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Ricorso inammissibile patteggiamento: spaccio grave, appello respinto

Un Imputato, condannato per spaccio di eroina e cocaina tramite patteggiamento, ha presentato ricorso in Cassazione. L’Imputato contestava l’erronea qualificazione giuridica del fatto, sostenendo che il reato dovesse essere considerato di “lieve entità” (meno grave). La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che il ricorso inammissibile patteggiamento è consentito solo per motivi specifici, non per la contestazione della gravità del reato in questo caso, dato l’elevato numero di cessioni e acquirenti. L’Imputato dovrà pagare le spese processuali e una somma di 3.000 euro alla Cassa delle ammende.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 27048 Anno 2022
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Pubblicato il 4 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Introduzione: Comprendere il Ricorso Inammissibile Patteggiamento

Il sistema giudiziario italiano offre diverse strade per la risoluzione dei procedimenti penali. Tra queste, il patteggiamento rappresenta un accordo tra l’imputato e la Procura sulla pena da applicare. Tuttavia, anche dopo un patteggiamento, possono sorgere questioni legali che portano a un ricorso in Cassazione. Ma cosa succede quando un ricorso viene dichiarato inammissibile? Questa sentenza della Corte di Cassazione chiarisce i limiti di un ricorso inammissibile patteggiamento, specialmente in casi di spaccio di droga.

Il Caso: Spaccio di Droga e Patteggiamento

Un Imputato ha ricevuto una condanna per spaccio di sostanze stupefacenti, nello specifico eroina e cocaina. I fatti si sono svolti in diverse località tra maggio e agosto 2021. La pena è stata concordata attraverso il patteggiamento, stabilendo 4 anni e 2 mesi di reclusione, oltre a una multa di 20.000 euro. Questo accordo sulla pena è stato formalizzato dal Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) del Tribunale di Vercelli.

La Contestazione sulla Qualificazione Giuridica del Reato

Nonostante l’accordo, l’Imputato ha deciso di presentare ricorso in Cassazione. La sua difesa contestava l’erronea qualificazione giuridica del fatto. In particolare, l’Imputato sosteneva che il reato dovesse essere inquadrato nella fattispecie di “lieve entità” (art. 73 comma 5 del d.P.R. n. 309 del 1990), che prevede pene meno severe, anziché nella fattispecie più grave (art. 73 comma 1). Questa distinzione è cruciale, poiché incide direttamente sulla gravità della pena applicabile.

Perché il Ricorso Inammissibile Patteggiamento?

La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso e lo ha dichiarato inammissibile. La ragione principale risiede nei limiti stabiliti dalla legge per impugnare una sentenza di patteggiamento. L’articolo 448, comma 2 bis, del Codice di Procedura Penale, introdotto dalla legge n. 103 del 2017, elenca tassativamente i motivi per cui è possibile presentare ricorso contro una sentenza di patteggiamento. Questi motivi includono vizi legati alla volontà dell’imputato, difetti di correlazione tra richiesta e sentenza, erronea qualificazione giuridica del fatto o illegalità della pena.

I Limiti del Ricorso Inammissibile Patteggiamento

Nel caso specifico, la difesa dell’Imputato contestava il mancato riconoscimento della fattispecie di lieve entità. Tuttavia, la Corte ha ritenuto che questa contestazione non rientrasse nei motivi ammessi per un ricorso inammissibile patteggiamento. La decisione del giudice di merito di non applicare la lieve entità era stata ragionevole. L’Imputato aveva infatti compiuto numerose cessioni di droghe pesanti a ben ventitré acquirenti diversi. Questo quadro fattuale rendeva difficile considerare il reato di “lieve entità”, a differenza di quanto avvenuto per un coimputato con un numero inferiore di cessioni.

Le Motivazioni della Corte sul Ricorso Inammissibile Patteggiamento

La Corte ha ribadito che un ricorso inammissibile patteggiamento, presentato per motivi non previsti dalla legge, deve essere dichiarato tale senza formalità di rito. La trattazione avviene in camera di consiglio non partecipata. La Suprema Corte ha sottolineato che la contestazione della gravità del reato, in questo contesto, esulava dai confini stretti dell’articolo 448, comma 2 bis, del Codice di Procedura Penale. La valutazione sulla “lieve entità” è una questione di merito che, in questo caso, non poteva essere riesaminata in Cassazione attraverso il ricorso presentato.

Le Conclusioni della Sentenza sul Ricorso Inammissibile Patteggiamento

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Questa decisione comporta conseguenze dirette per l’Imputato. Egli è stato condannato al pagamento delle spese processuali. Inoltre, la Corte ha stabilito che l’Imputato dovrà versare una somma di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende. Questa sanzione aggiuntiva è stata applicata perché il ricorso è stato considerato presentato senza una “colpa” nella determinazione della causa di inammissibilità, ovvero senza una giustificazione valida per la sua presentazione.

Cosa significa patteggiamento?
Il patteggiamento è un accordo tra l’imputato e il pubblico ministero sulla pena da applicare, che viene poi ratificato da un giudice. Permette di definire il procedimento penale in tempi brevi, spesso con una riduzione della pena.

Quando un ricorso in Cassazione è inammissibile?
Un ricorso in Cassazione è inammissibile quando non rispetta i requisiti formali o sostanziali previsti dalla legge. Nel caso di patteggiamento, il ricorso è ammesso solo per motivi specifici, come vizi di volontà o illegalità della pena, non per contestazioni generiche sulla qualificazione del fatto.

Quali sono le conseguenze di un ricorso inammissibile?
Le conseguenze di un ricorso inammissibile includono la conferma della sentenza impugnata, l’obbligo di pagare le spese processuali e, in alcuni casi, il versamento di una somma di denaro a favore della Cassa delle ammende.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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