la dimora abituale (cioè vive concretamente). Il riferimento alla residenza del nucleo familiare è stato eliminato dalla norma perché incostituzionale.

La nuova regola sull’esenzione IMU per coniugi con residenza diversa vale anche per il passato?
Sì, la dichiarazione di incostituzionalità ha effetto retroattivo. È quindi possibile richiedere il rimborso dell’IMU pagata ingiustamente negli anni passati, a condizione che non siano ancora scaduti i termini per presentare l’istanza (solitamente cinque anni dal giorno del versamento).

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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