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Ricorso Penale Tardivo: La Cassazione Conferma l’Inammissibilità

La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di inammissibilità ricorso penale dovuto a tardività. Un soggetto indagato aveva presentato ricorso contro un’ordinanza del Tribunale del riesame che aveva dichiarato inammissibile la sua richiesta di riesame di una misura cautelare. La Suprema Corte ha confermato l’inammissibilità, poiché il ricorso era stato depositato presso un tribunale diverso da quello competente e, di conseguenza, era pervenuto all’ufficio corretto oltre il termine perentorio di quindici giorni. La sentenza ribadisce l’importanza di depositare le impugnazioni cautelari direttamente presso la cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 6 Num. 31382 Anno 2022
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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

L’Inammissibilità del Ricorso Penale: Quando un Errore di Forma Costa Caro

L’ordinanza della Corte di Cassazione, Sezione Penale, n. 31382 del 2022, offre un importante chiarimento sui termini e le modalità di presentazione del ricorso penale, specialmente in materia di misure cautelari. Questa decisione sottolinea come la tempestività e la corretta individuazione dell’ufficio competente per il deposito di un atto giudiziario siano elementi fondamentali. Un errore procedurale, anche se apparentemente minore, può portare all’inammissibilità ricorso penale, precludendo l’esame nel merito della questione. Comprendere questi meccanismi è cruciale per chiunque si trovi ad affrontare un procedimento giudiziario.

Il Fatto: Un Ricorso Penale Depositato nel Luogo Sbagliato

Un cittadino, sottoposto a indagine, aveva impugnato un’ordinanza del Tribunale del riesame di Potenza. Questa ordinanza aveva dichiarato inammissibile la sua precedente richiesta di riesame di una misura cautelare. Il cittadino, tramite il suo avvocato, ha presentato un ricorso penale alla Corte di Cassazione, chiedendo l’annullamento della decisione del Tribunale di Potenza. L’avvocato sosteneva che il Tribunale avesse violato alcune norme del codice di procedura penale.

La Questione della Tardività del Ricorso Penale

La Corte di Cassazione ha esaminato il caso e ha rilevato un problema fondamentale: la tardività del ricorso. L’ordinanza del Tribunale del riesame era stata notificata al difensore il 31 marzo 2022 e alla persona indagata il 2 aprile 2022. Il ricorso alla Cassazione, tuttavia, è stato depositato presso il Tribunale di Roma l’11 aprile 2022 e solo il 22 aprile 2022 è pervenuto al Tribunale di Potenza, l’ufficio competente.

I Termini Perentori per il Ricorso Penale

Il codice di procedura penale stabilisce termini precisi per la presentazione dei ricorsi. In questo caso, l’articolo 586, comma 1, lettera a), del codice di procedura penale prevede un termine di quindici giorni. Questo termine è “perentorio”, il che significa che non può essere prorogato e il suo mancato rispetto comporta l’inammissibilità dell’atto. La Corte ha quindi dovuto valutare se il ricorso fosse stato presentato entro questi quindici giorni.

Il Principio di Diritto: Dove Depositare il Ricorso Penale

La Suprema Corte ha ribadito un principio consolidato in materia di impugnazioni cautelari. Il ricorso per cassazione contro una decisione del tribunale del riesame deve essere presentato esclusivamente presso la cancelleria (l’ufficio amministrativo) del tribunale che ha emesso la decisione. Se il ricorso viene presentato a un ufficio diverso, il rischio di tardività ricade interamente sul ricorrente. La data che conta per stabilire la tempestività non è quella del primo deposito, ma quella in cui l’atto perviene all’ufficio competente a riceverlo.

Le Motivazioni: Perché il Ricorso Penale è Stato Dichiarato Inammissibile

La Corte di Cassazione ha motivato la sua decisione sulla base del principio appena esposto. Il ricorso del cittadino, pur essendo stato depositato presso il Tribunale di Roma l’11 aprile 2022, è arrivato al Tribunale di Potenza, l’ufficio corretto, solo il 22 aprile 2022. Considerando che l’ordinanza era stata notificata al difensore il 31 marzo 2022, il termine di quindici giorni era scaduto ben prima del 22 aprile. Il deposito presso un ufficio non competente ha causato un ritardo che ha reso il ricorso penale tardivo e, di conseguenza, inammissibile. La Corte ha applicato la procedura “de plano” (senza ulteriori formalità) per dichiarare l’inammissibilità.

Le Conclusioni: Le Conseguenze dell’Inammissibilità Ricorso Penale

L’esito per il cittadino è stato negativo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso penale inammissibile. Questo significa che la sua impugnazione non è stata esaminata nel merito e la decisione del Tribunale del riesame di Potenza è diventata definitiva. Oltre a ciò, il ricorrente è stato condannato a pagare le spese processuali e una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Questa sentenza serve da monito sull’importanza di rispettare scrupolosamente i termini e le procedure per la presentazione degli atti giudiziari, specialmente in un ambito delicato come quello delle misure cautelari.

Cosa significa che un ricorso è “inammissibile”?
Un ricorso è inammissibile quando non rispetta le regole procedurali previste dalla legge, ad esempio se viene presentato fuori tempo massimo o con modalità errate. In questi casi, il giudice non può esaminare il contenuto del ricorso.

Qual è il termine per presentare un ricorso contro una misura cautelare?
Generalmente, il termine per presentare un ricorso contro una misura cautelare è di quindici giorni dalla notifica del provvedimento, come stabilito dall’articolo 586 del codice di procedura penale. È un termine perentorio.

Dove si deve depositare un ricorso contro una misura cautelare per evitare l’inammissibilità?
Per evitare l’inammissibilità per tardività, un ricorso contro una misura cautelare deve essere depositato esclusivamente presso la cancelleria del tribunale che ha emesso la decisione impugnata. La data che conta è quella in cui l’atto arriva all’ufficio competente.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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