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Ricorso penale inammissibile: rinuncia e motivazione bastano

Due individui hanno presentato ricorso contro una sentenza della Corte d’Appello. Il Ricorrente 1 ha rinunciato al suo ricorso. Il Ricorrente 2 ha contestato la determinazione della sua pena. La Corte di Cassazione ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso penale per entrambi: per il Ricorrente 1 a causa della rinuncia, e per il Ricorrente 2 perché la motivazione della pena da parte del giudice di appello era ritenuta valida e logica. Entrambi sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di somme in favore della Cassa delle ammende.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 27148 Anno 2022
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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

L’Inammissibilità del Ricorso Penale: Quando la Giustizia non Esamina il Merito

La Corte di Cassazione ha recentemente chiarito importanti aspetti sull’inammissibilità del ricorso penale, una situazione in cui il giudice non può entrare nel merito della questione. Questo accade per diverse ragioni, come la rinuncia al ricorso o una motivazione della sentenza di appello ritenuta sufficiente. Comprendere questi meccanismi è fondamentale per chiunque si trovi ad affrontare un procedimento penale e voglia capire le dinamiche dei gradi di giudizio superiori.

Il Caso Specifico: Due Ricorsi, Due Esiti di Inammissibilità

La vicenda ha coinvolto due ricorrenti. Il Ricorrente 1 aveva presentato un ricorso contro una sentenza di appello. Tuttavia, in un momento successivo, ha deciso di rinunciare formalmente a tale impugnazione. Questa rinuncia ha avuto un effetto immediato e irrevocabile sul suo ricorso.

Il Ricorrente 2, invece, ha impugnato la sentenza lamentando una non corretta determinazione della pena a lui inflitta. Egli riteneva che il giudice di appello non avesse adeguatamente motivato la scelta della sanzione. Entrambi i ricorsi sono stati esaminati dalla Corte di Cassazione, che ha poi emesso la sua decisione.

La Rinuncia al Ricorso e l’Inammissibilità del Ricorso Penale

Per il Ricorrente 1, la situazione era chiara. La legge prevede che la rinuncia a un ricorso sia una dichiarazione formale e definitiva. Una volta presentata, questa rinuncia rende il ricorso inammissibile. Il giudice, quindi, non ha più la possibilità di valutare le ragioni del ricorso, poiché la parte stessa ha scelto di non proseguire con l’impugnazione. Questo è un principio fondamentale della procedura penale, che garantisce la certezza del diritto e la rapidità dei processi.

La Motivazione della Pena e l’Inammissibilità del Ricorso Penale

Il Ricorrente 2 ha contestato la motivazione della pena. La Corte di Cassazione ha però ribadito un principio consolidato: il giudice di merito (quello di primo o secondo grado) non deve necessariamente analizzare ogni singolo elemento previsto dalla legge per la determinazione della pena. È sufficiente che la motivazione sia logica, coerente e basata sui fatti del caso. Se la spiegazione della pena è adeguata, la Corte di Cassazione non può intervenire per sindacare (cioè controllare) il merito della decisione. Questo significa che un ricorso che si basa su una presunta mancanza di motivazione, se questa è invece ritenuta congrua, sarà dichiarato inammissibile.

Le Motivazioni della Sentenza: Chiarezza e Logica

La Corte ha spiegato che la decisione del giudice di appello sulla pena era ben argomentata. Ha considerato le modalità del fatto e ha applicato correttamente i principi di legge. Non è necessario che il giudice elenchi e analizzi ogni singolo dettaglio. Basta che la sua spiegazione sia complessivamente logica e conforme alla legge. Questa chiarezza e logica nella motivazione sono state sufficienti per respingere il ricorso del Ricorrente 2, portando all’inammissibilità del ricorso penale.

Le Conclusioni: Ricorsi Inammissibili e Conseguenze Economiche

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. Per il Ricorrente 1, l’inammissibilità è derivata dalla sua rinuncia. Per il Ricorrente 2, è stata la conseguenza della validità della motivazione della pena da parte del giudice di appello. Entrambi i ricorrenti sono stati condannati a pagare le spese processuali. Inoltre, il Ricorrente 2 ha dovuto versare una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende, mentre il Ricorrente 1 ha versato cinquecento euro, sempre alla Cassa delle ammende. Questo esito sottolinea l’importanza di valutare attentamente la fondatezza di un ricorso prima di presentarlo, per evitare costi aggiuntivi e l’inammissibilità del ricorso penale.

Cosa significa ‘inammissibilità del ricorso’ in ambito penale?
L’inammissibilità del ricorso significa che il giudice non può esaminare il merito delle questioni sollevate, spesso a causa di vizi procedurali, mancanza di requisiti legali o, come in questo caso, per rinuncia della parte.

Quando la motivazione di una pena è considerata sufficiente dalla Cassazione?
La motivazione di una pena è sufficiente quando è logica, coerente e basata sui fatti del caso, anche se il giudice non ha analizzato ogni singolo elemento previsto dalla legge, purché la spiegazione complessiva sia adeguata.

Quali sono le conseguenze pratiche di un ricorso penale dichiarato inammissibile?
Le conseguenze includono la conferma della sentenza impugnata, l’obbligo di pagare le spese processuali e, in molti casi, il versamento di una somma di denaro alla Cassa delle ammende.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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