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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico

La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per calunnia, legata alla falsa denuncia di smarrimento di un assegno. I motivi dell’appello sono stati giudicati generici e una mera riproposizione di questioni di fatto, non consentite nel giudizio di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 41372 Anno 2025
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Pubblicato il 24 gennaio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso Inammissibile: La Cassazione e il Pericolo di Appelli Generici

Presentare un ricorso in Cassazione richiede precisione e un’argomentazione giuridica solida. Un ricorso inammissibile non solo porta al rigetto della domanda, ma comporta anche conseguenze economiche per il ricorrente. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ci offre un chiaro esempio di come la genericità e la riproposizione di questioni di fatto possano condurre a tale esito, specialmente in un caso di calunnia per falsa denuncia.

I Fatti del Caso: La Falsa Denuncia di Smarrimento

Il caso trae origine da una condanna per il reato di calunnia, previsto dall’articolo 368 del codice penale. L’imputato era stato giudicato colpevole per aver denunciato lo smarrimento di un assegno che, in realtà, era stato da lui regolarmente negoziato e consegnato a un’altra persona. Con la sua falsa denuncia, egli sapeva di esporre il legittimo possessore dell’assegno a un’ingiusta accusa penale. La Corte d’Appello di Salerno aveva confermato la condanna, motivando in modo dettagliato la sussistenza di tutti gli elementi del reato, inclusa la piena consapevolezza dell’imputato riguardo alla falsità della sua dichiarazione.

Le Doglianze del Ricorrente e la Valutazione della Corte

L’imputato ha presentato ricorso in Cassazione, tentando di contestare la decisione della Corte d’Appello. Tuttavia, i motivi addotti sono stati giudicati affetti da ‘genericità’. Invece di contestare specifici errori di diritto nell’applicazione delle norme o vizi logici nella motivazione della sentenza, il ricorrente si è limitato a riproporre le stesse questioni già ampiamente discusse e risolte nel giudizio di merito. In sostanza, ha cercato di ottenere dalla Cassazione una nuova valutazione dei fatti, un’operazione che esula completamente dalle competenze del giudice di legittimità.

Le Motivazioni della Cassazione: Perché il ricorso è inammissibile

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile basandosi su principi consolidati della procedura penale. In primo luogo, ha ribadito che il giudizio di legittimità non è una terza istanza di merito. La Corte non può riconsiderare i fatti o la credibilità delle prove, compiti che spettano esclusivamente ai giudici dei primi due gradi di giudizio. Quando una sentenza d’appello presenta una motivazione logica, coerente e completa, come nel caso di specie, le censure che mirano a una diversa interpretazione dei fatti sono inammissibili.

In secondo luogo, la Corte ha sottolineato la genericità dei motivi di ricorso. Un appello in Cassazione, per essere valido, deve contenere un confronto critico e specifico con la sentenza impugnata, evidenziando gli errori di diritto o i difetti di motivazione. La semplice riproposizione delle argomentazioni difensive già respinte, senza un’analisi puntuale delle ragioni dei giudici d’appello, rende il ricorso vago e, di conseguenza, inammissibile. La Corte ha citato un precedente (Cass. Sez. 3, n. 44882/2014) per rafforzare il principio secondo cui doglianze così prospettate denunciano solo apparentemente un errore, ma in realtà cercano un riesame del merito.

Conclusioni: Le Conseguenze di un Ricorso Inammissibile

La decisione della Corte di Cassazione chiarisce le severe conseguenze di un appello infondato. Ai sensi dell’articolo 616 del codice di procedura penale, la dichiarazione di inammissibilità comporta non solo la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali, ma anche al versamento di una somma di denaro alla Cassa delle ammende. In questo caso, la somma è stata quantificata in 3.000 euro. Questa pronuncia serve da monito: il ricorso in Cassazione è uno strumento per garantire la corretta applicazione della legge, non un’ulteriore opportunità per discutere i fatti. Un utilizzo improprio di questo strumento comporta non solo la conferma della condanna, ma anche un aggravio di costi per il ricorrente.

Perché un ricorso in Cassazione può essere dichiarato inammissibile?
Un ricorso viene dichiarato inammissibile quando non rispetta i requisiti di legge, ad esempio perché i motivi sono generici, non si confrontano criticamente con la motivazione della sentenza impugnata, oppure tentano di ottenere un nuovo esame dei fatti, compito che non spetta alla Corte di Cassazione.

Cosa si intende per ‘genericità’ dei motivi di ricorso?
Per ‘genericità’ si intende che le argomentazioni presentate sono vaghe, non individuano specifici errori di diritto o vizi logici nella sentenza precedente e si limitano a riproporre questioni già valutate e respinte dai giudici di merito.

Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso inammissibile?
In base all’art. 616 c.p.p., la persona che ha presentato un ricorso inammissibile viene condannata al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una somma di denaro in favore della Cassa delle ammende. Nel caso esaminato, tale somma è stata fissata in 3.000 euro.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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