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Rimessione del Processo: Clamore Mediatico non Basta alla Cassazione

Due imputate per diffamazione hanno chiesto la **rimessione del processo**, cioè lo spostamento del caso a un altro tribunale. Hanno sostenuto che il clamore mediatico e il possibile coinvolgimento indiretto del giudice locale avrebbero compromesso l’imparzialità del giudizio. La Corte di Cassazione ha dichiarato la richiesta inammissibile. Ha ribadito che la rimessione del processo è una misura eccezionale. Richiede prove concrete di parzialità, non solo valutazioni soggettive o il clamore mediatico. Le imputate sono state condannate a pagare le spese processuali e una sanzione.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 5 Num. 26199 Anno 2022
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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

La Rimessione del processo: quando il clamore non basta

La rimessione del processo è un istituto giuridico che permette di spostare un procedimento da un tribunale a un altro. Questo avviene in situazioni eccezionali, quando si teme che il giudice naturale (quello che dovrebbe occuparsi del caso) non possa garantire un giudizio imparziale. La Corte di Cassazione ha recentemente affrontato un caso che chiarisce i limiti di questa possibilità, in particolare quando la richiesta si basa su presunti clamori mediatici o valutazioni soggettive.

Il caso di diffamazione e la richiesta di spostamento

I fatti riguardano due persone accusate di diffamazione. Le due imputate, in qualità di inviate di una trasmissione televisiva, avrebbero offeso la reputazione di un avvocato. Quest’ultimo ricopriva il ruolo di amministratore di sostegno per una persona anziana. Le imputate avrebbero sostenuto, in modo non veritiero, che l’avvocato avesse agito contro gli interessi della persona assistita.

Le ragioni dietro la richiesta di Rimessione del processo

Le imputate hanno chiesto la rimessione del processo a un altro tribunale. Hanno presentato diverse motivazioni. Primo, la vicenda aveva suscitato un forte clamore mediatico, sia a livello locale che nazionale. Secondo, il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) aveva aperto un’indagine per tutelare il giudice che aveva nominato l’amministratore di sostegno. Terzo, il giudice del processo avrebbe dovuto valutare l’operato dell’amministratore di sostegno, e quindi, indirettamente, anche quello del giudice tutelare che lo aveva nominato. Questo, secondo le imputate, avrebbe potuto compromettere l’imparzialità del giudizio.

Il carattere eccezionale della Rimessione del processo

La Corte di Cassazione ha ricordato che la rimessione del processo è una misura eccezionale. Essa rappresenta una deroga al principio del ‘giudice naturale precostituito per legge’. Questo principio garantisce che ogni cittadino sia giudicato da un giudice la cui competenza è stabilita in anticipo dalla legge, assicurando imparzialità. Per questo motivo, le norme sulla rimessione vanno interpretate in modo molto restrittivo. La ‘grave situazione locale’ che giustifica la rimessione deve essere un fenomeno esterno al normale dibattito processuale. Deve indicare un rischio concreto di parzialità del tribunale o una lesione della libertà di decisione dei partecipanti.

Le motivazioni: il clamore mediatico non basta

La Corte ha dichiarato la richiesta di rimessione inammissibile. Le imputate avevano basato la loro richiesta su valutazioni soggettive e previsioni. Hanno sostenuto che il processo avrebbe catalizzato l’attenzione locale e che sarebbe stato inopportuno che un magistrato del Tribunale di Lecco giudicasse il caso. Tuttavia, la Corte ha specificato che il clamore mediatico o le iniziative a tutela del giudice non costituiscono, di per sé, ragioni sufficienti per la rimessione. Non c’erano elementi concreti che dimostrassero un rischio reale di parzialità. Le argomentazioni presentate non superavano la soglia della genericità e dell’apoditticità (affermazioni non provate).

Le conclusioni: richiesta respinta e condanna alle spese

La Corte di Cassazione ha quindi respinto la richiesta di rimessione del processo. Ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Le imputate sono state condannate a pagare le spese processuali. Inoltre, dovranno versare tremila euro alla cassa delle ammende. Questo significa che la giustizia ha ritenuto che non vi fossero le condizioni eccezionali previste dalla legge per spostare il processo. Il tribunale originario era considerato in grado di garantire un giudizio equo e imparziale.

Cos’è la rimessione del processo?
La rimessione del processo è la possibilità di spostare un procedimento penale da un tribunale a un altro, in casi eccezionali, quando si teme che il giudice naturale non possa garantire un giudizio imparziale a causa di gravi situazioni locali.

Quando si può chiedere la rimessione di un processo?
Si può chiedere la rimessione solo in presenza di una ‘grave situazione locale’ che indichi un rischio concreto di parzialità del tribunale o una lesione della libertà di decisione dei partecipanti. Il semplice clamore mediatico o valutazioni soggettive non sono sufficienti.

Cosa succede se la richiesta di rimessione è inammissibile?
Se la richiesta di rimessione è dichiarata inammissibile, il processo prosegue presso il tribunale originario. Inoltre, chi ha presentato la richiesta può essere condannato a pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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