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Deducibilità Costi Merger Leveraged Buy Out: Stop del Fisco

L’Agenzia delle Entrate ha contestato a una società la deducibilità dei costi per un’operazione di Merger Leveraged Buy Out (MLBO). La società aveva creato una ‘società veicolo’ per acquisire una terza azienda (‘target’). Secondo il Fisco, i costi dell’operazione, inclusi gli oneri finanziari, dovevano essere attribuiti alla società veicolo, unica beneficiaria diretta, e non alla società madre che li aveva dedotti. La Corte di Cassazione, riconoscendo la complessità della ripartizione dei costi infragruppo in queste operazioni, non ha emesso una sentenza definitiva. Ha invece disposto un rinvio a una pubblica udienza per approfondire i criteri di allocazione e la corretta applicazione del principio di inerenza, lasciando la questione aperta.

Riferimento:
Ordinanza interlocutoria di Cassazione Civile Sez. 5 Num. 15106 Anno 2026
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Pubblicato il 30 maggio 2026 in Giurisprudenza Tributaria

La Deducibilità dei Costi nel Merger Leveraged Buy Out

Un’importante ordinanza della Corte di Cassazione riaccende i riflettori su un tema cruciale per le operazioni di finanza straordinaria: la deducibilità dei costi nel Merger Leveraged Buy Out (MLBO). La vicenda analizzata riguarda un avviso di accertamento con cui l’Agenzia delle Entrate ha negato a una società la possibilità di dedurre fiscalmente i costi sostenuti per un’operazione di acquisizione realizzata tramite una società veicolo. Questo caso offre spunti fondamentali per comprendere come il principio di inerenza venga applicato in contesti societari complessi e interconnessi.

I Fatti: Un’Acquisizione Finanziata a Debito

Una società, che chiameremo ‘La Società Madre’, decide di acquisire un’altra azienda, ‘La Società Target’. Per farlo, crea una nuova entità, ‘La Società Veicolo’, interamente controllata. L’operazione di acquisizione viene finanziata tramite un ingente prestito ottenuto da un gruppo di banche. Una parte del finanziamento viene erogata direttamente a La Società Madre, che a sua volta lo presta a La Società Veicolo per completare l’acquisto. Successivamente, La Società Veicolo si fonde con La Società Target. La Società Madre deduce dal proprio reddito i costi legati all’organizzazione del finanziamento, come le commissioni bancarie e gli interessi passivi. L’Agenzia delle Entrate contesta questa deduzione, sostenendo che tali costi non sono inerenti all’attività de La Società Madre, ma a quella de La Società Veicolo, che ha effettivamente realizzato l’acquisizione e ne ha tratto vantaggio.

La Posizione dell’Agenzia delle Entrate

Secondo l’Ufficio, l’intera operazione era finalizzata a beneficiare La Società Veicolo. Di conseguenza, tutti gli oneri, inclusi gli interessi passivi e le commissioni, avrebbero dovuto essere riaddebitati a quest’ultima. La Società Madre, secondo la tesi fiscale, avrebbe agito come un semplice garante del finanziamento, rimanendo estranea alla causa negoziale principale, ovvero l’acquisizione. Pertanto, i costi sostenuti non rispettavano il requisito dell’inerenza previsto dalla normativa fiscale (art. 109 T.U.I.R.) e non potevano essere scaricati dal suo imponibile. L’Agenzia ha quindi emesso un avviso di accertamento per recuperare le maggiori imposte (Ires e Irap) non versate.

Il Principio di Inerenza e la Deducibilità dei Costi nel Merger Leveraged Buy Out

Il cuore della controversia risiede nel principio di inerenza. Un costo è deducibile solo se è direttamente funzionale all’attività d’impresa e alla produzione di ricavi. Nelle operazioni di MLBO, la struttura a più livelli (società madre, società veicolo, società target) rende complessa l’identificazione del soggetto che effettivamente beneficia dell’operazione e che, quindi, ha il diritto di dedurne i costi. La Società Contribuente ha sostenuto che l’operazione dovesse essere considerata in modo unitario, evidenziando il proprio ruolo centrale e il vantaggio strategico derivante dal controllo del gruppo consolidato. La corretta interpretazione della deducibilità dei costi nel Merger Leveraged Buy Out dipende quindi dalla capacità di dimostrare un nesso funzionale tra la spesa sostenuta dalla capogruppo e l’attività complessiva del gruppo stesso.

Le Motivazioni della Decisione Interlocutoria

La Corte di Cassazione non ha fornito una risposta definitiva, ma ha riconosciuto la delicatezza e la complessità della questione. I giudici hanno osservato che l’acquisizione tramite società veicolo è solo una fase strumentale alla fusione finale, che unisce il debito finanziario con il patrimonio della società target. Tuttavia, hanno ritenuto necessario un approfondimento sui criteri di ripartizione dei costi tra la società madre e la società veicolo. La Corte ha sottolineato l’importanza di valutare l’effettività, l’inerenza della spesa e il reale vantaggio economico che entrambe le società (controllante e controllata) traggono dall’operazione. Per questo motivo, ha deciso di non risolvere il caso in camera di consiglio, ma di rinviarlo a una pubblica udienza per una discussione più approfondita.

Le Conclusioni: un Rinvio per Approfondire

L’esito finale è un’ordinanza interlocutoria che rinvia la causa a nuovo ruolo. Questo significa che la Corte si riserva di decidere dopo aver esaminato ulteriormente la questione. La decisione finale dovrà stabilire dei criteri chiari per l’allocazione dei costi infragruppo nelle operazioni di MLBO, bilanciando la legittimità di tali strutture finanziarie con il rigoroso rispetto del principio di inerenza. La sentenza che verrà emessa avrà un impatto significativo sulla pianificazione fiscale delle future operazioni di finanza straordinaria, definendo meglio i confini della deducibilità dei costi nel Merger Leveraged Buy Out.

Perché l’Agenzia delle Entrate ha contestato la deduzione dei costi?
Perché riteneva che i costi dell’operazione di acquisizione non fossero inerenti all’attività della società madre, ma a quella della società veicolo, che era la vera beneficiaria dell’acquisto.

Cosa significa che un costo è ‘inerente’?
Significa che il costo deve essere direttamente collegato all’attività dell’impresa e sostenuto con lo scopo di generare ricavi. Se un costo non rispetta questo principio, non può essere dedotto fiscalmente.

Cosa ha deciso la Corte di Cassazione in questo caso?
La Corte non ha emesso una sentenza definitiva. Ha ritenuto la questione troppo complessa e ha rinviato la causa a una pubblica udienza per un’analisi più approfondita sui criteri di ripartizione dei costi tra società madre e società veicolo.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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