Ricorso Inammissibile: Quando la Cassazione Conferma la Misura Cautelare
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17446 del 2024, ha fornito importanti chiarimenti sui requisiti di ammissibilità dei ricorsi, dichiarando un ricorso inammissibile presentato contro un’ordinanza che applicava la misura degli arresti domiciliari per il reato di associazione a delinquere. Questa decisione sottolinea l’importanza di formulare motivi di ricorso specifici e non basati su una lettura parziale o errata del provvedimento impugnato.
I Fatti del Caso
Il Tribunale di Salerno, in parziale accoglimento di un appello del Pubblico Ministero, aveva applicato la misura cautelare degli arresti domiciliari a un soggetto, indagato per il reato di cui all’art. 416 c.p. (associazione per delinquere). L’indagato ha successivamente proposto ricorso per cassazione, lamentando vizi di violazione di legge e una presunta contraddittorietà nella motivazione del Tribunale. In particolare, il ricorrente evidenziava come il Tribunale, pur riconoscendo la gravità degli indizi a suo carico, avesse escluso la partecipazione di un altro soggetto dal sodalizio criminale, ritenendo tale esclusione illogica e contraddittoria.
La Decisione della Corte di Cassazione
La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si fonda sulla constatazione che il ricorso si limitava a esprimere un dissenso generico rispetto alla valutazione del Tribunale, senza individuare vizi logici o giuridici specifici. Secondo gli Ermellini, il ricorrente aveva proposto una lettura incompleta e distorta dell’ordinanza impugnata.
Analisi del ricorso inammissibile e motivazione
Il fulcro della decisione risiede nella corretta interpretazione del provvedimento del Tribunale di Salerno. La Cassazione chiarisce che il Tribunale non è incorso in alcuna contraddizione. Semplicemente, ha ridefinito la compagine associativa, escludendo la partecipazione di un co-indagato sulla base di elementi fattuali precisi. Tale esclusione, lungi dal contraddire l’impianto accusatorio contro il ricorrente, ne ha anzi specificato meglio il ruolo e le modalità operative.
Le Motivazioni della Sentenza
Nelle motivazioni, la Corte spiega che il Tribunale aveva escluso l’altro soggetto dal sodalizio poiché questi operava in autonomia, si interfacciava direttamente con le parti interessate e, soprattutto, non divideva i proventi con il ricorrente. Anzi, era quest’ultimo a trattenere per sé un margine di guadagno, chiedendo somme superiori a quelle poi effettivamente consegnate al co-indagato. Questa dinamica, secondo la Cassazione, non solo è logicamente coerente ma rafforza il quadro indiziario a carico del ricorrente, descrivendone il modus operandi. Il ricorso è stato quindi giudicato inammissibile perché basato su una critica pretestuosa e non su un reale vizio della motivazione. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Conclusioni
Questa sentenza ribadisce un principio fondamentale del processo penale: un ricorso per cassazione, per essere ammissibile, deve basarsi su critiche specifiche, pertinenti e che dimostrino un effettivo vizio di legittimità del provvedimento impugnato. Un generico dissenso o una lettura parziale degli atti non sono sufficienti a superare il vaglio di ammissibilità, con la conseguente condanna al pagamento delle spese e di una sanzione a carico di chi propone un ricorso infondato.
Quando un ricorso in Cassazione viene dichiarato inammissibile?
Un ricorso viene dichiarato inammissibile quando si limita a esprimere un generico dissenso, è basato su una lettura incompleta o errata del provvedimento impugnato e non solleva specifiche censure di violazione di legge o vizi logici della motivazione.
Cosa significa che il giudice ha ‘ridefinito la compagine associativa’?
Significa che il giudice ha analizzato e chiarito i ruoli e il grado di coinvolgimento dei diversi soggetti nell’associazione criminale, potendo concludere che uno di essi non ne facesse parte organicamente, senza che ciò indebolisca necessariamente le prove a carico degli altri membri.
Quali sono le conseguenze di un ricorso inammissibile?
La dichiarazione di inammissibilità comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di denaro alla Cassa delle ammende, come sanzione per aver proposto un ricorso ritenuto palesemente infondato.