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Sanatoria Frazionata: la Cassazione nega l’escamotage, sì alla demolizione

La Corte di Cassazione conferma l’ordine di demolizione per una sopraelevazione abusiva. Due fratelli avevano tentato di regolarizzare l’opera tramite una sanatoria edilizia frazionata, presentando due domande separate per eludere i limiti di volume imposti dalla legge. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: l’edificio deve essere considerato come un complesso unitario. Poiché il volume totale dell’abuso superava la soglia consentita, le sanatorie sono state ritenute illegittime. La furbizia di frazionare le domande non è servita a bloccare la demolizione, che diventa quindi definitiva.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 4 Num. 19968 Anno 2023
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Pubblicato il 11 maggio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Sanatoria Edilizia Frazionata: Un Caso di Abuso Edilizio

Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito un punto cruciale in materia di abusi edilizi, stabilendo che una sanatoria edilizia frazionata non può essere utilizzata come stratagemma per aggirare i limiti di legge. Questo caso offre uno spunto importante per comprendere come la giustizia valuti gli interventi edilizi illegali nel loro complesso, senza lasciarsi ingannare da divisioni formali. La decisione conferma che l’edificio va considerato come un’entità unica, e se l’abuso supera le soglie previste, la demolizione è l’unica conseguenza possibile.

La Vicenda: Una Sopraelevazione Senza Permessi

I protagonisti della vicenda sono due fratelli, proprietari di un immobile. Essi decidono di realizzare un’imponente sopraelevazione, aggiungendo due nuovi piani all’edificio preesistente. Il problema è che eseguono i lavori in totale assenza dei permessi di costruire necessari. Le autorità accertano l’abuso e, dopo il processo penale, i due vengono condannati. La sentenza, divenuta definitiva, include anche l’ordine di demolire le opere costruite illegalmente.

Il Tentativo di Evitare la Demolizione con la Sanatoria

Di fronte alla prospettiva concreta di vedere il proprio investimento abbattuto, i due fratelli tentano una mossa per regolarizzare la situazione. Sfruttando una legge speciale, presentano domanda di sanatoria. La legge, però, pone un limite preciso: la sanatoria è possibile solo per abusi che non superino un certo volume, fissato in 750 metri cubi. L’intera sopraelevazione eccede questo limite. Per aggirare l’ostacolo, i fratelli presentano due domande di sanatoria distinte, una per ciascun appartamento, sostenendo che, presi singolarmente, rientravano nei limiti di volume. Inizialmente, ottengono i permessi in sanatoria, ma la Procura si oppone.

Il Principio dell’Edificio Unitario nella Sanatoria Edilizia Frazionata

La questione arriva fino alla Corte di Cassazione. I giudici si concentrano sul punto centrale: è legittimo considerare l’abuso in modo frazionato? La risposta è un netto no. La Corte stabilisce che, ai fini della sanatoria, l’edificio deve essere valutato come un complesso unitario. L’intervento di sopraelevazione, anche se destinato a creare due appartamenti distinti, è stato realizzato in un unico contesto e fa capo a un unico centro di interesse. Frazionare le domande è stato un tentativo artificioso di eludere la legge.

Le motivazioni: perché la sanatoria edilizia frazionata è stata respinta

La Corte ha motivato la sua decisione su basi logiche e giuridiche solide. In primo luogo, ha osservato che l’intero intervento di sopraelevazione era frutto di un unico progetto illegale. La successiva divisione in due unità non cambia la natura unitaria dell’abuso originario. In secondo luogo, i giudici hanno sottolineato che permettere una sanatoria edilizia frazionata creerebbe una pericolosa falla nel sistema, consentendo a chiunque di superare i limiti di legge semplicemente dividendo formalmente un grande abuso in tanti piccoli abusi. Infine, la Corte ha ritenuto irrilevante che i due appartamenti fossero stati intestati a persone diverse, perché l’abuso era stato commesso in comunione tra i fratelli, che condividevano un unico diritto a sopraelevare.

Le conclusioni: Demolizione confermata e un principio chiaro

L’esito finale è stato l’annullamento dei permessi in sanatoria e la conferma dell’ordine di demolizione. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dei due fratelli, condannandoli anche al pagamento delle spese processuali. Questa sentenza ribadisce un principio fondamentale: la legge non può essere aggirata con espedienti formali. L’abuso edilizio va considerato nella sua interezza e, se supera i limiti per la sanatoria, non ci sono scorciatoie. L’ordine di demolizione, in questi casi, riacquista piena efficacia e deve essere eseguito.

Posso presentare più domande di sanatoria per diverse parti dello stesso immobile abusivo?
No. La Cassazione ha stabilito che l’edificio deve essere considerato come un’unica entità. Se il volume totale dell’abuso supera i limiti di legge, il frazionamento delle domande non è un espediente valido.

Una sanatoria ottenuta dopo la condanna penale blocca sempre l’ordine di demolizione?
Non automaticamente. Il giudice deve verificare che la sanatoria sia stata ottenuta in modo legittimo. Se, come in questo caso, la sanatoria viola i presupposti di legge, l’ordine di demolizione resta valido e deve essere eseguito.

Cosa si intende per ‘unico centro di interesse’ in un abuso edilizio?
Significa che, anche in presenza di più proprietari o più unità immobiliari, l’intervento abusivo viene considerato nel suo complesso come un’unica opera, specialmente se realizzato in un unico contesto e con un progetto unitario.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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