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Ricorso Misure Cautelari: Inammissibilità per Assenza di Vizi Motivazionali

Un individuo, sottoposto a custodia in carcere per associazione mafiosa, ha impugnato il rigetto della sua richiesta di revoca o sostituzione della misura cautelare. Il Tribunale del riesame aveva confermato la decisione, ritenendo che l’autonoma valutazione fosse richiesta solo per provvedimenti emessi “inaudita altera parte”. La Corte di Cassazione ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso, ribadendo che l’autonoma valutazione non è necessaria per le ordinanze del Tribunale del riesame. La Cassazione ha ritenuto la motivazione del Tribunale del riesame sufficiente e non viziata, confermando la legittimità della misura. Questo caso chiarisce i limiti dell’inammissibilità ricorso misure cautelari.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 21955 Anno 2022
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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

La Corte di Cassazione e l’Inammissibilità del Ricorso Misure Cautelari

La giustizia penale prevede strumenti per garantire il corretto svolgimento delle indagini e del processo. Tra questi, le misure cautelari limitano la libertà personale prima di una condanna definitiva. Un recente pronunciamento della Corte di Cassazione ha chiarito importanti aspetti sull’inammissibilità ricorso misure cautelari, specialmente quando si tratta di impugnare decisioni che confermano la custodia in carcere. Questa sentenza offre spunti cruciali per comprendere i limiti e le condizioni per contestare tali provvedimenti.

Il Caso: Custodia in Carcere per Associazione Mafiosa

Un individuo si trovava in custodia in carcere per il reato di associazione mafiosa. Aveva chiesto di revocare o sostituire questa misura cautelare. Il Giudice per le indagini preliminari aveva respinto la sua richiesta. L’individuo aveva quindi presentato appello al Tribunale del riesame, che però aveva rigettato l’appello, confermando la custodia in carcere.

Il Ricorso in Cassazione e le Contestazioni sulla Motivazione

L’individuo ha presentato ricorso in Cassazione contro la decisione del Tribunale del riesame. Il suo difensore ha contestato due punti principali. Primo, ha sostenuto che il Tribunale del riesame avrebbe dovuto effettuare una “autonoma valutazione” (cioè una valutazione indipendente) degli indizi di colpevolezza e delle esigenze cautelari. Secondo, ha criticato la “motivazione per relationem” (una motivazione che si limita a richiamare un altro atto) utilizzata dal Tribunale. Secondo il ricorrente, questa motivazione non spiegava adeguatamente perché il Tribunale avesse condiviso le argomentazioni del provvedimento precedente.

I Limiti dell’Inammissibilità Ricorso Misure Cautelari

La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso. Ha subito precisato che un ricorso in Cassazione contro le misure cautelari personali non è ammissibile se si limita a contestare la ricostruzione dei fatti. Non è ammissibile nemmeno se propone una diversa valutazione delle circostanze già esaminate dal giudice di merito. La Cassazione può intervenire solo se la motivazione manca del tutto, è illogica in modo evidente o contraddittoria. Questo principio è fondamentale per capire l’inammissibilità ricorso misure cautelari.

L’Autonoma Valutazione: Quando è Necessaria?

Un punto chiave della sentenza riguarda l’obbligo di “autonoma valutazione”. La Cassazione ha ribadito un principio già consolidato. L’autonoma valutazione dei “gravi indizi di colpevolezza” (elementi seri che fanno pensare alla colpevolezza) e delle esigenze cautelari è richiesta solo quando il giudice emette una misura “inaudita altera parte” (cioè senza aver sentito l’altra parte). Questa esigenza serve a garantire l’imparzialità del giudice rispetto alla richiesta dell’accusa.

Nel caso del Tribunale del riesame, la situazione è diversa. Il Tribunale del riesame non emette una misura “inaudita altera parte”. Esso valuta un provvedimento già esistente, dopo aver sentito le parti. Per questo motivo, il Tribunale del riesame non ha l’obbligo di fare una nuova e autonoma valutazione completa. Deve invece verificare la correttezza della motivazione del provvedimento impugnato. La Corte ha quindi ritenuto che il Tribunale del riesame avesse agito correttamente.

La Motivazione per Relationem e l’Inammissibilità Ricorso Misure Cautelari

La Cassazione ha poi affrontato la questione della “motivazione per relationem”. Il ricorrente aveva sostenuto che il Tribunale del riesame non avesse adeguatamente motivato la sua decisione, limitandosi a richiamare il provvedimento precedente. La Cassazione ha smentito questa doglianza. Ha constatato che il Tribunale del riesame aveva, in realtà, illustrato in modo dettagliato le ragioni per cui aveva condiviso le argomentazioni del provvedimento richiamato.

Il Tribunale aveva ricordato che la presunzione di pericolosità per il reato di associazione mafiosa può essere superata solo se l’associato ha interrotto i legami con l’organizzazione. Nel caso specifico, non erano emersi elementi che dimostrassero questa interruzione. L’individuo era già stato condannato per associazione mafiosa. Gli indizi raccolti nel nuovo procedimento confermavano la sua persistente appartenenza. Il Tribunale aveva anche esaminato le difese presentate, ritenendole insufficienti a smentire il quadro indiziario. Questo ha portato all’inammissibilità ricorso misure cautelari.

Le Motivazioni della Cassazione: Perché il Ricorso è Inammissibile

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le censure del ricorrente fossero manifestamente infondate e prive di specificità. La motivazione del Tribunale del riesame era stata ritenuta valida. Non presentava vizi di mancanza, illogicità o contraddittorietà. La Cassazione ha ribadito che il Tribunale del riesame non ha l’obbligo di una “autonoma valutazione” quando conferma una misura cautelare. La sua funzione è di controllare la legittimità e la correttezza della decisione impugnata. In questo caso, il Tribunale aveva svolto tale controllo in modo adeguato, esaminando gli atti e le deduzioni difensive.

Le Conclusioni: Chi Vince e le Conseguenze dell’Inammissibilità Ricorso Misure Cautelari

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso dell’individuo inammissibile. Di conseguenza, l’individuo è stato condannato a pagare le spese processuali. Inoltre, la Corte ha imposto il pagamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Questo avviene quando un ricorso è dichiarato inammissibile per profili di colpa. La decisione della Cassazione conferma la legittimità della custodia in carcere per l’individuo. La sentenza ribadisce i principi che regolano l’impugnazione delle misure cautelari, rafforzando la posizione dei giudici di merito quando le loro motivazioni sono solide e rispettano i requisiti di legge.

Cosa significa “inammissibilità ricorso misure cautelari”?
Significa che il ricorso presentato contro una misura cautelare non può essere esaminato nel merito dalla Corte di Cassazione perché non rispetta i requisiti procedurali o le contestazioni sono ritenute infondate o generiche.

Quando è richiesta l’autonoma valutazione da parte del giudice?
L’autonoma valutazione è richiesta solo quando il giudice emette una misura cautelare per la prima volta e “inaudita altera parte”, cioè senza aver sentito la difesa dell’indagato. Non è necessaria per il Tribunale del riesame che valuta un provvedimento già emesso.

Quali sono le conseguenze di un ricorso inammissibile in Cassazione?
Se un ricorso è dichiarato inammissibile, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e, in caso di profili di colpa, al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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