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Ricorso inammissibile: quando è privo di specificità

La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché il ricorrente si è limitato a riproporre le medesime censure già respinte dalla Corte d’Appello, senza contestare specificamente le motivazioni della sentenza impugnata. La decisione ribadisce che la mancanza di specificità dei motivi rende l’impugnazione inefficace, comportando la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 41750 Anno 2024
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Pubblicato il 9 gennaio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso Inammissibile: La Cassazione Ribadisce il Principio di Specificità

Quando si presenta un ricorso alla Corte di Cassazione, non è sufficiente essere in disaccordo con la decisione precedente. È fondamentale strutturare l’impugnazione in modo corretto, pena una dichiarazione di ricorso inammissibile. Una recente ordinanza della Suprema Corte offre un chiaro esempio di questo principio, sottolineando come la mancanza di specificità e la mera ripetizione di argomenti già trattati portino inevitabilmente al rigetto del ricorso, con conseguente condanna alle spese.

I Fatti del Processo

Il caso trae origine da un ricorso presentato avverso una sentenza della Corte d’Appello di Napoli. L’imputato, dopo aver visto respinte le sue doglianze in secondo grado, decideva di adire la Corte di Cassazione, sollevando due principali motivi di contestazione: uno relativo alla sua responsabilità penale e l’altro concernente l’applicazione di una specifica norma del codice penale.

Tuttavia, l’approccio difensivo si è rivelato controproducente. Invece di contestare nel dettaglio le argomentazioni con cui la Corte d’Appello aveva motivato la propria decisione, il ricorrente si è limitato a riproporre le stesse censure già avanzate nel precedente grado di giudizio.

La Decisione sul Ricorso Inammissibile

La Settima Sezione Penale della Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di specificità. La Corte ha osservato che, secondo un orientamento consolidato e condiviso, non è ammissibile un ricorso che si limiti a replicare pedissequamente i motivi già presentati in appello.

L’atto di impugnazione, per essere efficace, non può ignorare le motivazioni della sentenza che contesta. Al contrario, deve instaurare un dialogo critico con esse, evidenziando gli errori logico-giuridici e confutando punto per punto le ragioni esposte dal giudice del gravame. L’aggiunta di mere frasi di contestazione generica e apodittica non è sufficiente a superare questo scoglio.

Le Motivazioni: Il Difetto di Specificità come Causa di Inammissibilità

La Corte ha basato la sua decisione su un principio cardine della procedura penale: la specificità dei motivi di ricorso. Il giudice di legittimità non è chiamato a riesaminare l’intero processo, ma a valutare se la sentenza impugnata presenti vizi specifici denunciati dal ricorrente. Se il ricorso non attacca le fondamenta logiche della decisione precedente, ma si limita a riproporre le stesse questioni, viene meno la sua stessa funzione.

Nel caso di specie, la Corte d’Appello aveva fornito una motivazione dettagliata per respingere i motivi del ricorrente, dedicando specifiche pagine della sentenza a ciascuna delle questioni sollevate (pagine da 9 a 11 per il primo motivo e pagine 11 e 12 per il secondo). Il ricorrente, nel suo ricorso per cassazione, avrebbe dovuto analizzare quelle motivazioni e spiegare perché, a suo avviso, fossero errate. Non avendolo fatto, il suo ricorso è risultato privo della necessaria specificità.

Conclusioni: Implicazioni Pratiche per la Difesa

Questa ordinanza rappresenta un monito importante per la difesa tecnica. La redazione di un ricorso per cassazione richiede un’analisi approfondita e critica della sentenza impugnata. Non è una mera formalità o la semplice riproposizione di atti precedenti. È necessario un confronto diretto e argomentato con la ratio decidendi del giudice d’appello.

Le conseguenze di un ricorso inammissibile non sono solo procedurali, ma anche economiche. Oltre a vedere la propria impugnazione respinta senza un esame nel merito, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Ciò sottolinea l’importanza di una strategia difensiva ponderata e tecnicamente ineccepibile in ogni fase del giudizio.

Cosa rende un ricorso per cassazione inammissibile secondo questa ordinanza?
Un ricorso è dichiarato inammissibile principalmente per difetto di specificità, ovvero quando non contesta in modo mirato e argomentato le ragioni della sentenza impugnata, ma si limita a riproporre pedissequamente le stesse censure già presentate e respinte nel giudizio d’appello.

Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso dichiarato inammissibile?
Il ricorrente la cui impugnazione viene dichiarata inammissibile è condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, in questo caso fissata in 3.000 euro, da versare alla Cassa delle ammende.

È sufficiente esprimere disaccordo con la sentenza d’appello per presentare un ricorso valido?
No, non è sufficiente. Il ricorso deve andare oltre la mera affermazione di disaccordo o la critica generica. Deve contenere argomentazioni specifiche che confutino le motivazioni addotte dal giudice d’appello per rigettare le precedenti doglianze, dimostrando un errore logico o giuridico nella sua decisione.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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