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Sequestro preventivo per reati tributari: Cassazione conferma confisca

Un Amministratore e una Società hanno contestato un sequestro preventivo disposto per reati tributari, in particolare l’emissione di fatture false per evadere l’IVA e le imposte sui redditi. Il sequestro mirava alla confisca diretta del profitto illecito o, in alternativa, alla confisca per equivalente sui beni dell’Amministratore. Il Tribunale aveva respinto il loro ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi, confermando la legittimità del sequestro preventivo per reati tributari. La Corte ha ritenuto le motivazioni del Tribunale, relative alla sussistenza del reato (fumus) e al rischio di dispersione dei beni (periculum), chiare e sufficienti. I ricorrenti dovranno pagare le spese processuali.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 3 Num. 25640 Anno 2022
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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Il sequestro preventivo per reati tributari: un caso in Cassazione

Il sequestro preventivo per reati tributari rappresenta uno strumento cruciale per lo Stato nella lotta all’evasione fiscale. Questa misura cautelare blocca beni o somme di denaro per impedire che il profitto di un crimine venga disperso. La Corte di Cassazione ha recentemente ribadito principi importanti in materia, confermando la legittimità di un sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni legati a reati fiscali. Comprendere le dinamiche di queste decisioni è fondamentale per chiunque operi nel mondo aziendale.

La vicenda: fatture false e sequestro preventivo

La storia inizia con un Amministratore e una Società. Le autorità avevano disposto un sequestro preventivo sui beni della Società e, in caso di beni insufficienti, sui beni dell’Amministratore. Questo sequestro mirava a confiscare il profitto di un reato tributario. Il reato contestato riguardava l’emissione di fatture per operazioni inesistenti. Queste fatture servivano a creare costi fittizi. L’obiettivo era evadere l’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA) e le imposte sui redditi. Il Tribunale aveva già confermato il sequestro, ritenendo valide le accuse e le motivazioni alla base della misura.

Le contestazioni dei ricorrenti sul sequestro preventivo

L’Amministratore e la Società non si sono arresi. Hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione. Hanno sostenuto che il sequestro fosse illegittimo. I ricorrenti lamentavano una motivazione

Che cos’è il sequestro preventivo?
Il sequestro preventivo è una misura cautelare che blocca beni o somme di denaro per impedire che un reato si aggravi, che i beni vengano usati per commettere altri reati o che il profitto del reato venga disperso.

Quali sono le conseguenze dell’emissione di fatture per operazioni inesistenti?
L’emissione di fatture per operazioni inesistenti costituisce un reato tributario grave, finalizzato all’evasione fiscale, e può portare al sequestro dei beni corrispondenti al profitto illecito e a sanzioni penali.

Un amministratore di società può subire personalmente un sequestro per reati tributari commessi dall’azienda?
Sì, se il profitto del reato non è più disponibile presso la società, il sequestro può essere esteso ai beni personali dell’amministratore, fino al valore equivalente del profitto illecito.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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