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Ricorso Penale Tardivo: La Cassazione Dichiara l’Inammissibilità

Il Procuratore Generale ha impugnato una sentenza del G.I.P. che aveva applicato una pena su richiesta per reati come riciclaggio e usura, lamentando l’omessa decisione sulla confisca dei beni. La difesa del condannato ha eccepito l’inammissibilità del ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso penale presentato dal Procuratore Generale. Il motivo è stato il superamento dei termini per l’impugnazione, calcolati anche tenendo conto della sospensione feriale. Il ricorso era stato depositato ben oltre la scadenza del 30 settembre 2021.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 35919 Anno 2022
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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

L’inammissibilità del ricorso penale: quando un appello è troppo tardi

Nel mondo del diritto, il rispetto dei tempi è fondamentale. Un errore nella tempistica può rendere un’azione legale inutile. Questo principio è cruciale anche per l’inammissibilità del ricorso penale, come dimostra una recente sentenza della Corte di Cassazione. La decisione evidenzia l’importanza di rispettare i termini processuali, anche per il Pubblico Ministero, per garantire la validità delle impugnazioni.

Il caso: un ricorso penale per omessa confisca

Un Procuratore Generale ha presentato un ricorso contro una sentenza emessa da un Giudice per le Indagini Preliminari (G.I.P.). Questa sentenza aveva applicato una pena su richiesta delle parti, riguardante reati gravi come il riciclaggio, il trasferimento fraudolento di valori e l’usura. Il Procuratore Generale lamentava che il G.I.P. non si fosse pronunciato sulla confisca dei beni, cioè sulla sottrazione forzata dei beni che rappresentavano il profitto o il prezzo dei reati. Questi beni erano già stati sequestrati. Il condannato, tramite il suo avvocato, ha contestato il ricorso, sostenendo che fosse inammissibile.

I termini per l’impugnazione e la sospensione feriale

La legge stabilisce precisi termini per impugnare una sentenza. L’articolo 585 del Codice di Procedura Penale (c.p.p.) fissa in trenta giorni il termine per presentare un ricorso. Questo termine inizia a decorrere dal giorno in cui la sentenza viene depositata o comunicata alle parti. Nel caso specifico, la sentenza del G.I.P. è stata pronunciata e depositata il 29 luglio 2021. La comunicazione alla Procura Generale è avvenuta il 27 agosto 2021. È importante considerare anche la cosiddetta ‘sospensione feriale dei termini’, un periodo estivo (dal 1° al 31 agosto) in cui i termini processuali sono sospesi. Questo significa che il conteggio dei giorni utili per l’impugnazione riprende solo dopo la fine della sospensione.

Perché il ricorso penale è stato dichiarato inammissibile

La Corte di Cassazione ha esaminato attentamente i tempi. La sentenza del G.I.P. è stata comunicata alla Procura Generale il 27 agosto 2021. Considerando la sospensione feriale, il termine di trenta giorni per presentare il ricorso è ripreso a decorrere dal 1° settembre 2021. Di conseguenza, la scadenza ultima per presentare l’impugnazione era il 30 settembre 2021. Tuttavia, il Procuratore Generale ha depositato il ricorso solo il 7 dicembre 2021. Questa data si trovava ben oltre la scadenza prevista dalla legge. Per questo motivo, la Corte ha ritenuto il ricorso tardivo e, di conseguenza, inammissibile. La tardività è una delle cause principali di inammissibilità ricorso penale.

Le motivazioni della sentenza sull’inammissibilità ricorso penale

La Corte ha motivato la decisione sull’inammissibilità del ricorso penale basandosi sulla chiara violazione dei termini procedurali. Ha richiamato l’articolo 544, comma 2, c.p.p., che regola il deposito delle sentenze, e l’articolo 585, comma 1, lettera b), c.p.p., che stabilisce i termini per l’impugnazione. La sentenza ha evidenziato come la comunicazione dell’avviso di deposito alla Procura Generale fosse avvenuta in una data specifica e come, anche tenendo conto della sospensione feriale, il termine ultimo fosse stato ampiamente superato. Non c’erano dubbi sulla tardività del ricorso, rendendone inevitabile l’inammissibilità.

Le conclusioni: chi vince e le conseguenze dell’inammissibilità ricorso penale

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso del Procuratore Generale inammissibile. Questo significa che il ricorso non è stato esaminato nel merito. Il Procuratore Generale, pur avendo sollevato una questione rilevante come l’omessa confisca, non ha ottenuto una nuova valutazione da parte della Cassazione a causa del ritardo nella presentazione dell’impugnazione. Di fatto, il condannato ha prevalso su questa specifica questione procedurale. La sentenza del G.I.P. rimane quindi definitiva per quanto riguarda l’aspetto impugnato, senza che la Corte di Cassazione si pronunci sulla questione della confisca. L’esito sottolinea l’importanza cruciale della diligenza nel rispetto dei termini processuali per tutte le parti coinvolte in un procedimento penale.

Cosa rende un ricorso penale inammissibile?
Un ricorso penale può essere dichiarato inammissibile per vari motivi, tra cui la tardività (presentazione oltre i termini previsti), la mancanza dei requisiti formali o la manifesta infondatezza dei motivi addotti.

Come si calcolano i termini per presentare un ricorso in Cassazione?
I termini si calcolano a partire dalla data di deposito o comunicazione della sentenza. Generalmente sono trenta giorni, ma possono variare. È fondamentale considerare anche la sospensione feriale dei termini, che interrompe il conteggio durante il periodo estivo.

Che cos’è la sospensione feriale dei termini e come influisce sui ricorsi?
La sospensione feriale dei termini è un periodo, di solito dal 1° al 31 agosto, in cui i termini processuali sono sospesi. Questo significa che il conteggio dei giorni per compiere atti legali si ferma e riprende solo dopo la fine di tale periodo, prolungando di fatto la scadenza.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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