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Ricorso inammissibile: la Cassazione e i limiti del giudizio

La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile poiché i motivi proposti contestavano la determinazione della pena, un aspetto di merito non sindacabile in sede di legittimità quando la motivazione della corte d’appello è logica e sufficiente. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 27607 Anno 2024
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Pubblicato il 30 gennaio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso Inammissibile: Quando la Cassazione Chiude la Porta

L’ordinanza della Corte di Cassazione del 31 maggio 2024 offre un chiaro esempio di come funziona il giudizio di legittimità e quali sono i confini entro cui un imputato può contestare una sentenza di condanna. Il caso in esame si conclude con una declaratoria di ricorso inammissibile, una decisione che non entra nel merito della colpevolezza ma si ferma a un gradino prima, valutando la correttezza formale e sostanziale dei motivi di appello. Questo provvedimento sottolinea un principio fondamentale: la Cassazione non è un terzo grado di giudizio dove si possono ridiscutere i fatti, ma il custode della corretta applicazione della legge.

I Fatti del Caso

La vicenda processuale ha origine da una sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Bologna il 14 settembre 2023. Un individuo, condannato nei gradi precedenti, decideva di presentare ricorso per Cassazione, affidando alla Suprema Corte le sue ultime speranze di ottenere una revisione della propria posizione. Il ricorso mirava a contestare specifici aspetti della sentenza di secondo grado, ritenuti ingiusti o errati dal condannato.

La Valutazione del Ricorso Inammissibile da parte della Cassazione

La Settima Sezione Penale della Corte di Cassazione, esaminati gli atti, ha rapidamente concluso per l’inammissibilità del ricorso. La decisione si fonda su una ragione precisa e ricorrente nella giurisprudenza: i motivi di doglianza presentati dalla difesa non erano ammissibili in sede di legittimità. In particolare, le critiche sollevate non riguardavano violazioni di legge, ma erano incentrate sulla determinazione del trattamento punitivo, ovvero sulla quantificazione della pena decisa dalla Corte d’Appello.

Le Motivazioni della Decisione

La Corte Suprema ha chiarito che le censure del ricorrente toccavano questioni di merito, come la valutazione della recidiva e il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. Questi sono aspetti che rientrano nel potere discrezionale del giudice di merito (Tribunale e Corte d’Appello), il quale ha il compito di valutare le prove e le circostanze del caso concreto per commisurare la pena.

Il ruolo della Cassazione non è quello di sostituire la propria valutazione a quella dei giudici precedenti, ma solo di verificare se la loro decisione sia sorretta da una motivazione sufficiente, logica e non contraddittoria. Nel caso di specie, i giudici di legittimità hanno riscontrato che la sentenza della Corte d’Appello di Bologna era adeguatamente motivata. Le ragioni per cui era stata confermata la recidiva e negate le attenuanti generiche erano state esposte in modo chiaro e coerente, rendendo l’intera costruzione logico-giuridica della sentenza immune da censure di legittimità. Pertanto, il tentativo del ricorrente di ottenere una nuova valutazione di questi elementi è stato respinto come un ricorso inammissibile.

Le Conclusioni

Le conseguenze di una dichiarazione di inammissibilità sono severe e sono disciplinate dall’articolo 616 del codice di procedura penale. In primo luogo, la sentenza impugnata diventa definitiva e irrevocabile. In secondo luogo, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese del procedimento. Infine, e questa è la conseguenza più afflittiva, viene condannato al versamento di una somma di denaro in favore della Cassa delle ammende. In questo caso, la somma è stata quantificata in tremila Euro. Questa sanzione ha una duplice funzione: da un lato, risarcire lo Stato per l’impiego di risorse in un procedimento giudiziario privo di fondamento; dall’altro, fungere da deterrente contro la proposizione di ricorsi palesemente infondati o meramente dilatori.

Cosa significa quando un ricorso in Cassazione è dichiarato inammissibile?
Significa che la Corte di Cassazione non esamina il merito delle questioni sollevate perché i motivi del ricorso non rispettano i requisiti previsti dalla legge. La sentenza impugnata diventa quindi definitiva.

Perché la Cassazione non ha riesaminato la decisione sulla pena e sulla recidiva?
Perché la determinazione del trattamento punitivo, inclusa la valutazione della recidiva e delle attenuanti, è una questione di merito riservata ai giudici dei gradi precedenti (Tribunale e Corte d’Appello). La Cassazione interviene solo se la motivazione di tali giudici è manifestamente illogica, contraddittoria o inesistente, cosa che non è avvenuta in questo caso.

Quali sono le conseguenze economiche per chi presenta un ricorso inammissibile?
In base all’art. 616 del codice di procedura penale, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di denaro alla Cassa delle ammende. Nel caso specifico, la somma è stata fissata in 3.000 Euro.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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