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Coassicurazione IVA: negata l’esenzione per la delega

La Corte di Cassazione ha stabilito che le commissioni di delega versate tra compagnie in un accordo di coassicurazione non godono dell’esenzione IVA. Tali prestazioni, pur collegate al contratto principale, hanno natura di mandato amministrativo autonomo e non di copertura del rischio. La decisione ribadisce l’interpretazione restrittiva delle esenzioni fiscali, escludendo che la gestione dei sinistri o della polizza possa considerarsi attività assicurativa esente o accessoria.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 5 Num. 5708 Anno 2026
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Pubblicato il 22 marzo 2026 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Coassicurazione IVA: il regime delle commissioni di delega

La recente ordinanza della Suprema Corte affronta il delicato tema della Coassicurazione IVA, stabilendo confini chiari tra attività assicurativa esente e servizi amministrativi imponibili.

Il trattamento fiscale nella Coassicurazione IVA

La controversia nasce dal recupero d’imposta operato dall’Amministrazione Finanziaria su commissioni percepite da compagnie delegatarie nell’ambito di accordi di coassicurazione. Secondo l’orientamento consolidato, tali somme non possono beneficiare del regime di favore previsto per i premi assicurativi, in quanto non costituiscono una diretta remunerazione per l’assunzione del rischio.

La distinzione tra rischio e gestione

Il cuore della decisione risiede nella distinzione tra la prestazione principale, ovvero la copertura del rischio, e quella delegata, che riguarda la gestione burocratica e amministrativa. Mentre la prima è esente ai sensi dell’art. 10 del d.P.R. 633/1972, la seconda è considerata una prestazione di servizi autonoma soggetta a tassazione ordinaria.

Coassicurazione IVA e il concetto di accessorietà

Perché una prestazione sia considerata accessoria, deve essere resa tra gli stessi soggetti dell’operazione principale. Nella delega tra assicuratori, il rapporto è interno alle compagnie e non coinvolge direttamente l’assicurato come beneficiario del servizio di gestione. Di conseguenza, manca il presupposto soggettivo per applicare l’esenzione per accessorietà.

Orientamenti europei e nazionali

La Corte si allinea alla giurisprudenza dell’Unione Europea, che impone un’interpretazione rigorosa delle esenzioni fiscali. Attività come la liquidazione dei sinistri, la riscossione dei premi o la gestione delle comunicazioni, se svolte per conto di terzi dietro compenso, rientrano nel campo di applicazione ordinario dell’imposta. Non possono essere equiparate all’attività di intermediazione, poiché quest’ultima presuppone la ricerca di nuovi clienti e la messa in relazione delle parti per la conclusione del contratto.

Risvolti operativi per le imprese

Le società del settore devono prestare estrema attenzione alla qualificazione dei flussi finanziari tra deleganti e delegatarie. La ricostruzione della clausola di delega in termini di mandato non muta la natura commerciale del servizio reso, confermando l’obbligo di assolvere l’imposta sul valore aggiunto su tali compensi per evitare pesanti sanzioni tributarie.

Perché le commissioni di delega non sono esenti da IVA?
Perché non costituiscono attività di copertura del rischio né di intermediazione, ma rappresentano un mandato amministrativo autonomo tra compagnie.

Cosa si intende per accessorietà nel regime IVA?
È un nesso che permette a una prestazione secondaria di seguire il regime della principale, ma richiede che entrambe siano rese tra i medesimi soggetti.

Qual è l’effetto della coassicurazione verso l’assicurato?
Ogni assicuratore risponde solo per la propria quota di rischio, mantenendo rapporti giuridici distinti e separati rispetto agli altri coassicuratori.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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