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Rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale: i limiti in appello

Un uomo, condannato in appello per lesioni personali aggravate, ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la mancata audizione di una testimone della difesa durante il secondo grado di giudizio. La difesa sosteneva che la Corte d’Appello avrebbe dovuto disporre la rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l’obbligo di rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale non si applica indistintamente a tutte le prove del primo grado, ma soltanto a quelle decisive e oggetto di specifica contestazione nell’atto di appello. Poiché le dichiarazioni della testimone non erano state considerate rilevanti nemmeno dal primo giudice, la loro mancata riassunzione è legittima. L’imputato è stato condannato al pagamento delle spese e della sanzione pecuniaria.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 36733 Anno 2023
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Pubblicato il 16 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Il caso e la richiesta di rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale

La vicenda trae origine da una condanna pronunciata in secondo grado nei confronti di un soggetto accusato del reato di lesioni personali aggravate. In primo grado, il Tribunale aveva valutato la vicenda giungendo a una determinata conclusione, ma il pubblico ministero aveva proposto appello per ottenere una riforma della decisione. Nel corso del giudizio di secondo grado, la Corte d’Appello ha accolto l’impugnazione dell’accusa, giungendo alla condanna dell’imputato anche per i profili civili connessi al danno arrecato. Di contro, lo stesso imputato è stato assolto dall’accusa di ingiuria poiché il fatto non è più previsto dalla legge come reato, a seguito della depenalizzazione della fattispecie. La difesa ha quindi deciso di ricorrere dinanzi alla Corte di Cassazione, lamentando la violazione delle regole processuali e, in particolare, la mancata rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale. Secondo la tesi difensiva, i giudici di secondo grado avrebbero dovuto ascoltare nuovamente una testimone a discarico per garantire il diritto alla difesa e la completezza dell’accertamento giudiziale.

Quando scatta l’obbligo di riascoltare i testimoni in appello

Il processo penale italiano prevede che il giudizio di appello sia prevalentemente di natura cartolare, basato cioè sull’analisi dei documenti e dei verbali redatti durante il primo grado. Tuttavia, esistono situazioni specifiche in cui si rende necessario procedere alla riapertura della fase istruttoria. La legge disciplina questi casi per evitare che una decisione di assoluzione venga ribaltata in condanna senza che il nuovo giudice abbia potuto percepire direttamente la credibilità delle fonti di prova dichiarativa. Questo meccanismo di garanzia non si traduce però in un diritto incondizionato della difesa a ottenere la ripetizione di ogni singola deposizione testimoniale. La giurisprudenza ha delineato confini molto rigidi per evitare che la richiesta di nuove audizioni si trasformi in uno strumento per allungare ingiustificatamente i tempi del processo, nel rispetto del principio costituzionale della ragionevole durata del giudizio.

Le motivazioni della decisione sulla rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della difesa, confermando la correttezza dell’operato dei giudici d’appello. Nelle motivazioni del provvedimento, i giudici di legittimità hanno chiarito che l’obbligo di rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale non riguarda indistintamente tutte le prove dichiarative raccolte nel corso del primo grado di giudizio. Questo adempimento è limitato esclusivamente a quelle prove che, secondo le specifiche contestazioni sollevate nell’atto di impugnazione, sono state oggetto di un’erronea valutazione da parte del primo giudice e che risultano decisive ai fini del giudizio sulla responsabilità dell’imputato. Nel caso in esame, le dichiarazioni rese dalla testimone indicata dalla difesa non erano state nemmeno prese in considerazione dal Tribunale di primo grado nella motivazione della sentenza originaria. Di conseguenza, non essendoci alcuna valutazione precedente da smentire o correggere su quel punto specifico, la richiesta di una nuova audizione è stata ritenuta del tutto priva di rilevanza e utilità pratica.

Le conclusioni della Cassazione e le conseguenze pratiche

La Suprema Corte ha concluso dichiarando inammissibile il ricorso proposto dall’imputato, mettendo la parola fine alla vicenda giudiziaria. Questa decisione comporta la definitività della condanna per il reato di lesioni personali aggravate, con il conseguente obbligo di risarcire i danni cagionati alla parte civile. Oltre alla conferma della responsabilità penale, la dichiarazione di inammissibilità comporta conseguenze economiche dirette per il ricorrente. L’imputato è stato infatti condannato al pagamento delle spese processuali sostenute per il giudizio di legittimità e al versamento della somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Questa sanzione pecuniaria viene applicata ogni volta che il ricorso viene ritenuto manifestamente infondato o proposto in violazione delle regole procedurali, sanzionando l’abuso dello strumento giudiziario.

Quando è obbligatorio riascoltare un testimone in appello?
L’obbligo sussiste solo per le prove dichiarative ritenute decisive che sono state oggetto di specifica contestazione nell’atto di impugnazione.

Cosa succede se il ricorso in Cassazione viene dichiarato inammissibile?
La sentenza di condanna diventa definitiva e il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria.

Si può chiedere la rinnovazione dell’istruttoria per qualsiasi prova?
No, la richiesta deve riguardare esclusivamente prove decisive per il giudizio e non elementi ritenuti irrilevanti dal primo giudice.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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