\n
LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Ricorso inammissibile: no all’ipotesi lieve per 2kg

La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per detenzione di due chilogrammi di stupefacenti. La Corte ha ritenuto il ricorso una mera ripetizione di argomenti già respinti, confermando la decisione di non applicare l’ipotesi lieve e di negare le attenuanti generiche per mancanza di pentimento.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 39520 Anno 2024
Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 4 gennaio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso Inammissibile: Quando l’Appello è una Mera Ripetizione

L’ordinanza della Corte di Cassazione che analizziamo oggi offre uno spunto fondamentale sul concetto di ricorso inammissibile e sui limiti dell’impugnazione in materia penale. Il caso riguarda una condanna per detenzione di un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti, dove la difesa ha tentato, senza successo, di ottenere una riqualificazione del reato in ipotesi lieve e la concessione delle attenuanti generiche.

I Fatti del Caso: Detenzione di Stupefacenti

L’imputato veniva condannato nei gradi di merito per il concorso nella detenzione di circa due chilogrammi di sostanza stupefacente. La droga era stata rinvenuta all’interno dell’autovettura su cui viaggiava. La difesa ha presentato ricorso in Cassazione lamentando vizi di motivazione e violazione di legge, sostenendo che la responsabilità dell’imputato dovesse essere inquadrata in una fattispecie di minore gravità e che gli dovessero essere riconosciute le circostanze attenuanti generiche.

La Decisione della Corte d’Appello

La Corte d’Appello di Venezia aveva già confutato adeguatamente le tesi difensive. In particolare, i giudici di secondo grado avevano valorizzato la complessiva condotta del ricorrente e il luogo specifico di ritrovamento della sostanza per affermare il suo pieno coinvolgimento nella detenzione. Sulla base di questi elementi e, soprattutto, dell’ingente quantitativo, avevano escluso la possibilità di riqualificare il fatto nell’ipotesi lieve. Inoltre, avevano negato la concessione delle attenuanti generiche a causa della totale assenza di segni di pentimento (resipiscenza) e di altri elementi positivi da valorizzare.

L’Analisi della Cassazione: il Ricorso Inammissibile

La Corte di Cassazione, con la presente ordinanza, dichiara il ricorso inammissibile. La decisione si fonda su un principio cardine del processo penale: il ricorso per cassazione non può essere una semplice riproposizione delle stesse questioni già adeguatamente decise dalla Corte d’Appello.

La Mancata Riqualificazione nel Fatto Lieve

Il primo motivo di ricorso, relativo alla mancata applicazione dell’ipotesi lieve, è stato giudicato meramente ‘riproduttivo’. La Cassazione ha sottolineato come la Corte d’Appello avesse già fornito una motivazione logica e coerente, basando la propria decisione sulla quantità della droga (due chilogrammi, un elemento ritenuto determinante) e sulla condotta complessiva dell’imputato. Il ricorso non ha introdotto nuovi argomenti di diritto o vizi logici tali da mettere in discussione quella valutazione.

Il Diniego delle Attenuanti Generiche

Anche il secondo motivo, riguardante il diniego delle attenuanti generiche, ha incontrato lo stesso limite. La Corte di Appello aveva chiaramente motivato la sua scelta sulla base dell’ ‘assenza di resipiscenza e di elementi positivi da valorizzare’. La Cassazione ha ritenuto questa motivazione sufficiente e non manifestamente illogica, concludendo che anche su questo punto il ricorso si limitava a ripetere doglianze già respinte.

Le Motivazioni della Decisione

La motivazione centrale della Suprema Corte risiede nel carattere ‘riproduttivo’ dei motivi di ricorso. Quando un’impugnazione si limita a ripetere le stesse argomentazioni già esaminate e rigettate dal giudice del grado precedente, senza evidenziare specifici vizi logici o giuridici nella sentenza impugnata, essa non supera il vaglio di ammissibilità. La Corte di Cassazione non è un terzo grado di giudizio nel merito, ma un giudice di legittimità, il cui compito è verificare la corretta applicazione della legge e la coerenza della motivazione, non rivalutare i fatti.

Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche

Questa ordinanza ribadisce un principio fondamentale per chiunque intenda presentare un ricorso in Cassazione: è inutile e controproducente limitarsi a ripetere le argomentazioni già sconfitte. Per avere una possibilità di successo, è necessario individuare e argomentare in modo specifico e puntuale i vizi di legittimità (violazione di legge o vizi di motivazione palesi) della decisione impugnata. In caso contrario, il risultato sarà, come in questo caso, una declaratoria di inammissibilità con condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché è stato ritenuto ‘riproduttivo’, ovvero si limitava a ripetere le stesse identiche questioni già adeguatamente esaminate e respinte dalla Corte d’Appello, senza presentare nuovi e validi argomenti di diritto.

Quali elementi ha considerato la Corte per escludere l’ipotesi del ‘fatto lieve’?
La Corte ha escluso l’ipotesi lieve basandosi su due elementi principali: la condotta complessiva del ricorrente, che dimostrava il suo pieno coinvolgimento, e l’ingente quantitativo di sostanza stupefacente (circa due chilogrammi), considerato un elemento determinante per la gravità del fatto.

Per quale motivo non sono state concesse le circostanze attenuanti generiche?
Le circostanze attenuanti generiche non sono state concesse a causa della totale ‘assenza di resipiscenza’ (mancanza di pentimento) da parte dell’imputato e della mancanza di qualsiasi altro elemento positivo relativo alla sua personalità o condotta che potesse essere valutato a suo favore.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati