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Ricorso inammissibile per motivi generici: no al proscioglimento

L’Imputato, condannato per furto aggravato a quattro mesi di reclusione, ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la mancata pronuncia di proscioglimento immediato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per motivi generici. I giudici hanno rilevato che la difesa si è limitata ad affermazioni astratte, senza indicare elementi concreti di fatto o di diritto per giustificare il proscioglimento, specialmente dopo aver contestato in appello solo l’entità della pena. Di conseguenza, l’imputato è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 11453 Anno 2022
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Pubblicato il 17 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Il caso del furto aggravato e il ricorso inammissibile per motivi generici

L’ordinamento giuridico italiano impone regole severe per l’accesso ai gradi superiori di giudizio. La Corte di Cassazione ha recentemente affrontato il caso di un cittadino, denominato l’Imputato, condannato per il reato di furto aggravato (sottrazione di beni altrui con circostanze che ne aumentano la gravità). Il tribunale di primo grado aveva inflitto all’uomo la pena di quattro mesi di reclusione e centoventi euro di multa. Successivamente, la Corte d’appello aveva confermato questa decisione. L’Imputato ha quindi deciso di presentare ricorso dinanzi alla Suprema Corte. Tuttavia, i giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso inammissibile per motivi generici, evidenziando l’importanza di formulare contestazioni precise e dettagliate.

La contestazione della pena e la richiesta di proscioglimento

Durante il secondo grado di giudizio, la difesa dell’Imputato si era concentrata esclusivamente sul trattamento sanzionatorio (la misura della pena applicata). L’avvocato aveva chiesto una riduzione della condanna senza contestare la colpevolezza del proprio assistito. Nel ricorso successivo, l’Imputato ha invece cambiato strategia. La difesa ha lamentato il mancato proscioglimento (la liberazione dalle accuse) ai sensi delle norme che impongono l’immediata declaratoria di non punibilità. Secondo la tesi difensiva, i giudici di secondo grado avrebbero dovuto rilevare d’ufficio l’assenza di prove o la presenza di una causa di estinzione del reato. Questa richiesta è apparsa subito in contrasto con la condotta processuale precedente.

Quando scatta il ricorso inammissibile per motivi generici

La legge stabilisce che ogni impugnazione deve contenere motivi specifici. Un ricorso inammissibile per motivi generici si verifica quando la parte ricorrente non indica con precisione le ragioni di fatto e di diritto che giustificano la riforma della sentenza impugnata. Non è sufficiente fare affermazioni astratte o richiamare formule di stile per ottenere l’attenzione dei giudici. L’Imputato avrebbe dovuto spiegare chiaramente quali elementi concreti del fascicolo avrebbero dovuto portare al suo proscioglimento immediato. La semplice menzione di un articolo del codice di procedura penale, senza un collegamento diretto con le prove raccolte durante le indagini o il dibattimento, rende l’atto privo di reale valore giuridico. La Cassazione non può riesaminare il merito della vicenda se la difesa non fornisce argomenti dettagliati, pertinenti e strettamente legati alla precedente decisione d’appello.

Le motivazioni della Cassazione sul ricorso dell’imputato

Le motivazioni della Cassazione sul ricorso dell’imputato si fondano sulla totale assenza di specificità delle doglianze presentate dal difensore. I giudici di legittimità hanno sottolineato che la difesa ha proposto un motivo meramente assertivo (basato su semplici affermazioni non dimostrate e prive di riscontro). L’Imputato non ha precisato in alcun modo le ragioni dell’esistenza di eventuali cause di non punibilità nel caso concreto. Inoltre, la Corte ha ricordato che la difesa aveva limitato i motivi di appello originari alla sola misura della pena applicata dal tribunale. Di conseguenza, pretendere un proscioglimento in sede di legittimità, senza aver fornito elementi di supporto nei gradi precedenti e senza spiegare le ragioni di tale richiesta, costituisce un errore procedurale insuperabile. La sentenza della Corte d’appello era dunque pienamente corretta, logica e priva di vizi di motivazione.

Le conclusioni della Suprema Corte sulla condanna

Le conclusioni della Suprema Corte sulla condanna confermano la linea di rigore contro i ricorsi privi di reale fondamento. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dall’Imputato. Questa decisione comporta conseguenze finanziarie immediate e severe per il ricorrente. Oltre alla conferma definitiva della pena detentiva e della multa per furto aggravato, l’Imputato deve pagare le spese del procedimento giudiziario. I giudici hanno anche ravvisato una colpa nella presentazione di un ricorso palesemente infondato. Per questo motivo, hanno condannato l’uomo al versamento di quattromila euro in favore della Cassa delle ammende (l’ente che raccoglie le sanzioni pecuniarie per il funzionamento della giustizia).

Cosa succede se si presenta un ricorso in Cassazione senza motivi specifici?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile e la condanna precedente diventa definitiva. Inoltre, il ricorrente rischia di dover pagare una sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende.

Si può chiedere il proscioglimento in Cassazione se in appello si è contestata solo la pena?
No, non è possibile richiedere il proscioglimento per la prima volta in Cassazione con motivazioni generiche se in precedenza si era accettata la colpevolezza contestando solo l’entità della sanzione.

Che cos’è la Cassa delle ammende citata nella sentenza?
Si tratta di un ente pubblico che raccoglie le somme derivanti dalle sanzioni pecuniarie e dalle condanne inflitte a chi presenta ricorsi giudiziari inammissibili o infondati.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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