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Ricorso inammissibile per motivi generici e vizio mente

La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per resistenza a pubblico ufficiale. I motivi, relativi al mancato riconoscimento del vizio di mente e alla concessione delle attenuanti generiche, sono stati giudicati manifestamente infondati e formulati in modo generico, confermando la decisione della Corte d’Appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 34123 Anno 2024
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Pubblicato il 14 gennaio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso Inammissibile: La Cassazione Sulla Genericità dei Motivi

Quando si impugna una sentenza di condanna, non è sufficiente un generico dissenso. È necessario formulare critiche specifiche e pertinenti. Un recente provvedimento della Corte di Cassazione ribadisce questo principio, dichiarando un ricorso inammissibile perché basato su motivi generici. Analizziamo questa ordinanza per comprendere i requisiti di ammissibilità di un ricorso e le conseguenze della sua reiezione.

Il Caso: Dalla Condanna per Resistenza al Ricorso in Cassazione

La vicenda giudiziaria ha origine da una condanna per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. L’imputato, dopo la conferma della sentenza in appello, decideva di presentare ricorso per cassazione, affidandolo a due principali motivi. Il primo motivo contestava la mancata assoluzione per vizio di mente, mentre il secondo lamentava la mancata concessione delle attenuanti generiche e l’eccessiva quantificazione della pena.

I Motivi del Ricorso e la Valutazione della Corte

Il ricorrente ha tentato di ribaltare la decisione dei giudici di merito su due fronti:

  1. Affermazione di responsabilità e vizio di mente: Si sosteneva che la Corte d’Appello avesse errato nel non riconoscere un vizio di mente che avrebbe dovuto escludere o diminuire la sua responsabilità penale.
  2. Trattamento sanzionatorio: Si criticava la decisione di non concedere le attenuanti generiche e di applicare una pena ritenuta troppo severa, contestando l’esercizio del potere discrezionale del giudice.

La Corte di Cassazione, tuttavia, ha ritenuto entrambi i motivi non meritevoli di un esame nel merito, definendoli inammissibili.

Le motivazioni di un ricorso inammissibile

L’ordinanza della Suprema Corte spiega chiaramente perché il ricorso è stato respinto in via preliminare. Per quanto riguarda il primo motivo, relativo al vizio di mente, i giudici lo hanno definito ‘manifestamente infondato oltre che del tutto genericamente proposto’. In pratica, il ricorrente non ha mosso una critica puntuale e argomentata contro la dettagliata motivazione della sentenza d’appello, che aveva già affrontato e respinto tale questione.

Anche il secondo motivo, riguardante le attenuanti e la pena, è stato giudicato una ‘generica censura in fatto’. La Cassazione non può riesaminare le valutazioni discrezionali del giudice di merito, come la concessione delle attenuanti o la misura della pena, a meno che la motivazione non sia palesemente illogica o assente. In questo caso, il ricorso si limitava a criticare l’esito della valutazione senza evidenziare vizi logici nel ragionamento del giudice di secondo grado.

Le conclusioni: le conseguenze della dichiarazione di inammissibilità

La dichiarazione di inammissibilità del ricorso comporta due importanti conseguenze per il ricorrente. In primo luogo, la sentenza di condanna diventa definitiva e non più impugnabile. In secondo luogo, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende.

Questa decisione sottolinea un principio fondamentale del processo penale: il ricorso in Cassazione non è un terzo grado di giudizio dove si possono riproporre le stesse questioni di fatto già valutate. È un giudizio di legittimità, volto a controllare la corretta applicazione della legge e la logicità della motivazione. Motivi generici, che non si confrontano criticamente con la sentenza impugnata, portano inevitabilmente a una dichiarazione di ricorso inammissibile.

Quando un ricorso in Cassazione viene dichiarato inammissibile?
Un ricorso è dichiarato inammissibile quando i motivi sono manifestamente infondati o formulati in modo generico, senza un confronto specifico e critico con le argomentazioni della sentenza che si intende impugnare.

È sufficiente affermare di avere un vizio di mente per ottenere l’annullamento di una condanna?
No, secondo questa ordinanza, non è sufficiente. Un motivo di ricorso basato sul vizio di mente, se proposto in modo generico e senza criticare puntualmente la motivazione del giudice precedente, è considerato inammissibile.

Quali sono le conseguenze di un ricorso inammissibile?
La dichiarazione di inammissibilità comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende. Inoltre, la sentenza impugnata diventa definitiva.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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