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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione lo rigetta

La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché i motivi presentati erano una semplice ripetizione di argomentazioni già respinte dalla Corte d’Appello. La decisione sottolinea che non è possibile riproporre in sede di legittimità le stesse censure già adeguatamente valutate, confermando la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 40390 Anno 2025
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Pubblicato il 2 gennaio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso Inammissibile: La Cassazione chiarisce i limiti dell’impugnazione

Quando si presenta un ricorso alla Corte di Cassazione, è fondamentale comprendere che non si tratta di un terzo grado di giudizio dove riesaminare i fatti. La recente ordinanza della Suprema Corte ci offre un chiaro esempio di quando un ricorso inammissibile viene respinto, ovvero quando si limita a riproporre le stesse questioni già decise nei gradi precedenti. Questo principio è cruciale per la funzionalità del nostro sistema giudiziario.

I Fatti del Processo e l’Impugnazione

Il caso in esame nasce dal ricorso presentato da un cittadino avverso una sentenza della Corte d’Appello. Il ricorrente, attraverso il suo difensore, ha tentato di portare all’attenzione della Corte di Cassazione una serie di doglianze, sperando di ottenere un annullamento della decisione a lui sfavorevole.

Tuttavia, l’esito non è stato quello sperato. La vicenda processuale si è conclusa con una declaratoria di inammissibilità, che ha posto fine al percorso legale del ricorrente, confermando di fatto la decisione impugnata.

La Decisione della Cassazione: Il Ricorso Inammissibile

La Corte di Cassazione, con una sintetica ma incisiva ordinanza, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La ragione di tale decisione risiede nella natura stessa dei motivi proposti. I giudici di legittimità hanno riscontrato che le argomentazioni presentate non erano nuove, ma si limitavano a essere una mera riproduzione delle censure già esaminate e respinte dalla Corte d’Appello.

Analisi dei Motivi Meramente Riproduttivi

La Suprema Corte ha sottolineato come i motivi del ricorso fossero “meramente riproduttivi di profili di censura già adeguatamente vagliati e disattesi dai giudici del merito”. Questo significa che la difesa non ha sollevato questioni relative a violazioni di legge o vizi logici della motivazione, unici aspetti che possono essere valutati in sede di legittimità. Al contrario, ha tentato di ottenere un nuovo giudizio sui fatti, presentando le stesse argomentazioni difensive con argomenti giuridicamente corretti ma già ritenuti infondati.

Le Motivazioni della Corte sul Ricorso Inammissibile

La motivazione della Corte si fonda su un principio cardine della procedura penale: la Corte di Cassazione è giudice della legittimità, non del merito. Non può sostituire la propria valutazione dei fatti a quella compiuta dai giudici delle precedenti istanze. Il ricorso è stato ritenuto inammissibile perché i motivi prospettati non erano consentiti in questa sede. La sentenza impugnata, secondo la Corte, aveva fornito risposte corrette, puntuali e logicamente coerenti alle doglianze difensive, basandosi sulle prove acquisite nel processo. Di conseguenza, non sussistevano i presupposti per un annullamento.

Alla declaratoria di inammissibilità, come previsto dall’articolo 616 del codice di procedura penale, sono seguite le pronunce accessorie: la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.

Conclusioni: Le Conseguenze Pratiche

Questa ordinanza ribadisce un insegnamento fondamentale per chiunque intenda adire la Corte di Cassazione. È inutile e controproducente presentare un ricorso inammissibile che si limiti a ripetere le stesse argomentazioni già respinte. Per avere una possibilità di successo, è necessario individuare specifici vizi di legittimità nella sentenza impugnata, come l’errata applicazione di una norma di legge o una motivazione manifestamente illogica o contraddittoria. In assenza di tali elementi, il ricorso non solo verrà respinto, ma comporterà anche un ulteriore esborso economico per il ricorrente.

Perché la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile?
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché i motivi presentati non sollevavano nuove questioni di diritto, ma si limitavano a riproporre le stesse censure già esaminate e respinte in modo corretto e logico dalla Corte d’Appello.

Cosa significa che i motivi del ricorso erano ‘meramente riproduttivi’?
Significa che le argomentazioni della difesa erano una semplice copia di quelle già presentate e valutate nel precedente grado di giudizio, senza introdurre profili di illegittimità della decisione impugnata che potessero essere esaminati dalla Corte di Cassazione.

Quali sono le conseguenze per il ricorrente quando un ricorso viene dichiarato inammissibile?
Ai sensi dell’art. 616 del codice di procedura penale, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una somma di denaro alla Cassa delle ammende, che nel caso specifico è stata fissata in euro tremila.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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