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Tentata rapina aggravata per il codice bancomat: no a reato nullo

Un aggressore ha aggredito un anziano di oltre sessantacinque anni tentando di sottrargli un foglietto con il codice bancomat custodito nelle tasche. L’autore ha proposto ricorso sostenendo la sussistenza di un reato impossibile, poiché riteneva inidonea la propria azione e privo di valore economico il semplice foglio di carta. La Corte di Cassazione ha respinto la tesi difensiva confermando la condanna per il reato di tentata rapina aggravata. I giudici hanno chiarito che il codice di sicurezza costituisce un bene dotato di valore patrimoniale e che la recidiva reiterata dell’imputato impedisce alle attenuanti generiche di prevalere sulle aggravanti. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile con condanna al pagamento delle spese e della sanzione pecuniaria.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 46275 Anno 2022
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Pubblicato il 1 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

La tentata rapina aggravata per la sottrazione del codice bancomat

Il tentativo di sottrarre dati personali o codici di sicurezza integra a tutti gli effetti la condotta delittuosa. Integra il reato di tentata rapina aggravata l’aggressione fisica rivolta a strappare alla vittima le credenziali di accesso al proprio conto corrente bancario. L’aggressione alla persona finalizzata a carpire informazioni riservate non rappresenta una semplice violazione minore. La condotta lede la sicurezza individuale e mette a repentaglio il patrimonio della vittima con azioni violente dirette in modo univoco allo spossessamento.

Nel caso esaminato dai giudici di legittimità, un soggetto ha aggredito con violenza una persona di oltre sessantacinque anni per sottrarle il foglietto contenente il codice segreto del bancomat. L’imputato ha introdotto con forza le mani nelle tasche dell’anziano per accaparrarsi la combinazione alfanumerica. La difesa ha sostenuto che l’azione integrasse un reato impossibile, affermando che il foglio di carta privo di denaro contante rendesse inesistente l’oggetto materiale del delitto.

La distinzione tra reato impossibile e tentata rapina aggravata

Il codice penale stabilisce la non punibilità quando l’azione risulta inidonea a offendere il bene giuridico o quando l’oggetto dell’offesa non esiste. La difesa ha cercato di far valere l’inidoneità degli atti e l’assenza di un vero valore economico nel pezzo di carta sottratto. L’oggetto della condotta violenta mirava invece a ottenere una chiave di accesso diretta alle disponibilità finanziarie della persona offesa.

I giudici hanno escluso la sussistenza del reato impossibile. La vittima custodiva realmente il codice segreto della propria carta e l’aggressione fisica era pienamente idonea a privare l’anziano di tale elemento. Il codice di sicurezza rappresenta uno strumento patrimoniale a tutti gli effetti, la cui violenta sottrazione configura pienamente il tentativo punibile.

Il peso della recidiva nei reati patrimoniali violenti

La posizione processuale dell’aggressore presentava ulteriori elementi di gravità legati ai suoi precedenti penali. L’imputato risultava gravato da recidiva specifica, reiterata e infraquinquennale (condizione di chi ha commesso più reati della stessa indole entro cinque anni dall’ultima condanna). Questa particolare qualifica personale impedisce l’applicazione di un trattamento sanzionatorio favorevole.

La legge stabilisce un divieto espresso di prevalenza delle attenuanti quando concorre una recidiva reiterata qualificata. Il giudice di merito può riconoscere al massimo l’equivalenza tra le circostanze attenuanti generiche e le aggravanti contestate. La richiesta di una riduzione ulteriore della pena si scontra con i limiti invalicabili imposti dalla norma penale.

Le motivazioni sulla tentata rapina aggravata

I giudici della Suprema Corte hanno rilevato la manifesta infondatezza delle doglianze presentate dal ricorrente. La sentenza impugnata ha accertato in modo inequivocabile che la vittima possedeva il codice bancomat e che l’imputato voleva sottrarlo attraverso una condotta violenta contro la persona. I motivi di impugnazione basati su una presunta inesistenza dell’oggetto travisavano gli accertamenti di fatto già cristallizzati nei gradi precedenti.

La Corte ha ribadito che il giudizio di bilanciamento tra aggravanti e attenuanti effettuato in termini di equivalenza era l’unico giuridicamente ammissibile. La recidiva specifica reiterata precludeva qualsiasi esito più vantaggioso per il condannato. La censura sulla quantificazione della pena richiedeva valutazioni di merito non consentite nel giudizio di legittimità.

Le conclusioni sul rigetto del ricorso

La Suprema Corte ha dichiarato l’inammissibilità totale del ricorso confermando integralmente la condanna per l’aggressione commessa. L’imputato perde la causa su tutti i fronti processuali a causa della manifesta infondatezza delle tesi proposte. La sentenza pone a carico del ricorrente il pagamento integrale delle spese del procedimento penale.

Il ricorrente deve inoltre versare la somma di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende. Tale sanzione pecuniaria consegue direttamente alla colpa nell’aver attivato un giudizio di legittimità privo dei presupposti di legge.

Aggredire qualcuno per rubare solo un foglietto con un codice integra reato?
Sì, l’aggressione per ottenere le credenziali di accesso a un conto corrente o bancomat costituisce tentativo di rapina aggravata poiché mira a un’utilità economica diretta.

Quando si applica la figura del reato impossibile?
Il reato impossibile si configura esclusivamente quando l’azione è totalmente inidonea a produrre un danno o quando l’oggetto materiale dell’illecito è del tutto inesistente.

Come incide la recidiva specifica reiterata sulla misura della pena?
La presenza di recidiva specifica reiterata impedisce alle attenuanti generiche di prevalere sulle aggravanti, limitando la facoltà del giudice al solo giudizio di equivalenza.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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