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Sospensione feriale dei termini: ricorso tardivo e condanna

Il Ricorrente ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d’Appello. Tuttavia, il deposito avvenuto il 29 novembre 2022, ben oltre la scadenza del termine fissato al 5 novembre 2022. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perch tardivo. I giudici hanno chiarito che i termini per la redazione e il deposito della sentenza con motivazione contestuale non beneficiano della sospensione feriale dei termini. Di conseguenza, il ritardo non pu essere giustificato dalla pausa estiva. Il Ricorrente stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 28373 Anno 2023
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Pubblicato il 15 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

La sospensione feriale dei termini e il ricorso in Cassazione

La gestione dei tempi nel processo penale rappresenta un elemento cruciale per la tutela dei diritti. Un errore di calcolo pu compromettere definitivamente la possibilit di difendersi davanti ai giudici di legittimit (la Corte di Cassazione). La sentenza in esame affronta proprio questo tema, focalizzandosi sulla corretta applicazione della sospensione feriale dei termini (la pausa estiva dei termini processuali che si applica dal primo al trentuno agosto di ogni anno). Molti operatori del diritto commettono l’errore di ritenere che ogni scadenza venga congelata durante il mese di agosto. La Corte di Cassazione ha invece ribadito un principio fondamentale che esclude tale beneficio in casi specifici, dichiarando inammissibile il ricorso presentato oltre i termini stabiliti dalla legge.

Il caso concreto: un ritardo fatale per la difesa

La vicenda nasce dal ricorso presentato da un cittadino, denominato Il Ricorrente, contro una sentenza pronunciata dalla Corte d’Appello. Il giudice di secondo grado aveva emesso una decisione con motivazione contestuale (la spiegazione scritta delle ragioni della decisione contestuale alla lettura del verdetto in udienza). Il termine ultimo per impugnare questa decisione scadeva il 5 novembre 2022. Il difensore del Ricorrente ha invece depositato l’atto di ricorso il 29 novembre 2022, accumulando un ritardo di ventiquattro giorni. La difesa ha probabilmente calcolato i tempi escludendo il periodo estivo, ritenendo applicabile la pausa d’agosto. Questo errore di valutazione ha segnato l’esito del giudizio, impedendo alla Suprema Corte di entrare nel merito dei motivi di impugnazione.

Quando non si applica la sospensione feriale dei termini

La legge prevede che i termini processuali subiscano un arresto temporaneo durante il periodo feriale per garantire il riposo degli avvocati e dei magistrati. Tuttavia, questa regola generale subisce importanti eccezioni. La sospensione feriale dei termini non si applica a tutte le fasi e a tutti gli atti del processo. In particolare, la giurisprudenza ha chiarito che i termini per la redazione e per il deposito della sentenza non sono soggetti a questa sospensione quando la motivazione contestuale. Se il giudice decide e motiva nello stesso momento, il tempo per proporre l’impugnazione inizia a decorrere immediatamente, senza subire interruzioni o congelamenti estivi. Chi deve presentare il ricorso deve quindi calcolare i giorni effettivi in modo continuo, senza sottrarre il mese di agosto dal computo totale.

Le motivazioni della Cassazione sulla sospensione feriale dei termini

I giudici della Suprema Corte hanno basato la loro decisione su un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato, citando anche una importante pronuncia delle Sezioni Unite. La Corte ha spiegato che la natura della sentenza con motivazione contestuale impone un calcolo rigoroso dei tempi. Poich la decisione e le sue ragioni sono immediatamente conoscibili dalle parti fin dal momento della lettura in udienza, non vi alcuna necessit di attendere un deposito successivo. Di conseguenza, i termini per la redazione e il deposito della sentenza non sono soggetti a sospensione nel periodo feriale. Il deposito del ricorso avvenuto il 29 novembre 2022 stato quindi considerato tardivo, poich il termine perentorio (il limite di tempo invalicabile stabilito dalla legge) era gi scaduto il 5 novembre dello stesso anno.

Le conclusioni della Cassazione sul ricorso tardivo

La Corte di Cassazione ha concluso il giudizio dichiarando l’inammissibilit del ricorso per tardivit. Il mancato rispetto dei termini processuali impedisce ai giudici di esaminare i motivi del ricorso, rendendo la sentenza di secondo grado definitiva e irrevocabile. Oltre alla perdita della possibilit di difesa, la decisione comporta conseguenze economiche severe per Il Ricorrente. I giudici lo hanno condannato al pagamento delle spese del procedimento. Inoltre, la Corte ha imposto al Ricorrente il pagamento di una sanzione pecuniaria pari a tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Questa sanzione viene applicata ogni volta che un ricorso viene dichiarato inammissibile a causa di errori formali o di una evidente infondatezza delle richieste.

Cosa succede se si presenta un ricorso in Cassazione in ritardo?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile, la sentenza impugnata diventa definitiva e il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.

La sospensione feriale si applica sempre ai termini per impugnare?
No, la sospensione feriale non si applica ai termini per la redazione e il deposito delle sentenze con motivazione contestuale.

Cos’ la Cassa delle ammende e perch si deve pagare?
Si tratta di un fondo pubblico a cui il ricorrente deve versare una somma di denaro, stabilita dal giudice, quando il suo ricorso viene dichiarato inammissibile.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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