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Straniero accusato di traffico: il “pericolo di fuga” non è escluso

Un indagato straniero, accusato di traffico di esseri umani, aveva ottenuto il rigetto della richiesta di custodia cautelare in carcere. Il Tribunale del Riesame aveva escluso il pericolo di fuga e la reiterazione del reato, considerandolo incensurato e con attività lavorativa regolare, e la sua condotta occasionale. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione. Ha stabilito che la condizione di straniero senza radicamento in Italia, soprattutto se la presenza è funzionale al reato, richiede un’analisi più approfondita del pericolo di fuga, non limitandosi all’assenza di atti preparatori. La Cassazione ha rinviato il caso per un nuovo esame, evidenziando l’errata valutazione del rischio di allontanamento.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 1 Num. 20780 Anno 2022
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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Il Pericolo di Fuga: Quando lo Straniero senza Radicamento può fuggire?

Nel diritto penale, il concetto di pericolo di fuga rappresenta una delle ragioni fondamentali per l’applicazione di misure cautelari, come la custodia in carcere. Valutare correttamente questo rischio è cruciale per bilanciare la libertà personale e le esigenze della giustizia. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito importanti aspetti su come i giudici devono considerare il pericolo di fuga, specialmente quando l’indagato è uno straniero senza stabili legami con il territorio italiano. Questa decisione offre spunti significativi per comprendere l’approccio giudiziario in casi complessi.

Il Caso: Traffico di Esseri Umani e la Custodia Cautelare

La vicenda ha riguardato un Indagato, di nazionalità straniera, accusato di traffico di esseri umani. Le accuse includevano il reato di cui agli articoli 110 del codice penale e 12, comma 3, 3-bis e 3-ter del decreto legislativo 286 del 1998. Inizialmente, il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) aveva respinto la richiesta del Pubblico Ministero di applicare la misura cautelare della custodia in carcere. Questa decisione è stata poi confermata dal Tribunale del Riesame, un organo giudiziario che valuta la legittimità delle misure cautelari.

La Decisione del Tribunale: Nessun Pericolo di Fuga

Il Tribunale del Riesame aveva escluso la presenza di un concreto pericolo di fuga e di reiterazione del reato. I giudici avevano motivato la loro scelta basandosi su diversi elementi. Hanno sottolineato che l’Indagato era incensurato in tutta l’area Schengen e svolgeva una regolare attività lavorativa. Inoltre, la sua condotta illecita era stata considerata occasionale ed episodica, limitata al ruolo di trasportatore, senza prove di un legame stabile con organizzazioni criminali dedite al traffico di clandestini. Anche il fatto che fosse stato fermato il giorno precedente con altri clandestini non era stato ritenuto indicativo di una condotta reiterata, ma piuttosto di un episodio estemporaneo. Il Tribunale aveva anche affermato che la sola condizione di straniero extracomunitario non bastava per dedurre il pericolo di fuga.

L’Intervento della Cassazione sul Pericolo di Fuga

Il Pubblico Ministero ha presentato ricorso in Cassazione, contestando l’ordinanza del Tribunale del Riesame. Il ricorso si basava su un vizio di violazione di legge, sostenendo che il Tribunale aveva applicato in modo errato le norme processuali e interpretato in modo sbagliato la giurisprudenza sul pericolo di fuga. Secondo il Pubblico Ministero, il pericolo di fuga non richiede necessariamente comportamenti materiali che rivelino l’inizio dell’allontanamento, ma è sufficiente stabilire un rischio reale ed effettivo. La difesa dell’Indagato, invece, ha ribadito che il pericolo di fuga non poteva essere desunto dal mero status di straniero.

Le Motivazioni: L’errata valutazione del Pericolo di Fuga

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Pubblico Ministero, ritenendo fondate le sue argomentazioni. La Suprema Corte ha ribadito che l’articolo 274 lettera b) del codice di procedura penale, come modificato dalla legge n. 47 del 2015, richiede che il pericolo di fuga sia non solo concreto ma anche attuale. Tuttavia, questo requisito non implica l’esistenza di atti materiali che dimostrino l’inizio della fuga. È sufficiente un

Cosa significa “pericolo di fuga” in un processo penale?
Il pericolo di fuga indica la possibilità che una persona indagata o imputata si allontani per non affrontare il processo o la pena. È uno dei motivi per cui un giudice può applicare misure cautelari, come la custodia in carcere.

La sola condizione di straniero senza legami in Italia è sufficiente per stabilire il pericolo di fuga?
No, la giurisprudenza stabilisce che la semplice condizione di straniero non basta. Servono elementi concreti che dimostrino una reale e attuale intenzione di fuggire. Tuttavia, la mancanza di un radicamento stabile e una presenza funzionale al reato possono richiedere una valutazione più approfondita.

Cosa succede se un giudice valuta in modo errato il pericolo di fuga?
Se un giudice valuta in modo illogico o non conforme ai principi di legge il pericolo di fuga, la sua decisione può essere annullata da un tribunale superiore, come la Corte di Cassazione. Il caso viene quindi rinviato per un nuovo esame, dove il giudice dovrà applicare correttamente i principi stabiliti.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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