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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono ripetitivi

La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un individuo condannato per detenzione di stupefacenti. La decisione si fonda sul fatto che i motivi del ricorso erano una mera riproduzione di argomenti già valutati e respinti dalla Corte d’Appello, in particolare riguardo al diniego delle attenuanti generiche, confermando la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 39249 Anno 2025
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Pubblicato il 29 dicembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso Inammissibile: La Cassazione Sancisce il Principio di Non Ripetitività

L’ordinanza in esame offre un chiaro esempio di come un ricorso inammissibile rappresenti un ostacolo insormontabile nel processo penale. La Suprema Corte di Cassazione ha ribadito un principio fondamentale: non è possibile accedere al giudizio di legittimità riproponendo semplicemente le stesse argomentazioni già esaminate e respinte nei gradi di merito. Questo caso, riguardante la detenzione di sostanze stupefacenti, illustra perfettamente le conseguenze di una simile strategia processuale.

I Fatti del Caso

Un soggetto veniva condannato dalla Corte d’Appello di Roma per il reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Ritenendo ingiusta la sentenza, l’imputato proponeva ricorso per cassazione, cercando di ottenere una revisione della decisione. Il fulcro della sua difesa in sede di legittimità si concentrava sul mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, un punto che era già stato sollevato e rigettato dal giudice del secondo grado.

La Decisione della Corte: Focus sul Ricorso Inammissibile

La Settima Sezione Penale della Corte di Cassazione, con una sintetica ma incisiva ordinanza, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte non è entrata nel merito della questione, ovvero non ha riesaminato i fatti per decidere se le attenuanti fossero o meno concedibili. La sua decisione si è fermata a un livello precedente, quello procedurale. I giudici hanno constatato che i motivi presentati dal ricorrente erano ‘meramente riproduttivi’ dei profili di censura già adeguatamente valutati e disattesi dalla Corte d’Appello. In altre parole, l’appello non introduceva nuove questioni di diritto né evidenziava vizi logici o giuridici evidenti nella sentenza impugnata, limitandosi a ripetere le stesse doglianze.

Le Motivazioni della Corte

La motivazione della Cassazione è cruciale per comprendere i limiti del giudizio di legittimità. La Corte ha sottolineato che il giudice di merito aveva fornito argomenti ‘giuridicamente corretti e privi di manifeste illogicità’ per negare le attenuanti generiche. Anzi, la sentenza d’appello aveva evidenziato elementi specifici, come le modalità della condotta, che suggerivano una ‘contiguità con contesti criminali’, rafforzando così la correttezza della decisione di non concedere alcuno sconto di pena. Proporre un ricorso basato sulla semplice riproposizione di tali punti, senza individuare un vizio specifico di violazione di legge o un difetto manifesto di motivazione, rende l’impugnazione priva dei requisiti minimi per essere esaminata. Questa pronuncia riafferma che la Cassazione non è un ‘terzo grado di giudizio’ dove si possono rivalutare i fatti, ma un organo che vigila sulla corretta applicazione della legge.

Conclusioni: Le Conseguenze Pratiche di un Ricorso Inammissibile

La dichiarazione di inammissibilità ha conseguenze pratiche molto pesanti per il ricorrente. Ai sensi dell’articolo 616 del codice di procedura penale, la Corte ha condannato l’imputato non solo al pagamento delle spese processuali, ma anche al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Questa sanzione pecuniaria serve a scoraggiare la presentazione di ricorsi palesemente infondati o dilatori. In conclusione, questa ordinanza serve da monito: un ricorso per cassazione deve basarsi su solidi argomenti giuridici, evidenziando specifici errori di diritto della sentenza impugnata, e non può essere una mera ripetizione delle difese già svolte, pena la sua immediata e onerosa reiezione.

Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché i suoi motivi erano una semplice ripetizione di questioni già esaminate e correttamente respinte dalla Corte d’Appello, senza introdurre nuovi ed efficaci argomenti di diritto.

Qual era l’argomento principale del ricorrente?
L’argomento principale era la contestazione del mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, ma la Corte ha ritenuto che la decisione del giudice di merito su questo punto fosse ben motivata e priva di vizi logici o giuridici.

Quali sono state le conseguenze economiche per il ricorrente?
In seguito alla dichiarazione di inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende, come previsto dall’art. 616 del codice di procedura penale.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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