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Schiaffo e lite: la Cassazione dichiara l’inammissibilità ricorso penale

Una Donna è stata condannata per aver schiaffeggiato un’altra persona durante una lite legata a questioni lavorative dei rispettivi mariti. Dopo la condanna in primo e secondo grado per il reato di percosse, la Donna ha presentato ricorso in Cassazione. Ha contestato una presunta nullità processuale per mancata comunicazione di un’udienza durante il periodo COVID-19 e un travisamento della prova. La Corte di Cassazione ha dichiarato l’inammissibilità ricorso penale, ritenendo le eccezioni generiche e prive dei requisiti necessari per un esame nel merito. La decisione conferma la condanna precedente e impone alla ricorrente il pagamento delle spese processuali e di una sanzione.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 5 Num. 32588 Anno 2022
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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

La Cassazione e l’Inammissibilità del Ricorso Penale: Un Caso di Percosse

La Corte di Cassazione ha recentemente affrontato un caso che evidenzia l’importanza del rispetto delle procedure legali, in particolare per quanto riguarda l’inammissibilità ricorso penale. La sentenza in esame chiarisce i limiti entro cui è possibile contestare le decisioni dei giudici di merito, specialmente quando le argomentazioni presentate risultano generiche o già superate. Comprendere questi principi è fondamentale per chiunque si trovi ad affrontare un procedimento giudiziario.

Il Fatto: Uno Schiaffo e le Sue Conseguenze

La vicenda ha avuto inizio con una lite tra due Donne. Una di loro, la Ricorrente, ha schiaffeggiato l’altra, la Persona Offesa, al termine di una discussione accesa. La lite riguardava i rapporti lavorativi dei rispettivi mariti. Questo gesto ha portato all’accusa di percosse, un reato che consiste nel colpire una persona senza causarle lesioni gravi o malattie.

Il Percorso Giudiziario Fino alla Cassazione

Il Giudice di Pace ha condannato la Ricorrente al pagamento di una multa di 150 euro per il reato di percosse. Ha anche disposto il risarcimento dei danni a favore della Persona Offesa, da quantificare in un momento successivo. Il Tribunale ha poi confermato questa decisione. La Ricorrente, non soddisfatta, ha deciso di presentare ricorso alla Corte di Cassazione, l’ultimo grado di giudizio.

Le Contestazioni della Ricorrente: Nullità e Travisamento della Prova

Nel suo ricorso, la Ricorrente ha sollevato due punti principali. Ha sostenuto una presunta nullità (un vizio grave del procedimento) dovuta alla mancata comunicazione di un’udienza di rinvio, avvenuta durante il periodo delle restrizioni COVID-19. Ha poi lamentato un travisamento della prova, affermando che le testimonianze e l’accertamento medico non erano stati valutati correttamente, portando a incertezze sulla sua colpevolezza. Il travisamento della prova si verifica quando il giudice interpreta male o ignora elementi di prova cruciali.

L’Inammissibilità del Ricorso Penale: Cosa Significa

La Corte di Cassazione ha dichiarato l’inammissibilità ricorso penale. Questo significa che il ricorso non è stato esaminato nel merito, cioè non si è entrati nel dettaglio delle questioni sollevate dalla Ricorrente. L’inammissibilità si verifica quando un ricorso non rispetta i requisiti formali o sostanziali previsti dalla legge. È una decisione preliminare che impedisce l’analisi approfondita delle argomentazioni.

Le Motivazioni: Perché il ricorso penale è stato dichiarato inammissibile

La Corte ha spiegato le ragioni di questa inammissibilità ricorso penale. L’eccezione di nullità è stata considerata troppo generica e poco chiara. Non forniva riferimenti precisi alla violazione del diritto di difesa e non specificava quale notifica di rinvio fosse stata omessa. La Corte ha anche notato che questa eccezione era già stata sollevata e decisa in un precedente grado di giudizio. Riguardo al travisamento della prova, la Cassazione ha ritenuto che la Ricorrente non avesse identificato in modo specifico gli atti processuali contestati, né avesse dimostrato in che modo questi avrebbero compromesso la logica della sentenza impugnata. Un ricorso per travisamento della prova deve indicare chiaramente l’elemento probatorio, la sua incompatibilità con la ricostruzione dei fatti e la sua decisività. La Ricorrente non ha soddisfatto questi criteri.

Le Conclusioni: La conferma della condanna e le spese del ricorso penale

La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato inammissibile il ricorso. Di conseguenza, la condanna per percosse inflitta alla Ricorrente è diventata definitiva. La Ricorrente è stata anche condannata a pagare le spese processuali. Inoltre, la Corte ha ritenuto che la presentazione di un ricorso inammissibile costituisse una colpa, e per questo ha imposto il versamento di una somma di tremila euro a favore della Cassa delle ammende, un fondo pubblico destinato a ricevere le somme derivanti da multe e sanzioni penali. Questa decisione sottolinea l’importanza di presentare ricorsi ben fondati e specifici, evitando contestazioni generiche o già risolte.

Cosa succede se un ricorso viene dichiarato inammissibile?
Se un ricorso è dichiarato inammissibile, la decisione precedente diventa definitiva e non può più essere contestata. Inoltre, la parte che ha proposto il ricorso può essere condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

Quali sono i requisiti per presentare un ricorso in Cassazione?
Per presentare un ricorso in Cassazione, è necessario rispettare precisi requisiti formali e sostanziali. Le contestazioni devono essere specifiche, fondate su vizi di legge o di motivazione ben circostanziati, e non possono limitarsi a riproporre questioni già esaminate o generiche.

La mancata comunicazione di un’udienza causa sempre la nullità del processo?
No, non sempre. Durante periodi eccezionali, come quello pandemico, le modalità di comunicazione potevano essere diverse. Per causare nullità, la mancata comunicazione deve dimostrarsi inidonea a garantire il diritto di difesa e non essere stata sanata o già oggetto di precedenti decisioni.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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