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Truffa: Querela Valida se il Danno Patrimoniale Colpisce un Terzo

Un Individuo è stato condannato per tentativo di truffa. Ha ottenuto un finanziamento da una Banca, falsificando la posizione di una Donna come co-obbligata a sua insaputa. La Donna ha scoperto l’inganno solo tramite solleciti di pagamento. L’Individuo ha contestato la validità della querela della Donna, sostenendo che solo la Banca fosse la persona offesa. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato che la Donna era la legittima persona offesa, poiché la condotta fraudolenta aveva causato una diminuzione patrimoniale diretta nei suoi confronti, rendendo valida la sua querela per il tentativo di truffa.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 24262 Anno 2022
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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Il Tentativo di Truffa e la Legittimazione della Persona Offesa

Il tentativo di truffa rappresenta un reato complesso, spesso caratterizzato da dinamiche ingannevoli che coinvolgono più soggetti. La giurisprudenza, con sentenze come quella analizzata, chiarisce aspetti fondamentali, in particolare chi sia la vera “persona offesa” e, di conseguenza, chi abbia il diritto di sporgere querela. Questo è cruciale per l’avvio e la prosecuzione di un procedimento penale.

I Fatti: Un Finanziamento Ottenuto con Inganno

Un Individuo ha orchestrato un piano per ottenere un finanziamento. Ha presentato una richiesta alla Banca, indicando una Donna come co-obbligata. La Donna non sapeva nulla di questa operazione. L’Individuo ha agito come se fosse il figlio convivente della Donna. La Banca ha erogato la somma sul conto dell’Individuo. La Donna ha scoperto l’esistenza del debito solo quando ha ricevuto le richieste di pagamento. Questa situazione ha generato un’esposizione debitoria non voluta per la Donna.

La Questione Cruciale: Chi è la Vera Vittima del Tentativo di Truffa?

L’Individuo, condannato per tentativo di truffa, ha contestato la validità della querela. Ha sostenuto che la Donna non fosse la vera persona offesa. Secondo la sua difesa, solo la Banca, in quanto destinataria diretta degli artifici e raggiri, avrebbe potuto sporgere querela. La difesa ha argomentato che la Donna era stata vittima di furto d’identità, non di truffa. Questo punto è stato centrale nel dibattito legale, poiché la legittimazione a querelare determina la procedibilità del reato.

La Posizione della Corte: La Donna è la Persona Offesa

La Corte ha chiarito un punto fondamentale. La persona offesa dal reato di truffa non è necessariamente chi subisce direttamente l’inganno. È invece chi subisce la diminuzione patrimoniale. In questo caso, la condotta fraudolenta dell’Individuo ha esposto la Donna a un debito. Lei è diventata co-obbligata per un finanziamento che non aveva mai richiesto. Questo ha causato una diretta lesione al suo patrimonio. La Corte ha quindi riconosciuto la sua legittimazione a sporgere querela.

Le Motivazioni: Il Danno Patrimoniale nel Tentativo di Truffa

La Corte ha motivato la sua decisione. La Donna era la persona offesa perché la condotta dell’Imputato aveva riversato gli effetti negativi sul suo patrimonio. Gli artifici e raggiri hanno indotto la Banca in errore. Questo errore ha portato alla stipula di un contratto che ha reso la Donna co-obbligata. La sua esposizione debitoria, seppur non ancora concretizzata in un pagamento effettivo, costituiva già una diminuzione patrimoniale. La querela della Donna era quindi pienamente legittima per il tentativo di truffa. La Corte ha anche ritenuto corretta la pena inflitta, considerando l’entità del finanziamento e l’esposizione debitoria della vittima, escludendo vizi di motivazione sulla commisurazione della pena.

Le Conclusioni: Ricorso Inammissibile per l’Accusato di Tentativo di Truffa

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso dell’Individuo inammissibile. Ha confermato la condanna per tentativo di truffa. L’Individuo dovrà pagare le spese processuali e una sanzione di tremila euro in favore della cassa delle ammende. Questa decisione ribadisce un principio importante. La persona offesa in un reato di truffa è chi subisce il danno economico, anche se l’inganno è stato rivolto a un terzo. La sentenza sottolinea l’importanza di una corretta individuazione della vittima per la procedibilità del reato.

Chi può sporgere querela per il reato di truffa?
Può sporgere querela la persona che subisce direttamente un danno economico a causa della truffa, anche se l’inganno è stato rivolto a un’altra persona o entità.

Cosa si intende per “tentativo di truffa”?
Si parla di tentativo di truffa quando l’autore compie azioni per ingannare qualcuno e ottenere un vantaggio ingiusto, ma l’inganno non si concretizza o il vantaggio non viene ottenuto per cause indipendenti dalla sua volontà.

Se sono co-obbligato per un debito contratto con l’inganno, sono una vittima?
Sì, se si diventa co-obbligati per un debito contratto tramite inganno, si è considerati persona offesa dal reato, poiché si subisce una diminuzione patrimoniale o un’esposizione debitoria non voluta.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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