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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono generici

La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per truffa. I motivi, incentrati su presunte nullità procedurali e sulla valutazione di aggravanti e attenuanti, sono stati giudicati manifestamente infondati, tardivi e generici. La decisione sottolinea l’importanza di formulare censure specifiche e tempestive nel processo penale.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 16563 Anno 2024
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Pubblicato il 5 febbraio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso Inammissibile: La Cassazione e la Genericità dei Motivi

Presentare un ricorso in Cassazione richiede rigore, specificità e tempestività. Quando queste caratteristiche mancano, il risultato è spesso un ricorso inammissibile, che non viene neanche esaminato nel merito. Un’ordinanza recente della Suprema Corte ci offre un chiaro esempio di come eccezioni procedurali tardive e motivi di ricorso generici portino inevitabilmente a una declaratoria di inammissibilità, con condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.

I Fatti del Processo

Il caso trae origine da una condanna per il delitto di truffa, emessa dal Tribunale e successivamente confermata dalla Corte d’Appello. L’imputato, non rassegnandosi alla decisione, ha proposto ricorso per Cassazione affidandosi a diversi motivi, sia di natura procedurale che di merito, sperando di ottenere l’annullamento della sentenza di condanna.

Analisi dei Motivi di un Ricorso Inammissibile

Il ricorrente ha basato la sua impugnazione su tre argomenti principali:

1. L’Eccezione Processuale

In primo luogo, è stata sollevata una questione procedurale. La difesa lamentava che, a seguito del rinnovo della citazione per mancato rispetto dei termini di comparizione, non fosse seguita una nuova comunicazione delle conclusioni scritte della Procura Generale. Secondo il ricorrente, tale omissione avrebbe viziato il procedimento.

2. La Contestazione sull’Aggravante

Il secondo gruppo di motivi criticava la decisione della Corte d’Appello di confermare la sussistenza di un’aggravante specifica (prevista dall’art. 61 n. 5 c.p.), sostenendo che la motivazione dei giudici di merito non fosse adeguata.

3. La Richiesta di un’Attenuante

Infine, la difesa si doleva del mancato riconoscimento dell’attenuante del danno di particolare tenuità (art. 62 n. 4 c.p.). A fronte di un danno quantificato in quattromila euro, si riteneva che la Corte avrebbe dovuto qualificarlo come di ‘scarsa rilevanza economica’ e, di conseguenza, ridurre la pena.

Le Motivazioni della Decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato tutti i motivi, dichiarando il ricorso inammissibile. L’analisi della Corte è stata netta e precisa su ogni punto.

Per quanto riguarda l’eccezione procedurale, i giudici hanno stabilito che era manifestamente infondata. Le conclusioni del Procuratore Generale erano già state trasmesse e rese note al difensore, pertanto non vi era alcun obbligo di una nuova comunicazione. Inoltre, e questo è un punto cruciale, la presunta nullità è stata dedotta tardivamente, contravvenendo ai principi consolidati della giurisprudenza di legittimità che impongono di sollevare tali vizi nei tempi e modi corretti.

I motivi relativi all’aggravante sono stati liquidati come ‘generici e reiterativi’. La Corte ha osservato che il ricorrente si era limitato a riproporre le stesse argomentazioni già adeguatamente esaminate e respinte dalla Corte d’Appello, senza muovere una critica specifica e puntuale alla motivazione della sentenza impugnata. Questo tipo di doglianza non è ammesso in sede di legittimità.

Anche il motivo sull’attenuante è stato giudicato inammissibile per genericità e aspecificità. La Corte ha chiarito che un danno di quattromila euro non può essere considerato di ‘scarsa rilevanza economica’ al punto da integrare l’attenuante richiesta. La valutazione del giudice di merito, in questo caso, è stata ritenuta logica e non censurabile.

Conclusioni

L’ordinanza in esame ribadisce un principio fondamentale del processo penale: il ricorso per Cassazione non è un terzo grado di giudizio dove si possono riproporre all’infinito le medesime questioni di fatto. Per superare il vaglio di ammissibilità, i motivi devono essere specifici, pertinenti e criticare in modo puntuale le eventuali violazioni di legge o i vizi logici della sentenza impugnata. Le eccezioni procedurali devono essere sollevate tempestivamente. Un ricorso inammissibile, come in questo caso, non solo non porta al risultato sperato, ma comporta anche la condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle Ammende, aggravando la posizione del condannato.

Quando un’eccezione processuale è considerata tardiva dalla Cassazione?
Secondo la Corte, un’eccezione di nullità, come quella relativa alla mancata comunicazione di atti, è considerata tardiva se non viene sollevata nei tempi e modi previsti dal codice di procedura, non potendo essere dedotta per la prima volta con il ricorso in Cassazione se il vizio si è verificato in precedenza.

Un danno di quattromila euro può giustificare l’attenuante della scarsa rilevanza economica?
No. In questa decisione, la Corte di Cassazione ha stabilito che un danno quantificato in quattromila euro non si presta ad essere qualificato in termini di ‘scarsa rilevanza economica’, confermando la decisione del giudice di merito di non concedere l’attenuante prevista dall’art. 62 n. 4 del codice penale.

Cosa succede se i motivi di un ricorso in Cassazione sono generici e ripetitivi?
Se i motivi di ricorso si limitano a ripetere argomenti già esaminati e motivatamente respinti dalla Corte d’Appello, senza muovere critiche specifiche alla logica della sentenza impugnata, vengono considerati generici e reiterativi. Ciò comporta la declaratoria di inammissibilità del ricorso.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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