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Termini per impugnare: il sabato feriale che costa la condanna

La Corte di Cassazione ha confermato l’inammissibilità dell’appello proposto dall’Imputato perché presentato oltre i termini di legge. Il Tribunale aveva fissato sessanta giorni per il deposito della sentenza, con scadenza il 5 giugno 2021 (un sabato). L’Imputato riteneva che, essendo sabato, la scadenza slittasse al lunedì successivo. La Suprema Corte ha invece ribadito che nel processo penale il sabato è considerato giorno feriale. Di conseguenza, i quarantacinque giorni previsti come termini per impugnare decorrevano regolarmente dal sabato e scadevano il 20 luglio 2021. Avendo depositato l’appello il 21 luglio, l’atto è stato dichiarato tardivo. Il ricorso è inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 30686 Anno 2023
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Pubblicato il 20 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

I termini per impugnare nel processo penale e la regola del sabato

Il rispetto delle scadenze processuali rappresenta un pilastro fondamentale del nostro ordinamento giuridico. Nel settore della giustizia penale, il mancato rispetto dei termini per impugnare una sentenza comporta la perdita definitiva del diritto di difesa in secondo grado. Molti professionisti e cittadini commettono errori strategici confondendo le regole del processo civile con quelle del processo penale. La recente pronuncia della Corte di Cassazione chiarisce in modo definitivo come si calcolano i giorni di scadenza quando l’ultimo giorno utile per il deposito della sentenza cade di sabato.

Il caso concreto e l’errore sul calcolo dei giorni

Il Tribunale di primo grado aveva pronunciato una sentenza di condanna nei confronti di un cittadino. In quella sede, il giudice aveva stabilito un termine di sessanta giorni per il deposito delle motivazioni della decisione. Questo termine iniziale scadeva precisamente il giorno sabato 5 giugno. Secondo la difesa del cittadino, la coincidenza del termine con il giorno di sabato avrebbe dovuto far slittare la scadenza al lunedì successivo. Di conseguenza, la difesa riteneva che anche il successivo termine di quarantacinque giorni per presentare l’appello dovesse iniziare a decorrere più tardi. L’appello è stato quindi depositato il 21 luglio. La Corte di appello ha invece ritenuto l’atto tardivo di un giorno, individuando la scadenza corretta nel 20 luglio.

Perché il sabato non sospende i termini per impugnare

La distinzione tra processo civile e processo penale è netta su questo specifico punto. Nel processo civile il sabato riceve spesso una parificazione ai giorni festivi per determinati adempimenti. Al contrario, nel processo penale il sabato è considerato a tutti gli effetti un giorno feriale lavorativo. Questa differenza fondamentale impedisce qualsiasi slittamento automatico dei termini per impugnare al lunedì successivo. Se il termine per il deposito della sentenza scade di sabato, quel giorno rimane il punto di partenza ufficiale per il calcolo del periodo successivo. Non esiste alcuna norma che consenta di posticipare la decorrenza dei quarantacinque giorni previsti per la presentazione dell’appello.

Le motivazioni della Cassazione sul calcolo dei giorni

I giudici della Suprema Corte hanno rigettato il ricorso del cittadino confermando la correttezza della decisione d’appello. La Cassazione ha spiegato che il termine per proporre l’impugnazione decorre sempre dalla scadenza del termine stabilito dal giudice per il deposito della sentenza. Questo principio si applica anche se il giudice deposita la sentenza in anticipo rispetto alla scadenza fissata. Nel caso specifico, il termine di sessanta giorni scadeva il sabato 5 giugno. Poiché il sabato non è un giorno festivo nel rito penale, il calcolo dei successivi quarantacinque giorni per l’appello doveva iniziare esattamente da quel sabato. Escludendo il primo giorno e includendo l’ultimo, il termine ultimo scadeva inderogabilmente martedì 20 luglio. Il deposito avvenuto il 21 luglio è dunque tardivo e l’appello è inammissibile.

Le conclusioni della sentenza e le conseguenze pratiche

La decisione della Cassazione comporta la perdita definitiva della possibilità di contestare la condanna di primo grado. Oltre al danno derivante dalla definitività della condanna, il ricorrente deve subire pesanti sanzioni pecuniarie. La Corte ha condannato il cittadino al pagamento delle spese del procedimento. Inoltre, i giudici hanno imposto il pagamento di una somma pari a tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Questa sanzione colpisce chi propone ricorsi manifestamente infondati o inammissibili. La sentenza lancia un chiaro avvertimento sulla necessità di calcolare con estrema precisione i termini per impugnare, evitando interpretazioni analogiche errate tra diversi codici di procedura.

Il sabato è considerato giorno festivo nel processo penale?
No, nel processo penale il sabato è considerato a tutti gli effetti un giorno feriale e non sospende il decorso dei termini processuali.

Da quando inizia a decorrere il termine per presentare l’appello?
Il termine decorre dalla scadenza del periodo stabilito dal giudice per il deposito della sentenza, anche se questa viene depositata prima.

Cosa succede se si deposita l’appello anche solo con un giorno di ritardo?
L’appello viene dichiarato inammissibile per tardività e la sentenza di primo grado diventa definitiva, con condanna al pagamento delle spese.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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