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Ricorso Penale Inammissibile: la Cassazione conferma la condanna

Un cittadino, condannato per simulazione di reato (Art. 367 c.p.), ha presentato un ricorso alla Corte di Cassazione. Il ricorso contestava la violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza e altri vizi di fatto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo che le questioni fossero già state correttamente esaminate e che i motivi presentati non fossero consentiti in sede di legittimità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende, confermando l’inammissibilità ricorso penale.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 23040 Anno 2022
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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Quando un ricorso penale è inammissibile: il caso della simulazione di reato

La Corte di Cassazione ha recentemente ribadito un principio fondamentale del diritto processuale penale, dichiarando l’inammissibilità ricorso penale presentato da un cittadino condannato per simulazione di reato. Questa decisione sottolinea l’importanza di presentare ricorsi che rispettino precise regole procedurali e sostanziali, specialmente quando si ricorre al più alto grado di giudizio. Comprendere i motivi che portano a tale esito è cruciale per chiunque si trovi ad affrontare un procedimento giudiziario.

Il fatto: una condanna per simulazione di reato

Il caso in esame riguarda un cittadino che aveva ricevuto una condanna per il reato di simulazione di reato, previsto dall’articolo 367 del Codice Penale. Questo articolo punisce chi, con denuncia, querela, richiesta o istanza, anche se anonima o sotto falso nome, afferma falsamente che è avvenuto un reato o che un reato è stato commesso da una persona determinata. La condanna era stata confermata anche dalla Corte d’Appello.

Il ricorso in Cassazione e i motivi contestati

Il cittadino, non rassegnato alla condanna, ha deciso di presentare un ricorso alla Corte di Cassazione. I motivi principali del suo ricorso riguardavano due aspetti cruciali. In primo luogo, lamentava una presunta violazione del “principio di correlazione tra imputazione contestata e sentenza”. Questo principio è una garanzia fondamentale per l’imputato. In secondo luogo, il ricorrente sollevava altre questioni che, a suo dire, dimostravano un’illogicità nella motivazione della sentenza di appello.

Il principio di correlazione tra accusa e sentenza

Il “principio di correlazione tra imputazione contestata e sentenza” è un pilastro del diritto processuale penale. Esso stabilisce che il giudice deve decidere solo sui fatti e sui reati per i quali l’imputato è stato formalmente accusato. Non può, in altre parole, condannare l’imputato per un reato diverso o più grave senza che questi abbia avuto la possibilità di difendersi specificamente su quella nuova accusa. Questo principio tutela il diritto di difesa e assicura che il processo si svolga su basi chiare e definite.

I motivi che rendono un ricorso penale inammissibile

La Corte di Cassazione ha esaminato attentamente il ricorso. Ha rilevato che la doglianza relativa alla violazione del principio di correlazione era già stata affrontata e respinta dalla Corte d’Appello con argomentazioni giuridiche corrette. Inoltre, gli altri motivi presentati dal ricorrente sono stati considerati “non consentiti dalla legge in sede di legittimità”. La “sede di legittimità” è il contesto del giudizio della Cassazione, dove non si riesaminano i fatti, ma si controlla solo la corretta applicazione delle leggi e la logicità della motivazione. I motivi del ricorrente, invece, erano mere “doglianze in punto di fatto” (cioè contestazioni sui fatti già accertati) o riproducevano censure già esaminate, senza evidenziare una “motivazione non manifestamente illogica” (cioè una motivazione palesemente priva di senso o contraddittoria).

Le conseguenze dell’inammissibilità ricorso penale

Quando un ricorso viene dichiarato inammissibile, significa che non viene neppure preso in considerazione nel merito. Le conseguenze per il ricorrente sono significative. In questo caso, la Corte di Cassazione ha condannato il cittadino al pagamento delle spese processuali. Inoltre, ha disposto il versamento di una somma di tremila euro in favore della “Cassa delle ammende”. La Cassa delle ammende è un fondo pubblico che raccoglie le somme derivanti da multe e sanzioni penali, utilizzate per finanziare attività e servizi legati all’amministrazione della giustizia.

Le motivazioni: perché il ricorso penale è stato dichiarato inammissibile

La Suprema Corte ha dichiarato l’inammissibilità ricorso penale basandosi su due ordini di ragioni. Primo, la questione della violazione del principio di correlazione era già stata esaminata e risolta correttamente dalla Corte d’Appello. Il ricorrente non aveva portato nuovi argomenti validi per superare le precedenti decisioni. Secondo, gli altri motivi del ricorso si configuravano come semplici contestazioni sui fatti già accertati nei gradi precedenti di giudizio. La Cassazione, in quanto giudice di legittimità, non ha il compito di riesaminare i fatti, ma solo di verificare che la legge sia stata applicata correttamente e che la motivazione della sentenza sia logica e coerente. Non avendo riscontrato vizi di legittimità o illogicità manifesta, il ricorso non poteva essere accolto.

Le conclusioni: l’esito finale sull’inammissibilità ricorso penale

In definitiva, la Corte di Cassazione ha confermato la condanna del cittadino per simulazione di reato, dichiarando il suo ricorso inammissibile. Questa decisione ribadisce l’importanza di formulare ricorsi alla Suprema Corte con motivi specifici e pertinenti alla sua funzione di giudice di legittimità. Contestare i fatti o riproporre argomenti già esaminati non è sufficiente per ottenere un nuovo giudizio. L’esito finale ha comportato, oltre alla conferma della condanna, anche l’obbligo per il ricorrente di sostenere le spese legali e di versare una somma alla Cassa delle ammende, a dimostrazione delle serie conseguenze che l’inammissibilità ricorso penale può comportare.

Quali sono le principali ragioni per cui un ricorso penale può essere dichiarato inammissibile?
Un ricorso penale può essere dichiarato inammissibile se non rispetta le forme previste dalla legge, se i motivi presentati non sono previsti come validi per quel tipo di ricorso (ad esempio, contestando fatti e non solo l’applicazione della legge in Cassazione), o se ripropone questioni già adeguatamente esaminate in precedenza senza nuovi elementi.

Cosa significa il ‘principio di correlazione tra imputazione e sentenza’?
Questo principio stabilisce che il giudice non può condannare un imputato per un reato diverso o più grave rispetto a quello che gli è stato contestato inizialmente, a meno che non gli sia stata data la possibilità di difendersi anche su quella nuova accusa. Serve a garantire il diritto di difesa dell’imputato.

Quali sono le conseguenze economiche per chi presenta un ricorso penale inammissibile in Cassazione?
Se la Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e, solitamente, anche di una somma di denaro in favore della Cassa delle ammende, un fondo destinato a finanziare la giustizia.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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