Termine Ricorso Cassazione: La Scadenza di 5 Giorni nel Mandato d’Arresto Europeo
L’ordinanza in esame della Corte di Cassazione, Sesta Sezione Penale, offre uno spunto cruciale sulla perentorietà del termine ricorso cassazione nelle procedure di consegna basate su un mandato di arresto europeo. La decisione sottolinea come il mancato rispetto di scadenze processuali brevi e stringenti possa precludere l’esame nel merito dei motivi di impugnazione, anche quando questi riguardino presunte violazioni di diritti fondamentali. Analizziamo insieme i dettagli di questo caso.
I Fatti del Caso
Una cittadina della Repubblica Ceca si è opposta alla sentenza della Corte di Appello di Sassari, che aveva dato il via libera alla sua consegna alle autorità giudiziarie del suo paese d’origine. La consegna era stata disposta in esecuzione di un mandato di arresto europeo per l’espiazione di una condanna a dodici mesi di reclusione per reati di furto, acquisizione indebita, falsificazione e alterazione di mezzi di pagamento.
Nel suo ricorso alla Corte di Cassazione, la ricorrente lamentava due specifiche violazioni:
- La mancata verifica, da parte dei giudici, della sua effettiva conoscenza del processo svoltosi nel suo paese.
- Una generale violazione del suo diritto di difesa.
Questi motivi, tuttavia, non sono mai stati analizzati nel merito dalla Suprema Corte.
La Decisione della Cassazione e il Termine Ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La ragione non risiede nella fondatezza o meno dei motivi presentati, ma in un vizio procedurale insuperabile: la tardività. La Corte ha rilevato che il termine ricorso cassazione in questa specifica materia è estremamente breve.
La sentenza della Corte d’Appello era stata letta in udienza il 3 dicembre 2025, mentre il ricorso era stato depositato solo il 12 dicembre 2025. Questo ritardo ha determinato la chiusura definitiva del caso davanti alla giurisdizione italiana.
Le Motivazioni della Decisione
Il cuore della decisione della Cassazione risiede nell’applicazione dell’articolo 22 della legge n. 69 del 2005, che disciplina la procedura del mandato di arresto europeo. Tale norma stabilisce un termine perentorio di soli cinque giorni per proporre ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d’Appello.
I giudici hanno semplicemente constatato che, al momento del deposito del ricorso (12 dicembre), il termine di cinque giorni, decorrente dalla lettura della sentenza (3 dicembre), era ampiamente scaduto. Questa constatazione, definita di “assorbente rilievo”, ha reso superflua ogni altra valutazione sui motivi di ricorso. La tardività della proposizione dell’impugnazione è una causa di inammissibilità che impedisce al giudice di scendere nell’analisi del merito della questione.
Di conseguenza, la Corte ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende, come previsto dall’articolo 616 del codice di procedura penale in caso di inammissibilità del ricorso.
Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche
Questa ordinanza ribadisce un principio fondamentale nella procedura penale, specialmente in contesti accelerati come quello del mandato di arresto europeo: la massima diligenza nel rispetto dei termini processuali. Le implicazioni pratiche sono evidenti:
- Perentorietà dei termini: I termini per impugnare sono perentori. La loro scadenza comporta la decadenza dal diritto di esercitare l’impugnazione, con conseguente definitività del provvedimento impugnato.
- Responsabilità del difensore: Sottolinea l’enorme responsabilità del difensore nel calcolare e rispettare scrupolosamente le scadenze, poiché un errore può avere conseguenze irreversibili per l’assistito.
- Specialità della procedura: La procedura di consegna legata al mandato di arresto europeo è caratterizzata da termini estremamente ridotti rispetto a quelli ordinari, a testimonianza della volontà del legislatore di garantire rapidità ed efficacia alla cooperazione giudiziaria europea.
Qual è il termine per presentare ricorso per cassazione contro una sentenza che decide su un mandato di arresto europeo?
Il termine per proporre ricorso per cassazione è di cinque giorni dalla lettura in udienza della sentenza della Corte di Appello, come stabilito dall’art. 22 della legge n. 69 del 2005.
Cosa succede se il ricorso per cassazione viene depositato dopo la scadenza del termine?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile per tardività. La Corte di Cassazione non esamina nel merito i motivi di impugnazione, ma si limita a constatare il mancato rispetto del termine perentorio.
Quali sono le conseguenze economiche per chi propone un ricorso dichiarato inammissibile?
La parte ricorrente viene condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di denaro a favore della Cassa delle ammende, come stabilito dall’art. 616 del codice di procedura penale.