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Testimone irreperibile: verbali validi per la condanna

Due imputati condannati per lesioni e minacce hanno contestato la sentenza della Corte di Appello, sostenendo l’illegittimità delle prove utilizzate. I giudici avevano acquisito le dichiarazioni della vittima e di una testimone non reperibili per il dibattimento. I difensori lamentavano l’omissione di ricerche all’estero, data l’origine straniera di uno dei soggetti. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. I giudici hanno chiarito che le dichiarazioni del testimone irreperibile possono essere lette in aula se le autorità svolgono ricerche accurate sul territorio nazionale e la difesa non fornisce indirizzi esteri concreti. L’impossibilità oggettiva di rintracciare i testimoni giustifica il recupero dei verbali d’indagine.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 5 Num. 40160 Anno 2022
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Pubblicato il 29 agosto 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

L’utilizzabilità delle dichiarazioni rese dal testimone irreperibile

Nel processo penale la formazione della prova avviene tramite il confronto diretto tra le parti durante il dibattimento. Esistono circostanze eccezionali in cui questo principio incontra limiti pratici invalicabili. Il caso del testimone irreperibile rappresenta una di queste eccezioni. Quando una persona informata sui fatti o la stessa vittima sparisce senza lasciare recapiti, la legge consente di acquisire i verbali redatti durante le indagini preliminari.

La Corte di Cassazione ha ribadito i criteri di validità di questa procedura. Le dichiarazioni acquisite in fase investigativa conservano piena efficacia probatoria se le ricerche del dichiarante risultano serie, documentate e complete.

La lite violenta e la scomparsa dei dichiaranti

La vicenda trae origine da una violenta aggressione sfociata in lesioni personali e minacce. Il tribunale ha condannato i due aggressori sulla base delle testimonianze raccolte nell’immediatezza dei fatti. Durante il giudizio di primo grado, la vittima e una testimone oculare non si sono presentate per deporre in aula.

Le forze dell’ordine hanno eseguito controlli anagrafici approfonditi, tentativi di rintraccio telefonico e verifiche presso i parenti stretti. Tutti gli accertamenti hanno dato esito negativo. Il giudice ha quindi autorizzato la lettura dei verbali d’indagine. Gli imputati hanno impugnato la decisione, sostenendo che le autorità avrebbero dovuto estendere le verifiche nel Paese d’origine della testimone straniera.

L’estensione delle ricerche per il testimone irreperibile

La difesa sosteneva che la provenienza estera della testimone imponesse ricerche internazionali. La giurisprudenza richiede la verifica accurata di ogni pista reale prima di dichiarare l’impossibilità di ascoltare un teste in aula.

Questo dovere di verifica non implica lo svolgimento di indagini speculative. Gli inquirenti devono esplorare i luoghi ordinari e quelli suggeriti da elementi concreti presenti agli atti. Qualora la difesa non fornisca recapiti precisi o indirizzi esteri plausibili, le ricerche sul territorio nazionale risultano sufficienti. L’assenza di dati specifici impedisce di pretendere accertamenti internazionali a vuoto.

Le motivazioni: i presupposti legali per il testimone irreperibile

I giudici di legittimità hanno analizzato i verbali investigativi confermando la piena correttezza dell’operato del tribunale. I verbali dimostrano che la polizia giudiziaria ha cercato i testimoni per oltre due anni attraverso controlli anagrafici, utenze mobili e contatti con i familiari.

La Corte ha chiarito che il giudice di merito ha adempiuto al dovere di motivazione, accertando la totale impossibilità di svolgere ulteriori indagini utili. La difesa non ha indicato alcun luogo di lavoro o recapito certo all’estero. In mancanza di elementi fattuali forniti dalle parti, l’impossibilità di esaminare il dichiarante deriva da una causa non prevedibile e oggettiva, rendendo pienamente legittima l’acquisizione delle dichiarazioni scritte.

Le conclusioni: la conferma definitiva delle condanne

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dai due condannati. La sentenza impugnata resta pienamente valida sia nella ricostruzione probatoria sia nel calcolo della pena.

I ricorrenti devono pagare le spese processuali e versare una somma alla Cassa delle Ammende. Questo verdetto ribadisce che la tutela della prova non tollera l’inerzia difensiva basata su contestazioni generiche, confermando la solidità delle condanne fondate su dichiarazioni raccolte tempestivamente e recuperate legittimamente per sopravvenuta impossibilità del teste.

Quando è possibile utilizzare in tribunale le dichiarazioni di un testimone non presente?
Il giudice può dare lettura delle dichiarazioni rese durante le indagini quando l’esame del testimone diventa impossibile per fatti sopravvenuti imprevedibili, inclusa la sua irreperibilità accertata.

Le forze dell’ordine devono cercare il testimone all’estero?
Le ricerche all’estero sono obbligatorie solo se dagli atti di causa o dalle indicazioni specifiche delle parti emergono dati precisi come un recapito o un indirizzo estero noto.

Cosa accade se la difesa contesta l’irreperibilità senza fornire nuovi indirizzi?
La contestazione generica della difesa non invalida il processo se le autorità dimostrano di aver svolto ricerche accurate e complete nei luoghi di residenza noti.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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