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Ricorso inammissibile: no a motivi generici in Cassazione

La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza della Corte d’Appello. La decisione si fonda su due principi chiave: la mera ripetizione di motivi già discussi in appello rende il ricorso non specifico e, quindi, inammissibile; inoltre, la valutazione del giudice sul diniego delle attenuanti generiche è insindacabile se la motivazione è logica e non contraddittoria. L’imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma a titolo di ammenda.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 40757 Anno 2023
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Pubblicato il 17 febbraio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso Inammissibile: la Cassazione Boccia i Motivi Generici e Ripetitivi

Presentare un ricorso in Cassazione richiede tecnica e precisione. Non è sufficiente ripetere le stesse lamentele sollevate in appello; è necessario costruire una critica argomentata e specifica contro la sentenza impugnata. Una recente ordinanza della Suprema Corte ribadisce questo principio, dichiarando un ricorso inammissibile proprio per la genericità dei motivi proposti. Questo caso offre spunti fondamentali sui requisiti di ammissibilità del ricorso e sulla discrezionalità del giudice nel concedere le attenuanti generiche.

I Fatti del Caso

Un imputato, a seguito di una condanna confermata dalla Corte d’Appello di Palermo, decideva di presentare ricorso per Cassazione. I motivi alla base dell’impugnazione erano essenzialmente due:

  1. Una contestazione generale sull’affermazione della sua responsabilità penale, lamentando una presunta violazione di legge e un vizio di motivazione della sentenza d’appello.
  2. La mancata applicazione delle circostanze attenuanti generiche, ritenuta ingiusta.

La Suprema Corte, tuttavia, ha respinto il ricorso su tutta la linea, senza nemmeno entrare nel merito delle questioni sollevate.

La Decisione della Corte di Cassazione

Con l’ordinanza in esame, la Settima Sezione Penale ha dichiarato il ricorso inammissibile. Questa decisione non si basa su una valutazione della colpevolezza o innocenza dell’imputato, ma esclusivamente sulla correttezza formale e sostanziale dell’atto di impugnazione. La Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro a favore della Cassa delle ammende, una conseguenza tipica in caso di inammissibilità del ricorso.

Le motivazioni del ricorso inammissibile

La Corte ha spiegato in modo chiaro e netto le ragioni che hanno portato a questa drastica decisione, analizzando separatamente i due motivi di ricorso.

Il Primo Motivo: la Reiterazione delle Censure

Il primo motivo è stato giudicato indeducibile perché non era altro che una ‘pedissequa reiterazione’ delle argomentazioni già presentate in appello e puntualmente respinte dalla Corte di merito. Secondo la Cassazione, un ricorso non può limitarsi a riproporre le stesse censure. La sua funzione tipica è quella di svolgere una ‘critica argomentata’ avverso la sentenza che si intende impugnare, evidenziando specifici errori di diritto o vizi logici. In assenza di questa specificità, i motivi diventano solo ‘apparenti’ e non assolvono alla loro funzione, portando inevitabilmente a una dichiarazione di ricorso inammissibile.

Il Secondo Motivo: il Diniego delle Attenuanti Generiche

Anche la seconda doglianza, relativa al mancato riconoscimento delle attenuanti generiche, è stata ritenuta manifestamente infondata. La Corte ha ribadito un principio consolidato: il giudice di merito, nel decidere se concedere o meno le attenuanti, non è obbligato a prendere in considerazione ogni singolo elemento favorevole o sfavorevole emerso dagli atti. È sufficiente che la sua motivazione si concentri sugli elementi ritenuti decisivi. Se la motivazione è esente da ‘evidenti illogicità’, come nel caso di specie, la decisione non può essere contestata in sede di legittimità. La valutazione del giudice di merito è sovrana, e la Cassazione non può sostituire il proprio giudizio a quello espresso nei gradi precedenti.

Conclusioni

Questa ordinanza è un monito importante per chiunque intenda adire la Corte di Cassazione. Il ricorso deve essere uno strumento tecnico, mirato a colpire vizi specifici della sentenza impugnata, e non un semplice terzo grado di giudizio dove riproporre le medesime argomentazioni. La specificità e la pertinenza dei motivi sono requisiti imprescindibili per superare il vaglio di ammissibilità. Inoltre, la decisione sul diniego delle attenuanti generiche conferma l’ampia discrezionalità del giudice di merito, la cui valutazione, se logicamente motivata, è difficilmente censurabile in sede di legittimità.

Perché un ricorso in Cassazione può essere dichiarato inammissibile?
Un ricorso viene dichiarato inammissibile quando manca dei requisiti essenziali previsti dalla legge. Nel caso specifico, perché i motivi erano una semplice ripetizione di quelli già respinti in appello, risultando quindi non specifici ma solo apparenti.

È sufficiente ripetere gli stessi motivi dell’appello nel ricorso per Cassazione?
No, non è sufficiente. La Corte di Cassazione ha chiarito che la ‘pedissequa reiterazione’ delle censure già esaminate e disattese rende il ricorso generico e, di conseguenza, inammissibile. È necessaria una critica argomentata e specifica rivolta alla sentenza impugnata.

Come deve motivare un giudice il diniego delle attenuanti generiche?
Il giudice non è tenuto a esaminare tutti gli elementi favorevoli o sfavorevoli dedotti dalle parti. È sufficiente che faccia riferimento a quelli che considera decisivi per la sua valutazione. Se la motivazione è logica e priva di evidenti contraddizioni, la sua decisione non è sindacabile in Cassazione.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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