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Ricorso tardivo: inammissibile anche per prescrizione

La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento per ricettazione. Il motivo principale è il ricorso tardivo, presentato oltre i termini perentori di legge. La Corte chiarisce che la tardività dell’impugnazione impedisce di esaminare nel merito ogni altra questione, inclusa la presunta prescrizione del reato sollevata dalla difesa.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 27794 Anno 2024
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Pubblicato il 30 gennaio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso Tardivo e Prescrizione: La Cassazione Fa Chiarezza

L’ordinanza in esame della Corte di Cassazione, Sezione Penale, offre un’importante lezione sull’importanza dei termini processuali, evidenziando come un ricorso tardivo possa vanificare qualsiasi argomento difensivo, anche quello potenzialmente decisivo della prescrizione del reato. Il caso riguarda una condanna per ricettazione, definita con il rito del patteggiamento, ma l’analisi della Corte si concentra su un aspetto puramente procedurale che ha precluso ogni discussione nel merito.

I Fatti del Caso: Dalla Ricettazione al Patteggiamento

Una persona era stata accusata del reato di ricettazione (art. 648 c.p.) per un dipinto risultato provento di un furto denunciato anni prima. Le parti processuali avevano raggiunto un accordo per l’applicazione della pena su richiesta, comunemente noto come patteggiamento. Il Tribunale di Palermo, accogliendo la richiesta, aveva applicato la pena di 8 mesi di reclusione e 300 euro di multa, riconoscendo una circostanza attenuante e la riduzione per il rito. La pena era stata poi sospesa condizionalmente.

I Motivi del Ricorso in Cassazione

Nonostante l’accordo sul patteggiamento, la difesa aveva proposto ricorso per Cassazione, lamentando che il giudice di merito non avesse verificato la sussistenza delle condizioni per un proscioglimento immediato, come previsto dall’art. 129 del codice di procedura penale. In particolare, il difensore sosteneva che il reato fosse già estinto per prescrizione prima della pronuncia della sentenza impugnata, tenendo conto anche degli eventi sospensivi e interruttivi.

La Decisione della Corte: il Ricorso Tardivo Prevale su Tutto

La Corte di Cassazione non è nemmeno entrata nel merito della questione della prescrizione. La sua decisione si è fermata a una verifica preliminare: la tempestività dell’impugnazione. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché ricorso tardivo.

La Corte ha ricostruito con precisione le scadenze:

  1. Pronuncia della sentenza: 9 gennaio 2024.
  2. Deposito della sentenza: 22 gennaio 2024.
  3. Termine per l’impugnazione: 30 giorni dal deposito, scaduti quindi il 24 febbraio 2024.
  4. Trasmissione del ricorso: 8 marzo 2024.

Essendo stato presentato ben oltre la scadenza, il ricorso è stato giudicato “pacificamente tardivo”, determinandone l’immediata inammissibilità.

Le Motivazioni della Corte

La motivazione della Corte è cristallina e si fonda su un principio cardine del diritto processuale: la questione di ammissibilità precede e assorbe ogni altra valutazione. L’inammissibilità del ricorso preclude la possibilità di esaminare i motivi posti a suo fondamento. In questo contesto, anche un’eccezione potenzialmente fondata come quella sulla prescrizione non può essere presa in considerazione.

Per completezza, la Corte ha aggiunto due importanti precisazioni, citando la propria giurisprudenza consolidata:

  • Inammissibilità e prescrizione: L’inammissibilità del ricorso per cassazione non consente di esaminare un motivo nuovo o un’eccezione riguardante la prescrizione. La valutazione sulla tardività è prioritaria e definitiva.
  • Prescrizione e patteggiamento: Dopo le recenti riforme, la maturata prescrizione non è più deducibile in Cassazione per le sentenze di patteggiamento, in quanto non determina l'”illegalità della pena concordata” ai sensi dell’art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen.

Infine, a titolo puramente esemplificativo, i giudici hanno rilevato che, in ogni caso, il reato in questione non si sarebbe prescritto prima del 10 maggio 2025, smentendo quindi anche nel merito l’assunto difensivo.

Conclusioni: L’Importanza dei Termini Processuali

Questa ordinanza ribadisce un insegnamento fondamentale: nel processo penale, la forma e le scadenze sono sostanza. Il rispetto perentorio dei termini per l’impugnazione è un requisito imprescindibile per poter sottoporre le proprie ragioni al giudice del grado successivo. Un ricorso tardivo è un errore fatale che rende sterile qualsiasi sforzo difensivo, con la conseguenza non solo di vedere confermata la decisione impugnata, ma anche di essere condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle Ammende.

Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
La ragione è che si trattava di un ricorso tardivo. È stato presentato l’8 marzo 2024, mentre il termine perentorio stabilito dalla legge per impugnare la sentenza scadeva il 24 febbraio 2024.

Se un ricorso è tardivo, la Corte di Cassazione può comunque valutare se il reato era prescritto?
No. Secondo la costante giurisprudenza della Corte, l’inammissibilità del ricorso per tardività è una questione preliminare che impedisce l’esame di qualsiasi motivo nel merito, compresa l’eccezione di prescrizione del reato.

Quali sono le conseguenze per chi presenta un ricorso inammissibile?
La parte che ha proposto il ricorso viene condannata al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una somma di denaro (in questo specifico caso, tremila euro) in favore della Cassa delle Ammende.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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